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Bolzano, tutela del paziente. Un convegno e l’intervento di esperti in Consiglio provinciale

giovedì, 20 ottobre 2016

Bolzano – Pazienti più tutelati in Alto Adige? Confronto in Consiglio provinciale sulla tutela extragiudiziale dei pazienti in Austria e in Alto Adige. (Nella foto il tavolo dei relatori).OLYMPUS DIGITAL CAMERA

In provincia di Bolzano, la Difesa civica si occupa, quale istituzione indipendente e autonoma, dei reclami in ambito sanitario, compito che in Austria spetta a una specifica Difesa civica dei malati. Nel corso di un convegno tenutosi oggi in Consiglio provinciale, a Bolzano, sono stati messi a confronto i due sistemi, valutando la possibile introduzione di un fondo per l’indennizzo dei pazienti.

Inaugurando il convegno, il presidente del Consiglio provinciale Roberto Bizzo ha sottolineato che lo sviluppo della medicina e i suoi progressi hanno portato con sé anche un aumento dei contenziosi, e che non è sufficiente oggi garantire la cura appropriata: è necessario offrire anche efficienza, rapidità, trasparenza del servizio. La Difensora civica Gabriele Morandell ha quindi illustrato, in breve, ai relatori provenienti dall’Austria il sistema sanitario italiano, che si basa sull’art. 32 della Costituzione che stabilisce il diritto alla salute e al trattamento gratuito, e sull’introduzione nel 1978 del Servizio Sanitario Nazionale. Ha quindi fatto riferimento alla Carta dei diritti del Malato, e al fatto che la difesa del malato è affidata dalla legge provinciale alla Difesa civica: i reclami del settore sono stati circa un centinaio nel 2015 (10% dell’attività dell’istituzione), di cui il 30-40% dovuto a presunti errori terapeutici e diagnostici. Con i colloqui di mediazione tra paziente e medico, ha spiegato la Difensora, molto può essere risolto; quando poi un danno viene effettivamente constatato, si agisce con trattative dirette con la compagnia assicurativa, o accompagnamento del paziente nel ricorso all’organo di conciliazione. Il direttore di del Dipartimento Lavoro, Salute e politiche sociali Michael Mayr, in rappresnetanza dell’ass. Martha Stocker, ha sottolineato l’ottima collaborazione con la Difesa civica, e ricordato che esiste anche un ufficio di conciliazione per le questioni di responsabilità medica, che ha giá affrontato 270 casi. La Difesa civica, ha aggiunto, aiuta a trovare soluzioni anche al di fuori delle possibiitá giuridiche.

Davanti a un folto pubblico di addetti ai lavori, rappresentanti dei medici, associazioni di pazienti e consiglieri provinciali di vari gruppi, la Difensora ha quindi presentato un video con alcune testimonianze di pazienti relative a complicanze dopo un intervento, casi in cui l’azione della Difesa civica ha garantito ascolto, accompagnamento competente e continua informazione sugli sviluppi del caso.

