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Orario invernale, i pendolari valtellinesi rischiano di essere penalizzati

lunedì, 9 novembre 2020

Sondrio – Alcuni treni diretti potrebbero finire a Milano Rogoredo penalizzando anche gli utenti valtellinesi con l’orario invernale. La denuncia: Regione Lombardia avrebbe deciso senza consultare il territorio e i pendolari e Trenord è finito nel mirino degli utenti.

A RISCHIO I TRENI DIRETTI?

treni trenord

Abbiamo saputo solo in questi giorni che Regione Lombardia ha approvato nello scorso mese di marzo uno schema di accordo-quadro con RFI (DGR 9 marzo 2020, BURL n. 12 del 16 marzo 2020), con effetti possibili già a partire dal prossimo orario invernale 2020-2021 in vigore nel prossimo dicembre, nel quale si prevede che i treni diretti tra Lecco e Milano Centrale avranno capolinea a Milano Rogoredo.

In pratica, ciò significa che i cosiddetti “direttini” (tecnicamente RegioExpress) di rinforzo tra Lecco e Milano, i quali consentono, nei periodi di punta della giornata, di disporre di un treno ogni mezz’ora tra Lecco e Milano, con le fermate intermedie di Calolziocorte, Cernusco Merate e Carnate e raggiungere la stazione Centrale con tempi di percorrenza e un livello di affollamento accettabile, non arriveranno più nella stazione principale del capoluogo lombardo.

Il provvedimento riguarderebbe quattro treni, due verso Milano, ovvero il frequentatissimo 2555 delle 7.19 ed il 2559 delle 8.21 al mattino, nonché, alla sera verso Lecco, il 2570 delle 17,52 e il 2574 delle 18,48.

Quel che è peggio è che, con l’accordo quadro sottoscritto, le relative tracce, ovvero gli “slot” che vengono assegnati per accedere alla stazione Centrale, non sono più state prenotate ad RFI da parte di Regione Lombardia, e quindi il gestore dell’infrastruttura non è vincolato a mantenerle per il servizio regionale e ne può disporre commercialmente.

Probabilmente in Regione Lombardia non sanno che la domanda di mobilità col treno dal nostro territorio verso Milano è storicamente molto forte, e non solo non sarebbero certamente sufficienti i treni da 8 pezzi o i Coradia da Sondrio/Tirano per trasportare i viaggiatori ed i pendolari, ma i diretti di Tirano non possono essere potenziati né con un numero di vagoni maggiore, né con carrozze a due piani per via dei noti limiti infrastrutturali della linea.

Il danno è reso ancora maggiore dal fatto che, da quando è stato adottato lo schema di orario con il raddoppio della linea, i pendolari lecchesi chiedono di anticipare il treno RE delle 8,01, in modo da arrivare a Milano entro le 8.30. Da allora, moltissimi viaggiatori abituali hanno dovuto ripiegare proprio sul 7.19, anticipando forzatamente i propri tempi e con un maggior tempo di viaggio.

La cosa ci lascia sbalorditi, in quanto solamente un anno fa, in occasione dell’ultimo Tavolo territoriale tenutosi presso Regione Lombardia, ci era stato assicurato che non ci sarebbero stati problemi per i nostri treni attestati a Milano Centrale. Tutto ciò avviene in barba alla Legge Regionale del TPL, che prevede che la programmazione dei servizi deve essere concertata con i territori interessati e con i rappresentanti degli utenti e dei consumatori. Per inciso, l’assessore regionale non ha convocato questa primavera il Tavolo Territoriale, cosa che si sarebbe potuta peraltro fare con modalità on-line.

Chiediamo quindi non solo a Regione Lombardia di rivedere l’accordo-quadro con RFI, ma anche ai Consiglieri regionali, al Presidente della Provincia di Lecco ed ai Sindaci rappresentanti del territorio di compiere tutte le azioni possibili volte ad assicurare il mantenimento dei treni diretti tra Lecco e Milano Centrale“, dichiarano i rappresentanti dei viaggiatori, Giorgio Dahò e Francesco Ninno e i Comitati Pendolari.



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