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Viaggio in Valle Camonica: l’esperto Dario Dogali presenta quattro funghi

martedì, 28 giugno 2022

Pian Camuno – Prosegue il viaggio e il racconto dei funghi da parte di Dario Dogali (nella foto), originario di Pian Camuno (Brescia) tra i massimi esperti di funghi in Valle Camonica, Franciacorta, provincia di Brescia e Lombardia. Dario Dogali è socio del circolo micologico “G. Carini” di Brescia, partecipa attivamente organizzando mostre micologiche. Ha scritto quattro libri dedicati ai funghi. 

di Dario Dogali 
“La tanto desiderata pioggia è arrivata anche se debole e di breve durata che a poco serve per dissetare i campi ed anche per far crescere i nostri tanto desiderati funghi ma accontentiamoci, meglio poca che niente e… speriamo in bene.

Oggi parlerò del Boletus aestivalis (il primo “porcino” ad apparire), del Leccinum carpini (una delle cosiddette “surle”), di Russula heterophylla (il “brünet”) e del Marasmius oreades (le prelibate “gambesecche”).

Boletus aestivalis (Paulet) Fries
Nome italiano: Porcino – Brisa
Nome dialettale: Fiùra
Scheda descrittiva Cappello: con diametro di 50-200 mm, carnoso e sodo nei giovani, poi molliccio a maturità, da emisferico a convesso, infine piano, a volte anche leggermente revoluto; cuticola liscia, glabra, leggermente umida-vischiosa nei giovani, asciutta e sovente screpolata con tempo secco, colore da nocciola pallido a ocra-brunastro e fino a bruno scuro; margine sottile, inizialmente involuto-incurvato poi disteso.
Tubuli: lunghi fino a 30-35 mm, arrotondati-adnati al gambo, dapprima bianchi poi giallastri ed infine verdognoli a maturità, immutabili al taglio; pori piccoli, concolori ai tubuli o leggermente più chiari verso il margine del cappello, immutabili al tocco.
Gambo: 40-180 x 30-50 mm, robusto, carnoso, solitamente slanciato, cilindrico, a volte anche ingrossato e ricurvo, specialmente verso la base; colore da nocciola a bruno-pallido, ornato da fine reticolo concolore.
Carne: soda nei giovani, poi molle con la maturità, bianca immutabile, lievemente giallina nella zona dei tubuli, sapore gradevole, dolciastro, odore al pari gradevole, intenso, fungino.
Habitat: cresce isolato o in gruppi di pochi individui, con preferenza nei boschi di latifoglie (castagni, faggi, querce e noccioli), più raro nei boschi di conifere (abeti e pini).
Commestibilità: commestibile.
Note: è la famosa “fiùra” rinvenibile già da fine maggio e poi fino alla fine di settembre e, a volte, anche in ottobre. Ottimo commestibile può essere consumato in piccole quantità anche crudo (anche se non da tutti è tollerato) è ritenuto da alcuni il migliore dei quattro ”porcini” (Boletus aereus, Boletus aestivalis, Boletus edulis e Boletus pinophilus); è sovente reperibile già invaso da larve. Non sempre è di facile identificazione sia per la variabilità dei colori che nell’aspetto; con tempo secco la cuticola facilmente si screpola a “rete”, per questo carattere un tempo era conosciuto come Boletus reticulatus.

Leccinum carpini (Schulz) Moser ex Reid
Nome italiano (volgare): Porcinello
Nome dialettale: Sürli
Scheda descrittiva Cappello: con diametro di 40-120 (150) mm, carnoso, inizialmente emisferico, poi convesso; cuticola liscia, leggermente vischiosa a tempo umido, a volte screpolata con tempo secco, bruna scura olivastra, non separabile dalla carne sottostante, più chiara, grigiastra e sovente eccedente al margine.
Tubuli: lunghi fino a 30 mm, da smarginati a liberi al gambo, da biancastri-crema a grigio-gialli olivastri; pori piccoli, arrotondati, poi poligonali con la maturità, concolori ai tubuli, neri allo sfregamento.
Gambo: 60-150 (200) x 10-25 mm, pieno, ingrossato in basso (obclavato), a volte incurvato, attenuato all’inserzione con il cappello, biancastro-avorio, tendente a scurirsi con la crescita, ornato squamule minute, disposte secondo linee più o meno verticali, che ricordano un reticolo, tendenti anch’esse a scurirsi con l’età.
Carne: soda e compatta nel giovane, poi molle nel cappello e fibrosa nel gambo, biancastra, giallastra presso l’imenoforo, vira più o meno velocemente al rosso-violetto, poi nerastra, con odore e sapore poco significativi.
Habitat: cresce in boschi di latifoglie, specialmente presso carpini e noccioli, dall’estate all’autunno.
Commestibilità: commestibile.
Note: anche se la carne è annerente è un buon commestibile. Scartare i gambi quando troppo duri e fibrosi perché potrebbero risultare indigesti. Specie simile è Leccinum scabrum, tipico delle betulle, che si distingue per avere carne non annerente.

