VERMIGLIO (Trento) - A Passo Paradiso è stato rinnovato l'impegno per la pace: più di 300 persone hanno partecipato alla 49esima Festa della Fratellanza.
Il pensiero è andato ai drammatici conflitti, guerre e tensioni geopolitiche a livello internazionale e un messaggio di pace e fratellanza si è alzato da Passo Paradiso.
I discendenti di coloro che combatterono gli uni contro gli altri durante la grande guerra, oggi si sono ritrovati fianco a fianco a sfilare insieme là dove un tempo si moriva, a pregare insieme per i caduti e a ricordare quanto ogni tipo di guerra non è mai giusta.
Nata nel 1977 dall’intuizione dell’alpino
Emilio Serra e del Kaiserjäger
Kurt Steiner, la manifestazione, organizzata dal Museo della Guerra Bianca di Vermiglio in collaborazione con il Comune di Vermiglio, la Provincia autonoma di Trento, la Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol e il Museo Storico del Trentino, continua a rappresentare un momento di incontro e di preghiera comune nei luoghi in cui, oltre un secolo fa, migliaia di giovani soldati si fronteggiarono. Oggi, in un contesto internazionale segnato da guerre, il Trentino rinnova la sua capacità di trasformare terre di dolore in spazi di dialogo, amicizia e cooperazione, rafforzando il messaggio universale di pace.

La manifestazione ha visto la presenza di associazioni ex combattentistiche e d'arma, Alpini, Kaiserjäger, Kaiserschützen e Schützen, affiancati dalle delegazioni del Comune austriaco di Mitterndorf e della Croce Nera Austriaca.
Presenti il sindaco di Vermiglio Michele Bertolini, l'assessore provinciale per la promozione della conoscenza dell’Autonomia Simone Marchiori, l’assessore regionale Carlo Daldoss, il presidente dell'Associazione Museo della Guerra Bianca di Vermiglio Achille Serra, quindi i gruppoi alpini della Val di Sole e Trentino e alcuni (visto la chiusura fino alla mattinata della statale 42) della Valle Camonica.
La giornata si è aperta con la sfilata dal Presena e si è conclusa con la cerimonia ufficiale e la Santa Messa celebnrata da don Enrico Pret, parroco di Vermiglio, accompagnata dal Corpo Bandistico Ossana Vermiglio e dal Coro Santa Maria Assunta di Tassullo. Momento centrale e commovente è stata la solenne deposizione delle corone al Monumento alla Fratellanza, in ricordo di tutti i caduti di entrambi i fronti e l'intervento di Achille Serra.
“Vedere oggi italiani e austriaci camminare e raccogliersi insieme sugli stessi sentieri che oltre un secolo fa videro la tragedia della guerra è il segno più profondo di quanto il dialogo possa trasformare i territori - ha ribadito il sindaco Michele Bertolini - Vermiglio e la sua gente continuano a farsi custodi di questa vocazione: essere terra di confine che non divide, ma unisce. Il nostro auspicato appello è che la consapevolezza maturata su queste vette possa ispirare chiunque sia chiamato a governare i destini dei popoli in questo delicato scenario internazionale”.
“Di fronte alle notizie di guerra che ogni giorno giungono dal contesto globale, trovarsi qui per parlare di fratellanza e di pace assume un valore ancora più urgente - ha sottolineato l'assessore provinciale Simone Marchiori - in questi luoghi, dove un tempo la storia ha conosciuto la sofferenza e la divisione, oggi dimostriamo che l'incontro è sempre possibile. La pace non è un equilibrio statico, ma un esercizio di responsabilità quotidiana. Imparare dalle tragiche lezioni del passato significa scegliere con determinazione la via della diplomazia, dell'ascolto e del rispetto reciproco, affinché la memoria si traduca in un'azione concreta contro ogni forma di conflitto”.
“La risposta più efficace alle crisi geopolitiche attuali risiede nella capacità delle comunità di superare i confini ed edificare ponti solidi - ha ricordato l’assessore Carlo Daldoss che ha portato il saluto
della giunta regionale - l’esperienza dell'Euregio, nata sulle ceneri di dolorose vicende storiche, è la testimonianza tangibile che la cooperazione transfrontaliera può sostituire la rivalità. Dal Passo Paradiso parte un messaggio chiaro verso l'Europa e la diplomazia internazionale: la fratellanza interstatale non è un'utopia, ma una scelta politica ed umana necessaria per garantire stabilità e prospettive alle prossime generazioni".