SONICO (Brescia) - "Sonico ricorda Giacomo Mottinelli: la memoria come impegno collettivo". Grande partecipazione e intensa emozione la due giorni di iniziative dedicate alla memoria di
Giacomo Mottinelli, il giovane di
Garda di Sonico morto a soli 18 anni nel campo di concentramento di Gusen II, nel maggio del 1945, a poche ore dalla liberazione.

Una storia che nel tempo è diventata patrimonio condiviso dell’intera comunità, anche grazie alla tenacia del nipote Ivano Pedersoli che, dopo un lungo e complesso iter burocratico, riuscì nel 2011 a riportare a casa i resti dello zio, sepolto nel cimitero di Mauthausen. Un ritorno avvenuto 66 anni dopo l’arresto di Giacomo, avvenuto alla Polveriera di Sonico, dove il giovane aveva sottratto armi con l’intento, presumibile, di consegnarle ai partigiani attivi in Val Malga.
Negli anni, il
Comune e la Pro loco di Sonico hanno promosso numerose iniziative per mantenerne viva la memoria: dall’intitolazione della scuola primaria, simbolicamente dedicata a una “Vittima per la libertà”, fino alla posa della prima pietra della memoria nei pressi della casa natale. Ebbene, a distanza di dieci anni, su proposta dell’Anpi Valsaviore – Alta Valle Camonica, è stata collocata anche una pietra d’inciampo in via Ugo Foscolo 1, proprio davanti alla sua abitazione, opera dell’
artista tedesco Gunter Demnig, ideatore del progetto europeo delle Stolpersteine. Si tratta di piccoli blocchi in ottone incastonati nel selciato urbano, posti davanti all’ultima abitazione libera delle vittime del nazifascismo, con l’obiettivo di “far inciampare” simbolicamente i passanti nella memoria.

La cerimonia di ieri - 4 maggio - ha visto una sentita partecipazione di associazioni, istituzioni e cittadini, uniti in un ideale abbraccio attorno alla figura di Giacomo.