TIONE (Trento) - Un luogo pensato per accompagnare i pazienti dall’ospedale a domicilio o per accogliere i fragili o cronici evitando ricoveri impropri e garantendo continuità di cura. Con l’inaugurazione dell’
Ospedale della Comunità di Tione l’Azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino compie un ulteriore passo nel rafforzamento della sanità territoriale, completando il percorso avviato qualche anno fa con l’attivazione del Nucleo di cure intermedie.
L’Ospedale della Comunità è stato ufficialmente presentato oggi alla popolazione con una cerimonia inaugurale che ha visto la presenza delle più alte autorità provinciali e territoriali: il presidente della Provincia autonoma di Trento
Maurizio Fugatti, l’assessore provinciale alla salute
Mario Tonina, il dirigente generale del Dipartimento salute e politiche sociali della Provincia autonoma di Trento
Andrea Ziglio, il direttore generale di Asuit
Antonio Ferro con la direttrice sanitaria
Denise Signorelli, il direttore del Distretto sud
Luca Fabbri, il sindaco di Tione
Eugenio Antolini e l’assessore alla salute e politiche sociali della Comunità delle Giudicarie. Hanno partecipato all’evento anche il direttore del Dipartimento di cure primarie di Asuit
Gino Gobber, il presidente del Consiglio delle autonomie locali e diversi rappresentanti della realtà locali.
L
’Ospedale della Comunità di Tione è una struttura territoriale a bassa intensità di cura, destinata ad accogliere pazienti in dimissione dall’ospedale che necessitano di un periodo di stabilizzazione clinica e assistenziale, di recupero dell’autonomia e di accompagnamento al rientro a domicilio, in stretta integrazione con i servizi sanitari e sociali territoriali. Accoglie inoltre pazienti fragili o cronici provenienti dal domicilio, per i quali il ricovero ospedaliero risulterebbe inappropriato.
L’inaugurazione di oggi rappresenta il
completamento di un percorso avviato nel 2022 dall’Azienda sanitaria e finalizzato a rafforzare l’assistenza territoriale di prossimità e la presa in carico dei cittadini, in particolare delle persone fragili e con bisogni assistenziali complessi, garantendo la continuità assistenziale tra ospedale e territorio.

L’Ospedale della Comunità occupa gli spazi al secondo piano dell’Ospedale di Tione destinati prima alla Residenza sanitaria assistenziale ospedaliera (Rsao) e poi al Nucleo di cure intermedie e prevede complessivamente
17 posti letto, di cui due destinati sperimentalmente alla residenzialità palliativa, per rispondere in modo puntuale ai bisogni del territorio delle
Giudicarie e
Rendena. L’assistenza medica è garantita dal personale dell’Unità operativa di medicina interna dell’Ospedale di Tione, a conferma della forte integrazione tra ospedale e servizi territoriali.
L’esperienza maturata a
Tione ha contribuito in modo significativo alla definizione e al consolidamento della rete delle Cure intermedie in Trentino, sia sotto il profilo clinico-assistenziale sia sul piano organizzativo e dell’integrazione tra servizi. Un percorso che ha permesso di ricondurre pienamente questo setting assistenziale al modello previsto dal DM 77/2022 per gli Ospedali della Comunità.
L’Ospedale della Comunità di Tione, come struttura territoriale a bassa intensità di cura, svolge un’importante funzione di «filtro» territoriale, regolando i flussi in entrata e in uscita dall’ospedale e contribuendo a prevenire riospedalizzazioni precoci, ricoveri inappropriati e inserimenti anticipati in RSA rispetto alle reali necessità delle persone. Particolare rilievo assumono i due posti di residenzialità palliativa, che rispondono alla carenza di soluzioni residenziali di prossimità per l’
ambito territoriale Giudicarie–Rendena. I pazienti seguiti dalla rete di cure palliative domiciliari possono così beneficiare di ricoveri transitori, mantenendo continuità, appropriatezza e qualità del percorso di cura.