Il Difensore civico dei malati tirolese, Birger Rudisch, sottolineando l’importanza della collaborazione transfrontaliera, ha quindi riferito che il paziente tipico tirolese esita a rivolgersi alla Difesa civica, in quanto si affida ciecamente al medico che lo cura ed esita a lamentarsi di chi lo aiuta: “Reclama solo quando non ne può più”. I reclami riguardano comunque anche i tempi di attesa o errori amministrativi. Dal 2005 è a disposizione la Difesa civica dei malati tirolese, la cui caratteristica più importante è l’indipendenza; essa opera solo in ambito extragiudiziale, cercando di avvicinare le parti: “Non siamo un avvocato né un gruppo di autoaiuto, ma un ombudsman che rappresenta interessi generali, tramite la verifica di potenziale preventivo sulla base dei reclami ricevuti e l’intervento presso l’amministrazione, e individuali, tramite le consulenze”. Rudisch ha quindi riferito dell’attivitá di consulenza nell’ambito del testamento biologico, e del fatto che per il Difensore dei malati é particolarmente importante capire esattamente cosa è successo, ma anche informare che il risarcimento c’è solo se viene provato il danno e identificato l’autore. Se l’identificazione non è possibile, c’è un apposito fondo per l’indennizzo dei pazienti, che avviene a prescindere dalla responsabilità: il risarcimento medio è di 7.500 €, e finora vi si è ricorso in 170 casi (a fronte di 234.00 trattamenti ospedalieri e 960.00 ambulatoriali).
Gerald Bachinger, Difensore civico dei malati dell’Austria inferiore – Niederösterreich e portavoce dei Difensori civici dei malati austriaci – organo presente con diritto di parola anche in commissioni ministeriali – esprimendo soddisfazione per la cooperazione tra le diverse Difese civiche, ha poi sottolineato l’importanza di promuovere la riduzione del margine d’errore in seguito alle esperienze analizzate: un’apposita piattaforma opera a questo scopo. La prima Difesa civica dei malati in Austria, ha ripercorso, è stata istituita nel 1991 in Carinzia, poi a Vienna e nell’Austria inferiore, mentre nel 1999 è stata stilata la Carta dei pazienti, “quella che io chiamo la Bibbia dei pazienti, un accordo tra governo federale e Länder: ha un valore giuridico minimo, ma un grande effetto pratico sia sul personale sanitario che sui pazienti”. Ha poi fatto riferimento ad un approccio che incentiva la partecipazione del paziente alla cura e all’importanza della disponibilità alla comunicazione da parte dei medici, alle pubblicazioni redatte a informazione e formazione dei pazienti, all’utilità di internet, alla promozione della conciliazione, che sottrae casi alla composizione giudiziale, e anche al fatto che un terzo dei reclami si rivela poi effettivo errore. In quanto al Fondo per l’indennizzo dei pazienti, ha chiarito, esso non risarcisce l’intero danno, in quanto il denaro a disposizione é limitato; é finanziato dai pazienti e vale solo per errori verificatisi in ospedale: ci vorrebbe una dotazione più ampia e il finanziamento da parte della mano pubblica.

Ha quindi riferito dell’Ombudsman per la carta sanitaria elettronica – ELGA (Elektronische Gesundheistkarte), un moderno sistema elettronico che semplifica a pazienti e operatori della sanità austriaci l’accesso ai dati sanitari propri e dei propri pazienti, che risultano direttamente visibili. Ai Difensori civici dei malati austriaci è stato affidato l’importante compito di fornire a cittadine e cittadini consulenza, informazioni e sostegno per quanto riguarda tutte le domande relative alla tutela dei dati personali. ELGA, che conterrá riguarderá in futuro anche i dati relativi alla somministrazione di farmaci, ha incontrato alcune resistenze da parte degli Albi dei medici, “in quanto garantisce trasparenza e sapere, e sapere è potere, che viene sottratto ai medici”. Bachinger ha infine segnalato che sull’interpretazione dei referti bisogna invece fare ancora passi avanti.

Di seguito, dal pubblico sono state presentate alcune domande, sulla scarsa disponibilità degli operatori davanti alla partecipazione dei pazienti, i tempi di attesa per le visite specialistiche e il pericolo di una medicina a due classi, il ticket sui medicinali non generici, le competenze di Fondo risarcimenti e assicurazione, il testamento biologico, l’importanza di rivendicare i propri diritti, la gestione di ELGA: su questo ha interrogato Brigitte Foppa, cui è stato risposto che esistono degli uffici ELGA cui si puó rivolgere chi non ha dimestichezza con il web, e che i pazienti possono gestire le informazioni. Ancora, ci si è confrontati sui compiti delle associazioni dei pazienti, il rapporto della Difesa civica con l’organo di conciliazione medica e gli avvocati, la relazione tra presenza di Difesa specifica per i pazienti e aumento dei reclami: a questa domanda di Oswald Schiefer, è stato risposto che i conflitti esistono giá, si tratta di accoglierli o meno, e l’intervento di queste istituzioni evita procedimenti in tribunale.

Chiudendo i lavori, la Difensora civica Gabriele Morandell, che ha ringraziato le collaboratrici del suo ufficio per il lavoro a tutela dei pazienti, ha sottolineato che anche in Alto Adige ci sono casi in cui pazienti riportano dei danni in seguito a interventi medici, e che non vengono risarciti, se non si può identificare chiaramente il responsabile: pertanto intende quindi impegnarsi affinché venga istituito anche in Alto Adige un fondo risarcimenti di questo genere, nonché perché sia pubblicizzata maggiormente l’attività nel settore sanitario della Difesa civica, che garantisce una maggiore conciliazione extragiudiziale.


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