MILANO - La guerra in Iran stravolge le normali rotte del turismo pasquale e gli italiani si indirizzano verso una vacanza di prossimità, nel segno della tranquillità e della buona cucina, con oltre settecentomila presenze attese negli agriturismi nazionali tra pernottamenti e pasti. E’ quanto emerge da una analisi di Coldiretti/Terranostra Campagna Amica diffusa in vista del week end di Pasqua, segnata quest’anno dall’incertezza legata al conflitto, che si riflette anche sui prezzi dei biglietti aerei così come dei carburanti. Un fenomeno che ha spinto oltre due milioni di italiani a rinunciare a viaggiare all’estero, optando per una meta all’interno dei confini nazionali, secondo una indagine Coldiretti/Ixe’. Addirittura, la vacanza all’interno della propria regione di residenza rappresenta ben il 44% delle scelte per la Pasqua 2026. Ma c’è anche mezzo milione di persone che hanno disdetto le ferie già prenotate.
Il trend è quello di privilegiare un’offerta che unisce ospitalità, ristorazione ed esperienza 'vicino casa', di cui proprio l’agriturismo rappresenta l’espressione migliore. Anche se sul bilancio finale peserà il last minute, secondo Coldiretti/Campagna Amica le presenze di origine nazionale dovrebbero dunque controbilanciare nelle campagne l’atteso calo di turisti stranieri.
L’incertezza legata alla guerra mette in dubbio soprattutto gli arrivi degli americani, mentre la difficile situazione economica della Germania limita le ferie dei vacanzieri tedeschi.
A trainare la vacanza in campagna è anche il crescente interesse verso forme di turismo esperienziale, che vanno oltre la semplice ospitalità. L’enoturismo registra un netto incremento delle presenze, ma si evidenziano anche importanti segnali di crescita per birraturismo, oleoturismo e turismo caseario, con visitatori sempre più curiosi di scoprire i segreti delle produzioni tipiche direttamente dai produttori e di immergersi in attività originali che vanno dal wellness alle attività sportive come yoga o pilates, fino ai corsi di cucina. A questi si affianca il crescente interesse per i cammini rurali.
"Il turismo di prossimità trova nelle campagne e nelle aziende agricole un alleato naturale, luoghi e territori da scoprire vicino casa, tradizioni rurali, prodotti sani e stagionali – sottolinea Dominga Cotarella, presidente di Campagna Amica e Terranostra -. È un'offerta concreta, radicata nel territorio, che risponde a bisogni reali: sicurezza, autenticità, sana alimentazione e relazioni umane sincere, natura e ambiente. E la cucina contadina, la cucina italiana patrimonio Unesco dell'umanità, si conferma il motore più potente di questa scelta: i viaggiatori mostrano una crescente propensione a costruire il proprio viaggio attorno all'enogastronomia e all'identità dei territori".
Secondo l’analisi Coldiretti in Italia le aziende agrituristiche attive sono 26.360. Tra queste, 21.449 offrono alloggio (81% del totale) con 310.660 posti letto, mentre 13.092 propongono ristorazione, per un totale di 540.760 coperti. In forte crescita anche le attività accessorie: 6.750 agriturismi offrono degustazioni e 13.265 propongono attività ricreative, sportive o culturali.