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Cacciatori danneggiati da limitazioni e sentenza TAR nel Bresciano: “Grave danno, necessario rimborso”

martedì, 10 novembre 2020

Serle – “Il nuovo DPCM, pur non prevedendolo in modo esplicito, di fatto impedisce ai nostri cacciatori di esercitare la loro passione e per questa ragione ritengo sia essenziale che lo Stato e la Regione prevedano un rimborso, o uno storno sull’anno prossimo, delle tasse di concessione governativa e regionale, e delle altre imposte”. Così Floriano Massardi, vice capogruppo della Lega al Pirellone interviene sul tema delle limitazioni alla caccia.

cacciatore 1“Si tratta di una questione di equità e giustizia – prosegue l’esponente leghista – e sarà opportuno prevedere un risarcimento, oppure uno sconto sulla licenza, parametrato in base ai giorni di effettiva “sospensione” della caccia. Purtroppo infatti vige molta confusione al riguardo e le interpretazioni più recenti sembrano andare nella direzione di vietare l’attività venatoria, anche se non ci si spiega come mai invece il ministero abbia consentito la pesca sportiva”.

“Inoltre, la notizia che il Tar, a causa di un ricorso fatto dai soliti animalisti militanti, ha chiuso la caccia in tutte le zone di Rete Natura 2000 rappresenta un ulteriore problema, specialmente per molti cacciatori del nostro territorio. Di fatto questa decisione ha impedito, anche nella settimana precedente all’entrata in vigore del DPCM, di esercitare l’attività venatoria in importanti porzioni del territorio bresciano, come ad esempio il Parco dell’Alto Garda e l’altopiano di Cariadeghe, in zona Serle.

Considerate quindi queste premesse, e tenuto conto di come il Tar abbia accolto il ricorso presentato dalla LAC contro la Regione Lombardia, ritengo essenziale che la nostra istituzione provveda a rimborsare i cacciatori, facendo la sua parte – conclude Massardi – e rimediando agli errori commessi da qualcuno”.



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