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Il Trentino accelera per riaprire nidi e scuole dell’infanzia: perplessità da sindacati e Comune di Trento

giovedì, 28 maggio 2020

Trento – Sindacati perplessi sulla riapertura di nidi e scuola dell’infanzia in Trentino, lamentando una mancanza di contrapposizione tra categoria e confederazione all’interno della Cgil del Trentino. “Fin dall’inizio, insieme, abbiamo condiviso la necessità di sperimentare un servizio estivo educativo che dia risposte ai bisogni dei bambini e delle loro famiglie. Ribadiamo che non ci sono pregiudizi sulla riapertura, ma è fondamentale definire insieme tutti gli aspetti relativi alla sicurezza per tutelare la salute delle insegnanti, di tutto il personale scolastico e dei bambini che frequenteranno. trento trentino paesaggioE’ altrettanto importante definire insieme tutti li aspetti organizzativi, che presentano non poche complessità. Nulla è impossibile, ma serve il tempo necessario. Più che mai oggi la fretta rischia di essere pessima consigliera. Dunque niente improvvisazioni. Cgil e Flc sono pronte a ragione insieme alla Provincia su tutti gli aspetti tecnico-organizzativi per consentire una riapertura in sicurezza“, il commento di Andrea Grosselli, segretario generale della Cgil del Trentino, e Cinzia Mazzacca, segretaria generale della Flc.

IL COMUNE DI TRENTO SCETTICO: NON CI SONO LE CONDIZIONI

In merito alla  possibile riapertura dei nidi già a partire dall’8 giugno, perplessità a Trento dell’Assessore competente Chiara Maule: “Pur consapevoli della necessità di continuare a lavorare sulla prospettiva di riapertura dei servizi per poter rispondere ai bisogni educativi dei bambini e alle esigenze di conciliazione delle famiglie, come peraltro il Servizio Infanzia sta curando dall’inizio della chiusura, si ritiene che al momento, disponendo solo di un documento provvisorio di linee guida sanitarie, non vi siano le condizioni per garantire la riapertura dei servizi già a partire dall’8 giugno.

Già dal mese di aprile l’Amministrazione comunale assieme ai Comuni di Rovereto e Pergine, ha sollecitato la Provincia Autonoma di Trento alla costituzione di un tavolo tecnico per approfondire, assieme anche all’Azienda sanitaria, condizioni e modalità organizzative volte a ripensare la riapertura dei servizi per l’infanzia 0-6, mettendo a disposizione la propria esperienza e competenze. 

In collaborazione anche con altre Amministrazioni locali e professionisti dell’educazione (Comuni di Rovereto e Pergine Valsugana, nidi aziendali dell’Università di Trento e dell’APSS di Trento e con il contributo della professoressa Barbara Ongari), è stato nel frattempo elaborato il documento “I bambini sono oggi, non domani. Diritti e proposte operative”, sottoposto alla Provincia Autonoma di Trento quale contributo alla discussione sulla ripresa delle attività nei servizi educativi della fascia 0-6 in tempi di coronavirus, tracciando possibili nuovi scenari.

A partire solo dalla scorsa settimana la Pat ha attivato un tavolo di lavoro, cui partecipa anche una pedagogista del Coordinamento pedagogico comunale assieme ai referenti pedagogici di altre realtà del territorio, per l’elaborazione di linee guida pedagogiche per la riapertura dei servizi socio educativi 0-3. 

Solo dal momento in cui le linee guida per la riapertura dei servizi 0-3 (relative sia alla parte sanitaria che a quella pedagogica) saranno definitive, sarà possibile verificare tempi e modi della ripartenza in condizioni di sicurezza per bambini, genitori e personale preservandone la qualità educativa.

Riteniamo inoltre fondamentale che ogni ragionamento progettuale verso la riapertura dei servizi debba essere fatto anche con il coinvolgimento dei genitori e del personale dei nidi. 

Nei giorni scorsi il Servizio Infanzia, per il tramite del Coordinamento pedagogico, ha già realizzato un incontro a distanza con i presidenti dell’assemblea dei genitori dei nidi d’infanzia e  le coordinatrici dei nidi, per poter ascoltare e raccogliere i bisogni e le esigenze dei genitori. A breve invece verrà inviato alle famiglie un breve questionario volto a raccogliere alcuni elementi utili alla riorganizzazione dei servizi.

Sarà cura dell’Amministrazione comunale condividere questi passaggi anche con la Provincia in un’ottica di collaborazione che permetta di analizzare le possibili soluzioni che potrebbero consentire la ripresa delle attività nei servizi educativi alla luce di un giusto equilibrio tra il diritto all’educazione e alla socialità dei bambini e la tutela della salute degli stessi, delle famiglie e degli operatori.



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