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Dolomiti UNESCO: corso per i gestori di rifugio. Tonina: “Siete i nostri ambasciatori”

sabato, 30 novembre 2019

Trento - Dolomiti UNESCO: gestori di rifugio in formazione per raccogliere le sfide future. La terza edizione si è conclusa a Val di Zoldo. Il vicepresidente della Provincia di Trento, Mario Tonina. è intervenuto e ha lanciato un messaggio forte: “Siete gli ambasciatori del riconoscimento UNESCO perché vivete nel cuore delle Dolomiti e ne toccate con mano le sfide”.

Tonina corso rifugistiLa terza edizione del corso di formazione che ogni anno la Fondazione Dolomiti UNESCO dedica ai gestori dei 66 rifugi che operano all’interno del Patrimonio Mondiale e che rappresentano un punto di riferimento fondamentale per comprendere come stia cambiando la fruizione del territorio e di conseguenza il loro stesso ruolo si è svolta nel Bellunese. L’edizione 2019 del corso di formazione si è incentrata sull’interazione tra i soggetti coinvolti, con 4 tavoli tematici di confronto, moderati da esperti del settore.

L’obiettivo finale è un documento d’intenti condiviso, una sorta di bussola per orientarsi nell’immediato futuro verso una strategia comune, lanciando a quanti frequentano la montagna messaggi coerenti sulla peculiarità dell’esperienza in rifugio, il rispetto verso il lavoro del gestore, quello verso il territorio e suoi valori paesaggistici, la promozione di comportamenti corretti e consapevoli, oltre, naturalmente, alle richieste per facilitare il lavoro in quota.

Tonina, che da alcuni mesi è presidente della Fondazione, nel salutare il Presidente del CAI Veneto, Renato Frigo, instancabile animatore della collaborazione tra le associazioni alpinistiche dei territori dolomitici ed Enrico Vicenti, segretario generale della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO oltre al sindaco del comune di Val di Zoldo, Camillo de Pellegrin, ha ringraziato i gestori dei rifugi per l’impegno con cui portano avanti il proprio lavoro.

“Sono qui – ha detto Tonina, accompagnato dalla direttrice della Fondazione, Marcella Morandini – per farmi portavoce delle vostre idee all’interno del Consiglio di amministrazione della Fondazione. Il riconoscimento UNESCO è un’opportunità per le comunità locali, per rilanciare tutela e valorizzazione e quelle forme produttive di qualità che contribuiscono a rendere non solo il turismo sostenibile, ma soprattutto a mantenere la montagna abitata. Viviamo oggi, più che mai, in una dimensione in cui globale e locale sono strettamente intrecciati e si influenzano reciprocamente. La frequentazione dell’alta montagna – ha evidenziato Tonina – è cambiata notevolmente negli ultimi 10 anni, non solo in termini numerici, ma anche con un fortissimo aumento del turismo internazionale. Nuovi frequentatori delle Dolomiti, dalla Corea al Brasile. Nuove sfide per chi gestisce un rifugio. Allo stesso tempo, come voi ci confermate, anche gli effetti dei cambiamenti climatici sono sempre più evidenti e complessi da gestire ed affrontare. Penso ad esempio alla gestione dell’acqua o degli eventi estremi.

“I rifugi – ha aggiunto – sono presidi culturali d’altra quota, come li ha felicemente definiti l’amico Annibale Salsa. Luoghi in cui non dobbiamo aver paura di fare educazione a tutto campo e promuovere comportamenti virtuosi da parte di chi li frequenta, ribadendo la stretta e reciproca connessione tra impatti globali e locali. Penso ad esempio ad alcune coraggiose sperimentazioni in atto per eliminare la plastica anche nei rifugi, dove tutto è più complicato. Mi riferisco alle campagne “Plastic free” iniziata nell’estate 2019 in alcuni rifugi altoatesini e nel Parco Naturale Adamello Brenta, tanto per fare qualche esempio. Sull’onda dell’innovazione lanciata dalla ski area di Pejo 3000, che sarà la prima ad essere completamente senza plastica, spero che sempre più soggetti pubblici e privati prendano iniziative analoghe”.

Ieri, partecipando a Milano al terzo Forum di Eusalp, la Macroregione alpina, – ha detto ancora Tonina – ho voluto ribadire che dobbiamo essere più incisivi, dare maggiore concretezza al nostro agire e soprattutto crederci. Cosi come le Dolomiti su scala più piccola, anche le regioni dell’arco alpino hanno interessi e problemi comuni, ma solo unendo le forze riusciremo ad ottenere dei risultati, sia nei confronti dell’Europa sia delle altre regioni, perché i nostri comportamenti virtuosi, ad esempio sui temi dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia, possono avere conseguenze importanti anche sulle pianure.

“Dobbiamo fare gioco di squadra e voi per ne siete protagonisti perché sapete quanto sia importante avere cura del proprio ambiente montano e quando sia strategico salvaguardare il paesaggio delle Dolomiti inteso come spazio di vita. Voi potete davvero fare la differenza. Ci vogliono responsabilità e consapevolezza e noi come Fondazione – ha concluso – ci impegneremo al massimo”.



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