TRENTO -
Caso Marchetto,
mozione di sfiducia all'
assessora provinciale Francesca Gerosa: tutti i consiglieri di minoranza hanno
sottoscritto la mozione inviata al presidente del Consiglio provinciale nella quale
"esprime la propria sfiducia nei confronti dell’Assessora all’istruzione, cultura, per i giovani e per le pari opportunità, invitando il presidente della Provincia ad assumere gli atti conseguenti".

Infatti - si legge nella
mozione - "durante la seduta del Consiglio regionale del Trentino – Südtirol di data 11 febbraio 2026 è stata discussa e approvata a maggioranza la mozione n.
23/XVII Ricordo di Clara Marchetto (1911 – 1982).
La mozione, originata da un’iniziativa di settanta cittadine e cittadini, impegna il Consiglio regionale e il suo presidente a riabilitare la figura e l’operato di Clara Marchetto riconoscendola vittima di ingiustizia, a promuovere attività di ricerca scientifica e a collocare presso la sede della Regione una targa commemorativa a lei dedicata (nella foto la presidenza del Consiglio provinciale e l'assessore Gerosa).
Il contenuto e gli impegni dell’atto, oggetto di un precedente approfondito confronto, sono stati condivisi e sottoscritti da tutti i membri del collegio dei capigruppo delle forze politiche rappresentate in Aula.
Ricordiamo che a Clara Marchetto, condannata dal Tribunale speciale per la difesa dello Stato per la sua azione contro il regime fascista, fu impedito di esercitare il mandato di consigliera regionale conferitole dalle elettrici e dagli elettori trentini nel novembre 1948 proprio in conseguenza della sentenza del tribunale fascista.
E’ giusto il caso di ricordare che la commissione di convalida del Consiglio regionale non usò lo stesso metro nei confronti di altri eletti condannati, per esempio, per diserzione o resistenza alla Forza pubblica.
Ciò, assieme al fatto che Clara Marchetto fu esclusa per la sua precedente attività antifascista, pone in evidenza ancora maggiore l’ingiustizia perpetrata ai suoi danni.
Trentina, autonomista, antifascista, coerente, donna di pensiero e di azione sono caratteristiche che dovrebbero portare la comunità e le istituzioni ad abbracciare e sostenere unanimemente e senza tentennamenti l’iniziativa (pur modesta rispetto alla gravità della discriminazione subita) di riabilitazione avviata dal Consiglio regionale.
L’assemblea regionale dell’11 febbraio ha invece assisto attonita ad una requisitoria dell’Assessora all’istruzione e cultura della Provincia autonoma di Trento contro Clara Marchetto conclusasi con il no alla proposta di ravvedimento postumo del Consiglio regionale.
L’Assessora, tra l’altro, ha definito Clara Marchetto “figura controversa” (sicuramente controversa per chi apprezza l’operato del Tribunale speciale per la difesa dello Stato), la sua riabilitazione “prematura” (ad 86 anni dalla condanna), ha denunciato “posizioni incompatibili con gli interessi nazionali” e ha collocato l’autonomista trentina tra le “personalità che dividono l’opinione pubblica e il mondo politico”.
L’esito del voto ha invece certificato che, rispetto all’intera comunità regionale, l’unica parte politica “divisa” è quella rappresentata dall’Assessora Francesca Gerosa.
Come questa posizione, questi pensieri e queste affermazioni siano compatibili con il Trentino, le sue vicende spesso dolorose, con la nostra identità e, soprattutto, con la nostra cultura è difficile da comprendere. Come chi li incarna e li sostiene possa occuparsi di cultura appunto (oltre che di istruzione) nella Provincia autonoma di Trento è altrettanto enigmatico, soprattutto se ciò avviene anche su mandato e con il sostegno di chi dell’autonomismo fa bandiera".
Partendo da queste premesse, i consiglieri provinciali Filippo Degasperi, Alessio Manica, Lucia Coppola, Francesco Valduga, Lucia Maestri, Roberto Stanchina, Paola Demagri. Paolo Zanella. Michela Calzà. Michele Malfer. Francesca Parolari, Chiara Maule. Mariachiara Franzoia esprimono la propria sfiducia nei confronti dell’Assessora all’istruzione, cultura, per i giovani e per le pari opportunità Francesca Gerosa.