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Tre mostre personali alla ViP Gallery Valcamonica

Patarini, Pasini e Dokoupil: tra pittura, scultura e fotografia

NIARDO (Brescia) - Tre mostre personali alla Vi.P. Gallery Valcamonica, tra pittura, scultura e fotografia: Patarini, Pasini e Dokoupil.

Prosegue la programmazione dell’unica galleria di Arte Contemporanea della Valcamonica con ben tre mostre personali che si inaugurano simultaneamente nelle varie sale della Vi.P. Gallery Valcamonica, in via Nazionale, 35, a Niardo: domani, sabato 4 aprile alle 16: in esposizione nella sala Michelangelo e nella saletta Caravaggio il fotografo Martin Dokoupil con la mostra intitolata “Persostanza” (sic), a cura di Graziano Filippini; in tutta la galleria le sculture di Giampaolo Pasini con la sua “Piccola Antologia 2003-2026”; nelle sale Leonardo e De Chirico e nello spazio Brunelleschi le opere di Virgilio Patarini con la mostra “Paesaggi, figure, epifanie”, anche in questo caso un’antologica di circa quaranta opere dal 2001 al 2026.

Filo conduttore delle tre mostre personali è la sperimentazione e l’attraversamento di stili, generi e tecniche, nel segno di un’arte contemporanea in bilico tra ricerca e reminiscenze classiche.

Nelle sale Leonardo e De Chirico e nello spazio Brunelleschi le quaranta opere esposte di Virgilio Patarini raccontano alcune delle tappe salienti della carriera pittorica di questo eclettico artista, dal 2001 al 2026.
Tre le linee di ricerca che si sono intersecate negli anni, due delle quali legate a filo doppio ai percorsi paralleli dell’autore nel campo della letteratura e del teatro: molte infatti sono le opere ispirate ad autori o testi letterari e frequente è l’uso di pagine di libri antichi nella realizzazione delle opere, così come frequenti sono quadri e installazioni che paiono pezzi di scenografie teatrali decontestualizzati e appesi a parete o presentati come sculture. Un terzo filone è invece più spiccatamente pittorico e vede la contaminazione tra una pittura materica e informale e una figurazione allusiva.

Nella sala Michelangelo e nella saletta Caravaggio Martin Dokoupil (nella foto) presenta un’ampia e articolata selezione di suoi lavori fotografici (anche in questo caso circa quaranta), alcuni di grandi dimensioni, che spaziano da lirici ritratti in bianco e nero, ad alcuni scorci paesaggistici classicheggianti, fino a opere propriamente astratte e dai tratti spiccatamente sperimentali che indagano alcuni temi ricorrenti come il doppio, la moltiplicazione dell’io fino a divenire moltitudine, il movimento che diviene danza o geometria.

Si va da un uso classico e tecnicamente ineccepibile della macchina fotografica, fino ad un uso sperimentale e assolutamente poco ortodosso che sortisce effetti spiazzanti, a tratti poetici, sempre unici e rivelatori.

In tutta la galleria poi sono disseminate una decina di sculture in legno, per lo più di grandi dimensioni, dello scultore Giampaolo Pasini che raccontano più di vent’anni di evoluzione artistica, dalla figurazione degli inizi all’astrazione pura degli ultimi anni. Tratti comuni che caratterizzano l’intera produzione è un sapiente utilizzo del legno, la ricerca di unìarmonia di linee, di pieni e di vuoti, e, dal punto di vista dei contenuti, l’affrontare sovente temi sociali con arguzia e originalità di sguardo. E sempre con originalità.

Le mostre saranno visitabili fino al 26 aprile 2026, dal mercoledì al sabato 16,30-19; domenica 10-12 e 15-18. Lunedì e martedì chiuso. Ingresso Libero.
Ultimo aggiornamento: 02/04/2026 22:57:21

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