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Coronavirus: 39 nuovi casi in Trentino, 16 classi in quarantena e nessun paziente in rianimazione

venerdì, 2 ottobre 2020

Trento – È un trend abbastanza costante quello che si continua a registrare in Trentino sul fronte dei contagi da Covid-19: sono 39 i nuovi casi positivi, 15 dei quali sintomatici, con la presenza di 4 minorenni.

I pazienti ospedalizzati sono saliti a 16, nessuno dei quali in rianimazione. I tamponi sono sempre su livelli importanti, quelli che negli ultimi mesi hanno portato il Trentino al vertice dei territori che effettuano sistematicamente i test sulla popolazione: 1.714 quelli analizzati ieri, di cui 1.313 nel Laboratorio di Microbiologia dell’Ospedale Santa Chiara di Trento ed i restanti 401 a San Michele all’Adige.

Dall’Azienda provinciale per i servizi sanitari giungono inoltre altri dati che dettagliano ulteriormente la lettura del fenomeno riferito ad alcuni dei focolai rinvenuti nelle scorse settimane. Se oggi non ci sono casi riferibili al cluster della lavorazione alimentare, per quanto riguarda la raccolta della frutta, il bilancio ad ora è di 106 positivi su un totale di 3.358 tamponi somministrati, quasi tutti a soggetti maschi (le donne sono solo 585) e quasi tutti a lavoratori provenienti dalla Romania (3.034), dato che non sorprende stante il flusso di manodopera che tradizionalmente proviene proprio da quel Paese.

Il vasto settore scolastico vede oggi calare a 16 il numero delle classi tuttora in quarantena (sette scuole superiori, cinque medie inferiori) su un totale di circa 4000: erano 33 dall’inizio dell’anno scolastico, ma 17 hanno terminato l’isolamento. I quattro minorenni indicati nel rapporto odierno sono tutti studenti (frequentano ciascuno una scuola diversa, una nel capoluogo, le altre sul territorio).

Le autorità sanitarie stanno tenendo sotto controllo anche altre situazioni, in particolare si è rilevato che è ancora attivo un vecchio focolaio collegato ad una festa di laurea che ha favorito la diffusione del virus anche attraverso contagi secondari e terziari, con 47 casi finora registrati, compresi quelli in famiglia, che in un caso hanno portato anche alla necessità di un ricovero di una persona anziana.



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