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Comunali a Trento, dieci domande al candidato sindaco Alessandro Baracetti

martedì, 16 giugno 2020

Trento (A. Pa.) – Le elezioni comunali si avvicinano. Il centrodestra ha scelto da mesi il suo candidato: è Alessandro Baracetti (nella foto), 50 anni, sposato, avvocato giuslavorista.

Alessandro BaracettiAvvocato Baracetti, come si è mosso in queste prime settimane e quali sono gli ambiti a cui si è rivolto?
“Con la mia squadra, non ci siamo mai fermati, neppure durante il lockdown. Con la fase 2, ho ricominciato ad incontrare persone sul territorio. Cerco di valorizzare ogni opportunità di conoscenza diretta con i cittadini: dal mio punto di vista, nulla potrà mai sostituire la potenza del contatto e della relazione in spazi veri, non virtuali”.

Che risposte ha avuto in queste prima fase di campagna elettorale?
“Sono molto felice per le espressioni di sostegno che ho ricevuto: c’è chi mi ha lasciato un biglietto nella bussola, chi mi ferma per strada con l’incitamento a cambiare rotta per Trento. Ricevo sulla mia mail ‘baracettisindaco@gmail.com’ numerose lettere, presentazioni e storie. Apprezzo tutto ciò per la sua autenticità”.

La coalizione di centrodestra punta al cambiamento, quali sono le priorità?
“Il cambiamento consiste nel rispondere ad esigenze fondamentali, di primo ordine per la vita dei cittadini: sicurezza, creazione di nuove opportunità di lavoro in sinergia tra pubblico e privato, semplificazione dei processi amministrativi”.

A breve presenterà il programma, può anticipare i punti qualificanti per la città?
“Il programma, che era stato elaborato pre-Covid, è stato quasi completamente rivisto. Al centro dell’attenzione vi sono le famiglie e nuove modalità di gestione della vita: dalle scelte di green mobility, all’orto in città, dalla creazione di nuovi servizi di condivisione per anziani e bambini, all’attenzione potenziata per esercenti e imprese locali. Il cambiamento deve avvenire nel rispetto della nostra tradizione autonomista”.

La sicurezza è uno dei punti più importanti, quali iniziative intende proporre per la città di Trento?
“La sicurezza è un’esigenza fondamentale e si accompagna a controllo e civismo. Un’iniziativa, che ho già attivato, è quella di pubblicare sulla mia pagina social le segnalazioni di cittadini: conoscere le cose è la prima via per poterle affrontare. Io ritengo che gli strumenti per garantire la sicurezza ci siano già, ma deve esserci la volontà politica di applicarli.

E sul tema dell’immigrazione?
“Credo che sia necessario creare la comunità: alla base vi è una relazione di reciprocità. Credo che le politiche di puro assistenzialismo siano negative perché idonee a stimolare sentimenti oppositivi: valorizzare l’appartenenza alla comunità, il lavoro, le persone per ciò che possono dare e fare, in reciprocità, è la via che reputo migliore”.

Intendete intervenire sulle periferie e sulle aree degradate della città?
“Parlare di periferie e aree degradate della città dice una cosa: c’è chi si sente ‘tagliato fuori’ dalla città, intesa come centro storico urbano. Il mio piano è quello di creare spazi ed eventi per costituire nuovi legami comunitari”.

Quali progetti avete sulle opere pubbliche, Bondone, interramento delle ferrovia ed emergenza parcheggi?
“Le grandi opere sono fondamentali per il rilancio della città. La Trento del futuro ha bisogno di questi interventi: miglioreranno la vivibilità della città; attireranno investimenti e così si creranno nuove e maggiori opportunità di lavoro”.

Commercio e attività economiche, come rilanciarli?
“Devono essere valorizzate le specificità locali utilizzando e sviluppando anche le nuove tecnologie per ampliare al massimo la platea di chi fruirà dei prodotti e servizi. L’ente pubblico dovrà agire a supporto delle esigenze che gli operatori commerciali manifestano. Il Comune deve essere ente facilitatore e di aiuto”.

Un giudizio sulla Giunta comunale uscente…
“Gli occhi devono brillare, per entusiasmo, per soddisfazione, per passione: questa Giunta è stanca e demotivata. Il Sindaco si è eclissato e, con lui, la città. Ho voglia di fare: sono trentino, sono orgoglioso della mia città e della nostra tradizione e ho scelto di impegnarmi per conservare lo spirito proprio della città e rilanciarlo in espansione”.



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