"L’Ospedale della Comunità di Tione – ha evidenziato il
direttore generale di
Asuit Antonio Ferro –
è una struttura rilevante non solo per la realtà delle Giudicarie, ma per l’intero territorio provinciale. Oggi inauguriamo un percorso avviato nel 2023 con il Nucleo di cure intermedie che si completa con l’attivazione di 15 posti letto, a cui si aggiungono due posti di residenzialità palliativa. Si tratta di una risposta fondamentale per quei pazienti che non necessitano più di cure acute ma non possono ancora rientrare a casa, sostenendo al tempo stesso le famiglie attraverso un adeguato percorso formativo che li prepari al rientro a domicilio e alla gestione dei propri cari. Il risultato di oggi è stato possibile grazie a una forte integrazione con il reparto di medicina dell’ospedale e al lavoro di squadra di tanti professionisti che lavorano sul territorio e nelle cure intermedie e ovviamente grazie alla collaborazione degli amministratori locali, che ringrazio sinceramente".
Nell’introdurre le nuove potenzialità dell’
Ospedale della Comunità di Tione la direttrice sanitaria di
Asuit Denise Signorelli ha sottolineato come sia necessario un cambio di paradigma:
"La sanità deve evolvere per rispondere ai bisogni in cambiamento della popolazione. Gli investimenti del Pnrr, anche qui a Tione, non sono solo una leva finanziaria, ma un’opportunità concreta per ripensare i modelli organizzativi e renderli più aderenti alle reali necessità dei cittadini. Oggi inauguriamo una struttura rinnovata che ospita 15 posti letto e due posti di residenzialità palliativa, non un hospice ma una risposta di prossimità, più vicina alle persone e alle loro famiglie. Prossimità delle cure, integrazione e territorialità sono le parole chiave: questo è un vero luogo di collaborazione tra professionisti ospedalieri, territoriali, sanitari e sociali. È un modello in cui dobbiamo credere e che rappresenta anche un’importante opportunità di crescita per gli operatori.
Ringrazio le istituzioni e tutti i professionisti per il lavoro fatto e per quello che ci attende nel prossimo futuro".
"Questa struttura – ha dichiarato il direttore del Distretto sud Luca Fabbri – non rappresenta solo un cambio di denominazione, ma un vero e proprio cambio di paradigma e di filosofia, in piena attuazione della riforma sanitaria prevista dal DM 77. In questo presidio ho vissuto negli anni diversi passaggi, ma oggi l’Ospedale di Comunità assume un ruolo chiaro: la permanenza dei pazienti è temporanea e orientata alla continuità delle cure. Qui trovano risposta le dimissioni protette e l’invio diretto, tramite le Centrali operative territoriali, di pazienti fragili o cronici seguiti dai medici di medicina generale che necessitano di maggiore assistenza, ma non di ricovero ospedaliero. È un tassello fondamentale del sistema territoriale, che si completerà con la futura Casa della Comunità, e che opera in stretta connessione con il territorio".
A portare i saluti del presidente della Comunità delle Giudicarie è stata l’assessora alla salute e politiche sociali, che ha evidenziato come l’inaugurazione di oggi rappresenti un passo importante per la sanità territoriale. Secondo l’assessora l’Ospedale della Comunità sarà in grado di prendere in carico i bisogni dei pazienti e garantire l’auspicata integrazione socio sanitaria a garanzia di un concetto di equità di accesso alle cure.
"La sanità deve cambiare perché stanno cambiando i bisogni dei cittadini e la struttura socio-demografica della nostra comunità, – ha dichiarato il dirigente generale del Dipartimento salute e politiche sociali della Pat Andrea Ziglio -. Viviamo in una società con una popolazione sempre più anziana e fragile, spesso più sola, con necessità sanitarie, sociosanitarie e sociali diverse rispetto al passato. A questo cambiamento dobbiamo rispondere con nuovi modelli di presa in carico. L’Ospedale della Comunità di Tione si inserisce pienamente nel percorso di riordino della sanità territoriale previsto dal DM 77 e rappresenta uno dei capisaldi di questo disegno. La parola chiave è integrazione: tra sanità e sociale e tra professionisti con competenze diverse, che lavorano insieme per garantire continuità assistenziale. Accanto a questo, sono fondamentali la prevenzione e il ruolo delle Centrali operative territoriali, che svolgono una funzione di regia all’interno della rete delle Case e degli Ospedali della comunità. L’Ospedale della comunità non è semplicemente un cambio di nome rispetto al Nucleo di cure intermedie, ma una struttura con funzioni specifiche, pensata per favorire il recupero dell’autonomia delle persone, accompagnare le dimissioni ospedaliere e ridurre il rischio di rientro in ospedale, consentendo agli ospedali per acuti di concentrarsi sui pazienti più complessi. Si tratta di un quadro articolato a livello provinciale, che coinvolge anche Mezzolombardo, Ala e Pergine e che richiede un nuovo modello organizzativo ma anche un nuovo modo di interpretare la sanità, sia da parte dei professionisti sia dei cittadini. Non tutto deve ruotare attorno all’ospedale, che rimane il luogo privilegiato di cura dell’alta complessità: la presa in carico della cronicità avviene soprattutto sul territorio". "Perché questo sistema funzioni – ha concluso Ziglio – è essenziale valorizzare i professionisti e creare le condizioni affinché possano utilizzare al meglio queste strutture, rendendo il territorio e i nostri servizi sempre più attrattivi".