Russula heterophylla (Fr. : Fr.) Fries
Nome dialettale: Vèrdöi – Brünet
Spore subglobose- ovoidali
Scheda descrittiva Cappello: con diametro di 50-100 (140) mm, inizialmente globoso, poi convesso e alla fine piano-depresso e anche imbutiforme; cuticola asciutta, brillante, separabile fino a metà raggio, da verde-oliva, verde-gialla grigiastra, bruna-oliva, bruna-vinaccia con macchie giallo limone; margine involuto nel giovane, poi disteso a maturità.
Lamelle: fitte, sottili, da attenuato-decorrenti a forcate al gambo, con qualche lamellula, un poco lardacee nei giovani, poi fragili e cassanti, biancastre-crema e con macchie brune-rossastre a maturità.
Gambo: 35-60 x 15-35 mm, duro, compatto, pieno, poi farcito a maturità, cilindrico, attenuato alla base, bianco, presto con macchie bruno-rossastre, specialmente verso la base.
Carne: dura e compatta nei giovani, poi tenera, bianca, giallognola a maturità, con odore debole, gradevole, sapore dolce. Habitat: cresce sia in boschi di latifoglie (con preferenza presso castagni e querce), che di conifere, dalla primavera all’autunno.
Commestibilità: commestibile.
Note: è un buon commestibile; per la sua corretta determinazione può essere di aiuto il sapore gradevole e dolce della carne.

Marasmius oreades (Bolt. : Fr.) Fries
Nome italiano: Gambe secche
Nome dialettale: Gambe sèche
Scheda descrittiva Cappello: con diametro di 10-50 mm, carnosetto, tenace, inizialmente emisferico-campanulato, infine appianato con leggero umbone centrale; cuticola liscia, igrofana, da isabella-carnicina a avorio-ocra brunastra con tempo umido, crema-nocciola biancastra con tempo secco; margine liscio, a volte leggermente ondulato.
Lamelle: spaziate, larghe, libere e sinuose, da biancastre-nocciola a crema, intercalate da lamellule di varia lunghezza; filo intero, concolore.
Gambo: 30-70 (100) x 2-5 mm, cilindrico, slanciato, pieno, tenace, elastico, biancastro-crema nella parte alta, brunastro verso la base, con presenza di residui miceliari concolori.
Carne: sottile, elastica, igrofana, biancastra, con odore gradevole di mandorle e sapore dolce, di nocciola.
Habitat: cresce abbondante negli spiazzi erbosi, in cerchi, file o sparso, dalla primavera e fino al tardo autunno.
Commestibilità: commestibile.
Note: ottimo commestibile, anche essiccato, lo si può ritrovare in numerosi esemplari che crescono a file o nei così detti cerchi “delle streghe”, in particolare dopo una pioggia abbondante seguita da qualche giorno caldo.
Nel mese di Luglio i “Fonser” ricominceranno a percorrere in lungo e in largo i boschi della nostra Valle, sia quelli di media che di alta montagna; ho pensato quindi di proporvi cinque specie che sono tra le più ambite e ricercate e che sono gli altri tre boleti conosciuti anch’essi come “porcini”, il Boletus edulis, il Boletus pinophilus e il Boletus aereus, entrambi ottimi commestibili, ma anche il Tylophilus felleus, il porcino del fiele (specie spesso confondibile con questi dagli inesperti raccoglitori), immangiabile per l’amarezza della carne e, concludere con Amanita caesarea, il fungo dei Cesari. Solo la conoscenza delle specie raccolte preserva da gravi rischi alla salute.
Concludo con l’invito ad aderire al Circolo Micologico G. Carini di Brescia o al Circolo Micologico di Lovere – Sezione del Circolo Micologico G. Carini di Brescia insieme proseguiremo questo cammino di conoscenze”.
Per info:  dario.dogali@libero.it



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