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Convegno pensionati a Trento: Europa, urgente l’equilibrio tra sociale e competitività

mercoledì, 22 maggio 2019

Trento - Europa, urgente rimettere in equilibrio bisogni sociali e competitività. Convegno dei sindacati dei pensionati del Trentino sulle trasformazioni in atto nel Vecchio continente.

Domenica si vota per rinnovare il Parlamento europeo. Forse per la prima volta si scontrano in maniera tanto forte due opposte visioni, da una parte le spinte sovraniste, dall’altra le forze che credono ancora nell’Unione. In ballo c’è la direzione che Bruxelles seguirà nei prossimi anni. Sullo sfondo il grande scontro, intanto sul piano commerciale, tra Stati Uniti e Cina. Se ne è discusso questa mattina durante il convegno promosso dai sindacati dei pensionati, Spi Cgil, Fnp Cisl e Uil, “Le trasformazioni in atto nell’Europa sociale ed economica”. “L’Europa è una grande incompiuta – ha detto Walter Cerfeda, presidente di Ires Marche e già segretario della CES intervenendo al convegno -. E’ come un grande edificio dalle basi solide a cui, però, manca ancora il certificato di destinazione d’uso. La libera circolazione delle persone, dei capitali, dei servizi e delle merci, sono diritti su cui le comunità non accetteranno di andare indietro. Manca, però, la spinta verso uno stato federale, una politica comune. Oggi l’Europa è ancora un condominio rissoso, dove i singoli Stati vogliono fare i loro piccoli interessi di parte”. A più riprese è stato dunque sottolineato dallo stesso Cerfeda, come da Vittorino Rodari, già direttore dell’ufficio Pat di Bruxelles, e da Ruggero Purin segretario dello Spi trentino a nome di tutte e tre le sigle, la necessità di investire nella costruzione di una politica sociale e fiscale comune. “Va bene avere una moneta condivisa, ma il progetto resta sbilanciato fino a quando non ci sarà anche una politica fiscale e sociale unica”, ha chiarito Rodari, che poi si è soffermato sulle grandi battute d’arresto del processo di integrazione europea. “Bisogna ritornare ad un’Europa sociale. E’ stato approvato il pilastro dei diritti sociali europei, adesso serve dare concretezza a quel progetto”. Allo stesso modo Purin ha sottolineato la necessità di rilanciare il progetto europeo su basi rinnovate “completando il percorso di riforma istituzionale e rafforzando il primato del Parlamento”, mentre al sindacato spetta il compito di recuperare progettualità rimettendo al centro dell’agenda politica di Bruxelles il lavoro, lo stato sociale e gli investimenti.

Umberto Tulli, docente e ricercatore della scuola di Studi Internazionali dell’Università di Trento, ha ricostruito la storia del processo di integrazione europea, sottolineando che è stata anche la risposta a diverse crisi che ha dovuto affrontare il vecchio continente. E oggi la storia non è molto diversa: l’Europa deve dimostrare di sapere gestire grandi problemi come il calo demografico, la gestione dei debiti in assenza di una politica economica comune e il deficit di democrazia, con un potere decisionale ancora eccessivamente complesso.

In questo quadro, tutti concordi relatori e platea, l’Europa unita non è in discussione, ma come ha detto in conclusione Cerfeda “va mantenuta e migliorata rimettendo al centro l’equilibrio tra welfare e competitività”.



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