Secondo il sindaco di Tione Eugenio Antolini l’inaugurazione testimonia la crescita di servizi sanitari sul territorio, frutto del lavoro congiunto con la Provincia autonoma di Trento. La sanità del futuro, ha sottolineato, dovrà essere in grado di offrire alle famiglie strumenti e percorsi che permettano alle persone di essere curate anche a casa, con il giusto supporto e un’adeguata formazione dei familiari. Questo rappresenta un passo avanti importante non solo per la qualità della vita delle persone, ma per la crescita e la coesione dell’intero territorio.
L’assessore provinciale alla salute Mario Tonina ha ricordato che la struttura era già operativa da due anni e che oggi si completa un impegno assunto dalla Giunta provinciale, reso possibile dopo il superamento delle difficoltà legate alla carenza di personale. Il completamento dei posti disponibili, che porta a 15 i posti di cure intermedie e a 2 quelli di residenzialità palliativa, rappresenta un risultato importante per il territorio e si inserisce in una strategia avviata con il DM 77, sostenuta da investimenti del Pnrr e da risorse del bilancio provinciale.
L’assessore ha sottolineato l’importanza di valorizzare i territori attraverso le strutture esistenti e quelle in fase di realizzazione, rimarcando il ruolo degli Ospedali di Comunità nel garantire assistenza ai pazienti nella fase successiva al ricovero ospedaliero e nel supportare le famiglie. Un ringraziamento particolare è stato rivolto al personale, per la professionalità dimostrata e la capacità di prendersi cura delle persone. È stato inoltre richiamato il lavoro svolto sul fronte delle Case della Comunità e la preziosa collaborazione con il Comune di Tione e la Comunità di Valle delle Giudicarie, nell’ottica della progettazione della nuova struttura che sorgerà a Tione, prevista dal protocollo approvato nel mese di dicembre. Nel suo intervento l’assessore ha infine evidenziato l’impegno della Provincia e di Asuit nel rafforzare i servizi territoriali, affrontare le criticità legate al pronto soccorso e alle liste d’attesa, e investire in prevenzione e integrazione sociosanitaria, con l’obiettivo di ridurre la pressione sull’ospedale centrale e avvicinare le risposte ai cittadini.
In chiusura il presidente della Provincia Maurizio Fugatti, dopo aver ringraziato gli operatori della sanità e le amministrazioni locali, ha tracciato un quadro generale per fissare alcune questioni strategiche per la sanità trentina. Ha richiamato i risultati raggiunti sul fronte della formazione universitaria, con la crescita di Medicina, i primi laureati e lo sviluppo delle scuole di specializzazione, che rendono il territorio sempre più attrattivo anche per i giovani professionisti, molti dei quali trentini. Ha ricordato poi come questo percorso proceda parallelamente al progetto del nuovo ospedale e al rafforzamento della rete territoriale. Nel suo intervento il presidente ha sottolineato come, accanto agli investimenti sulle nuove strutture, continui l’impegno per garantire qualità ed efficienza delle strutture esistenti, a partire dal Santa Chiara, e per valorizzare il ruolo dei professionisti della sanità. Pur riconoscendo alcune criticità, in particolare sul pronto soccorso e le liste d’attesa, il presidente ha ribadito la volontà di affrontarle con continuità e responsabilità, confermando la fiducia in un sistema sanitario che anche i cittadini trentini riconoscono come solido e di qualità.