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Paralizzato agli arti inferiori tornerà a sciare in piedi

Folgaria ospiterà il primo storico esperimento medico-sportivo

FOLGARIA (Trento) - Un tetraplegico tornerà a sciare in piedi. L'Alpe Cimbra ospiterà il primo storico esperimento medico-sportivo che punta a far sciare in posizione eretta un atleta disabile, paralizzato agli arti inferiori, senza l’ausilio di un esoscheletro ma molto più semplicemente con l’utilizzo di impulsi elettrici capaci di attivare i muscoli e con una nuova tecnologia dell’azienda specializzata Nordica.

Il progetto Beyond Human Potential coinvolge molti partner ed è stato presentato a Bolzano alla fiera specializzata Prowinter 2026, riferimento per l’industria della montagna invernale. Protagonisti sono Michel Roccati e Tommaso Balasso, che assieme a Daniela Vecchiato direttrice dell’Apt Alpe Cimbra, hanno raccontato ad addetti ai lavori e giornalisti l’evoluzione del progetto: dagli sci “intelligenti”, ai passaggi necessari per arrivare alla grande sfida ovvero far sciare autonomamente in posizione eretta Michel, atleta con lesione midollare completa a causa di un incidente in moto (foto credit Nicer).

Insomma, dai Campioni dello sci della nazionale USA agli sciatori che cercano una ritrovata normalità il palcoscenico sono le piste innevate dell’Alpe Cimbra, del comprensorio sciistico del Trentino che da oltre 15 anni abbina questi mondi che sulla carta appaiono molto distanti. Un mix di impegno fisico, psichico e mentale che fonde allenamenti per le gare di Coppa del Mondo e dei prossimi Giochi olimpici di Milano Cortina 2026 e lo storico progetto Scie di Passione a favore dei disabili.

La sfida inizia dal corpo e dalla mente di Michel Roccati, dalla sua capacità di ascoltarsi, superarsi, adattarsi e apprendere un nuovo modo di muoversi. Il drammatico incidente si è così trasformato in un inizio di una nuova sfida: a partire dalla partecipazione nel 2020 al trial clinico Stimo, presso l’Epfl di Losanna. Un’esperienza che gli ha restituito la possibilità di stare in piedi e camminare (prima persona al mondo). Accanto a lui Tommaso Balasso forte della sua ventennale esperienza nel mondo paralimpico, prima come atleta guida di Gianmaria Dal Maistro con cui ha vinto 5 medaglie paralimpiche (oro a Torino 2006) e 3 Coppe del Mondo, e ora come promotore di iniziative di inclusione attraverso lo sport, impegnato a dare tutti gli strumenti e i mezzi a Michel per esprimere il suo straordinario potenziale.

Di qui l’idea di riportare Michel a sciare sulle piste di Folgaria autonomamente grazie ad uno speciale ausilio tecnico realizzato da Nordica e ad una assistenza tecnologica capace di stimolare i fasci muscolari superando la lesione spinale che ha leso irrimediabilmente le connessioni nervose con gli arti inferiori.
I dettagli sono stati illustrati alla presentazione organizzata da Apreski, Itasnow con la partecipazione di Pool Sci Italia e Alpe Cimbra.

Come hanno spiegato Michel Roccati, atleta con lesione midollare completa e Tommaso Balasso, fondatore di Scie di Passione, il progetto Beyond Human Potential si sta sviluppando con il supporto di un team multidisciplinare di ingegneri, ricercatori e tecnici, che stanno lavorando a un nuovo modo di concepire il movimento umano sulla neve.

Il progetto propone un modello inedito, in cui uomo, scienza e macchina agiscono insieme per ridefinire ciò che finora è stato considerato un limite. Il progetto integra le più avanzate ricerche in ambito di neurotecnologia, biomeccanica e analisi del movimento, combinando l’impianto di elettrodi spinali con un ecosistema di algoritmi, sensori e sistemi di stimolazione neuro modulata. La scienza è ciò che trasforma un’intuizione in metodo: un sistema di elettrodi spinali, un ecosistema di algoritmi, sensori e analisi dinamiche.

Punto di partenza è la tecnologia che diventa un ponte tra l’essere umano e l’innovazione scientifica. Non un semplice ausilio, ma un sistema intelligente e adattivo progettato per dialogare con il corpo e amplificarne la capacità motoria. Il sistema utilizza un mix di biomeccanica, IA e controllo neuro-muscolare per accompagnare il corpo nella postura verticale e favorire l’esecuzione del movimento sulla neve in condizioni di sicurezza. Un dispositivo costruito su misura e sulle necessità antropometriche di che Michel.

“La scienza è ciò che traduce un’intuizione in metodo - ha aggiunto Michel Roccati -. Per questo voglio offrire al mio corpo una nuova possibilità di esprimere il movimento. Tornare a sciare in piedi sulla neve significa recuperare una parte importante di me e diventare un punto di partenza per tante persone che vivono la mia stessa condizione”.

Come ha spiegato Tommaso Balasso il corpo diventa il punto di partenza del lavoro, mentre la mente assume un ruolo centrale di guida e controllo. Non si tratta solo di recuperare un gesto atletico, ma di ripensare il movimento e trasformare una condizione complessa in una nuova possibilità sportiva. L’obiettivo è consentire al corpo di riattivare pattern motori complessi, come l’equilibrio, la gestione del carico e la coordinazione necessaria per sciare in piedi. Il lavoro scientifico va verso lo sviluppo di un modello replicabile capace di aprire nuove strade allo sport adattato e, in prospettiva, alla riabilitazione motoria.
La ricerca continua in collaborazione con il Politecnico Federale (EPFL) e l’Ospedale Universitario di Losanna (CHUV).

Daniela Vecchiato ha evidenziato il grande lavoro svolto in questi anni dal comprensorio sciistico trentino. Il progetto Alpe Cimbra for All nasce 12 anni fa con l’obiettivo di rendere la disabilità normalità. L’obiettivo era di non pronunciare più questa parola come un limite per lo sci. Oggi la sci area è completamente accessibile da oltre 10 anni E anche l’offerta estiva è accessibile a tutti.

Quello presentato a Bolzano è un grande progetto: Beyond the Human Propension ha l’obiettivo di portare a sciare Michelle in modo normale. È un disabile sitting non in grado di camminare ma grazie alle nuove tecnologie, alla medicina e alla ricerca avrà la possibilità nel mese di marzo per la prima volta di sciare restando in piedi. Parliamo di un progetto dal grande valore sociale perché capace di far superare quei limiti che solo 10 anni fa era impossibile immaginare. Oggi davanti a noi abbiamo un futuro veramente senza barriere e questo grazie a un insieme di competenze che vanno dal mondo della neve ma soprattutto medicina, biotecnologia e ingegneria. L’Alpe Cimbra è a fianco di questi progetti proprio per raggiungere finalmente quell’obiettivo di parità: disabilità è uguale a normalità.
Ultimo aggiornamento: 12/01/2026 22:42:02

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