PONTE DI LEGNO (Brescia) - Undici monitor, un joy-stick per fermare le immagini e farle scorrere lentamente una dopo l'altra e un regolamento a portata di mano: è questa la postazione di lavoro dalla quale il giornalista
Filippo Grassia conduce per
Rai Radio1 la sua moviola alla radio. Una sorta di sala Var fatta su misura, per esaminare e raccontare via radio gli episodi più controversi di una partita. Insomma, far “vedere” quegli episodi a chi non può guardare ma solo ascoltare.

È stato in questi termini che il tema del calcio è entrato nella rassegna "
Una montagna di cultura...la cultura in montagna", con un incontro dedicato alle nuove regole e alla loro applicazione.
Filippo Grassia, grande esperto di regolamenti e profondo conoscitore del sistema calcistico, si è soffermato in particolare su una domanda, che è stata anche il titolo, un po' provocatorio: "
E se l'intelligenza artificiale arbitrasse?".
In teoria, ha risposto, sarebbe anche possibile.
"Le nuove tecnologie raggiungono oggi un livello di sofisticazione impensabile - ha spiegato - La macchina digitale oggi è in grado di 'vedere' un'azione davvero da ogni angolazione, compresa quella del pallone. Ma sarà mai in grado di valutare la reale intenzionalità di un fallo? Capire se un'entrata fallosa è deliberatamente violenta oppure no?".
E allora rientra in gioco il fattore umano, che non può mai mancare. In altre parole, per quanto sofisticato possa essere, un robot non potrà mai sostituire un arbitro.
"E per fortuna - ha sottolineato Grassia - perché il calcio ha una componente umana che è anche poesia, letteratura, leggenda. Tutte cose che non possono essere 'prodotte' da una macchina. Il business milionario che oggi lo circonda rischia di snaturare il gioco del calcio. Ma sarà proprio la sua poesia intrinseca a salvarlo".
Dopo questa incursione nel mondo dello sport, la rassegna “Una montagna di cultura...la cultura in montagna” - organizzata da MirellaCultura con ProLoco e Biblioteca - propone questa sera, 9 agosto, un incontro tradizionale, quello con don Marco Pozza dal titolo “Resisto, dunque sono. Metti una sera io, te, Zanardi e Ungaretti”, in una conversazione che prende spunto dal suo libro “Il miele e le cipolle”
Domani, 10 agosto, nella notte di San Lorenzo, serata con Mirko Serri. Titolo emblematico: “La cultura è una stella cadente?”. Gli appuntamenti sono entrambi alle ore 21.