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Termenago, la rinascita del borgo passa dall’arte

Nell’Anfiteatro Vegetale va in scena “La Luna Sui Nossi Monti”

PELLIZZANO (Trento) - "Termenago in Scena", l’appena ultimata architettura verde del paese ospita il lavoro di Stefania Menestrina: una performance tra danza contemporanea, canti popolari e memoria in movimento. Appuntamento sabato 29 agosto alle 18.

Il percorso di rigenerazione culturale e sociale di Termenago compie un nuovo e suggestivo passo in avanti. Nell’ambito del progetto “Termenago in Scena”, nato all’interno della più ampia cornice di “Termenago, la rinascita di un borgo” e finanziato dall’Unione Europea tramite le risorse del PNRR, la frazione del Comune di Pellizzano si prepara ad accogliere un evento speciale: sabato 29 agosto, alle 18, lo spettacolo “La Luna Sui Nossi Monti” andrà in scena nella cornice naturale dell'Anfiteatro Vegetale di Termenago.

Questo spazio verde di recente completamento, pensato come polo d’attrazione e luogo d’incontro per la comunità ad ingresso libero e gratuito, si trasforma così in un vero e proprio teatro a cielo aperto. Dopo il profondo riscontro emotivo riscontrato nella prima rappresentazione, custodita tra le mura storiche della restaurata chiesetta di San Nicolò, l'opera approda ora nell'anfiteatro, integrando la potenza espressiva del corpo con l'architettura naturale del paesaggio circostante.

Una memoria in movimento tra roccia, poesia e canto L’opera, ideata, diretta e interpretata da Stefania Menestrina, coreografa e autrice formatasi nella danza contemporanea a Firenze, si inserisce perfettamente in questo contesto di "memoria in movimento". Ispirandosi alla visione poetica di P.B. Shelley sulla "fede dolce e solenne" capace di riconciliare l'uomo con la natura, la performance esplora l’anima più intima del Trentino.
Al centro della scena emerge una "creatura", figura simbolica dell’uomo di montagna sospesa tra la durezza della roccia e la fragilità della poesia, tra il silenzio delle vette e l'urgenza dell'immaginazione.

Menestrina mette in luce un contrasto affascinante: quello tra gli uomini di montagna, rudi e operosi, e la delicatezza quasi ultraterrena dei loro canti.
«I canti della montagna non sono qui semplice folklore» spiega l’autrice Stefania Menestrina «ma un ponte necessario per riconciliare la fatica del giorno con la visione notturna. È il tentativo di decontestualizzare la tradizione per attraversarla fisicamente, con uno sguardo femminile e contemporaneo. Volevo mettere in scena questa sorta di conflitto tra gli uomini di montagna, rudi e operosi, e il loro ritrovarsi voci del coro creando qualcosa di poetico e delicato. Lo stesso conflitto che si trova nella montagna, a volte pericolosa e respingente, a volte dolce e accogliente: la montagna come fatica ma anche come rifugio».

Elemento centrale e caratterizzante del progetto è la sua forte dimensione partecipativa. Lo spettacolo è concepito per attivare un dialogo profondo con le realtà del territorio: oltre alla versione con canti registrati, la performance prevede infatti la possibilità di coinvolgere direttamente in scena i cori locali attraverso giornate di prova condivise.
Questa virtuosa pratica di scambio artistico ed esperienziale, già sperimentata con successo grazie alla collaborazione con il Coro "Amizi de la Montagna" di Meano a Trento e con il Coro "Castelpergine" di Pergine, permette al linguaggio della danza di intrecciarsi con l'identità della comunità ospitante. I canti tradizionali diventano così un tramite vivo per coinvolgere i cantori nel lavoro sul movimento, dando forma di volta in volta a una versione unica dello spettacolo, ricreata in base al repertorio e alla sensibilità di ogni singola formazione corale.

Una produzione d'eccellenza per la rinascita del borgo di Termenago: lo spettacolo, arricchito dal supporto creativo di Aura Calarco e dal disegno luci di Javier delle Monache, è prodotto dalla COB Compagnia Opus Ballet di Rosanna Brocanello ed è stato riconosciuto come progetto vincitore del Premio TWAIN Direzioni Altre 2024. L'iniziativa si avvale del fondamentale sostegno di AriaTeatro, del Centro Servizi Culturali S. Chiara, di TWAIN Centro di Produzione Danza, di PERIFERIE ARTISTICHE Centro di Residenza multidisciplinare della Regione Lazio, oltre che del contributo corale delle realtà territoriali partner.

L'evento dimostra concretamente come il recupero dei piccoli borghi passi attraverso la cultura e la capacità di trasformare monumenti silenziosi e nuovi spazi urbani in poli di attrazione vitali per l’intera valle. Con gli eventi nell'Anfiteatro Vegetale, le radici storiche e medievali di Termenago trovano finalmente un linguaggio contemporaneo per dialogare con il futuro, unendo la tutela dell'ambiente alla valorizzazione del patrimonio immateriale del territorio.
Ultimo aggiornamento: 26/08/2026 00:40

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