BRENTONICO (Trento) - È
Alessio Bertolli, consigliere e assessore comunale all’ambiente, agricoltura e foreste di
Brentonico, il nuovo presidente del
Parco Naturale Locale del Monte Baldo.

La nomina è giunta con decreto del sindaco (e precedente presidente)
Mauro Tonolli.
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Il Parco – spiega Bertolli –
è una rete di riserve, prevista dalla legge 11 del 2007. È l’unica, in Trentino, ad avere questo particolare nome, visti i valori naturalistici presenti». Il Parco abbraccia aree dei Comuni di Brentonico (capofila), Mori, Ala, Avio e Nago–Torbole, dunque insiste su due comunità di valle.
Di cosa si occupa il Parco? «
Lo strumento di gestione è il programma triennale, che guiderà le azioni da qui al 2028. Posso citare alcune delle attività più importanti. Anzitutto la conservazione attiva di alcune particolari aree come i prati aridi: ambienti abbandonati che rischierebbero di imboschirsi, pregiudicando la presenza di varie specie botaniche e faunistiche.
In questi casi si mantiene pulita l’area e, proprio grazie a questo lavoro, in località Talpina sono state recentemente trovate alcune orchidee rarissime, quali la “Orchis provincialis”.
Anche sui pascoli si compie un’operazione molto simile e particolare attenzione si dedica alla rimozione della Genista radiata (“gli zippi” in dialetto), che crea cespugli infestanti che coprirebbero ampie aree. Si interviene inoltre per ripristinare e mantenere zone umide come pozze d’alpeggio e paludi: altrettanto importanti per la biodiversità.
Altro ambito di intervento è quello della comunicazione, divulgazione e didattica, con attività nelle scuole, conferenze, uscite guidate sul campo».
Fin qui le attività portate avanti in maniera sistematica. Ci sono altri progetti? «Anzitutto puntiamo a valorizzare alcuni sentieri e lo faremo partendo da una ricognizione dei percorsi presenti. Inoltre, nel programma triennale abbiamo inserito un punto legato all’ampliamento dei confini del Parco a ricomprendere zone di interesse naturalistico che hanno bisogno di una gestione attiva. L’iter è avviato».
Quale è la valenza del Parco? «Oltre alla conservazione e alla valorizzazione ambientale, il Parco unisce la comunità del Baldo e, da qui, scaturiscono progetti sovra comunali. È un laboratorio per mettere a terra buone pratiche che poi possono essere anche esportate nel resto del territorio provinciale. La presenza di un Parco non crea nuovi vincoli: valgono già quelli che regolano le singole riserve che il Parco mette in rete. È dunque un’occasione per realizzare iniziative ad ampio raggio e di grande valore, non solo naturalistico ma anche culturale».