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72° Trento Film Festival, “Un pasteur” di Louis Hanquet Genziana d’Oro

Tutti i riconoscimenti assegnati

Trento - Una vita sospesa, fuori dal tempo e in un mondo inaccessibile, alle prese con la solitudine e con un avversario invisibile: la storia di Félix, un giovane pastore malinconico e riservato, ha stupito e commosso la Giuria internazionale del 72° Trento Film Festival, che ha quindi assegnato al film Un pasteur di Louis Hanquet (Francia/2024/71') la Genziana d’oro Miglior film - Gran Premio “Città di Trento”. Foto di Michele Purin.

«Il film offre l’ipnotizzante ritratto di un giovane uomo e della sua scelta esistenziale, capace di lasciarci tutti ammirati. Il regista cattura diversi momenti nella vita di Felix, circondato dai suoi animali, siano essi cani o pecore, di cui sa prendersi cura in maniera sensibile e attenta. Nella visione d’insieme che ci offre, Un pasteur ci richiama al rispetto e all’umiltà di fronte a una comunità composta da animali, uomini e natura che coesistono in armonia»: questa la motivazione della Giuria. Félix vive da solo e lavora con il padre per allevare il gregge di famiglia: dall'autunno alla primavera si prende cura dei suoi animali, li nutre e li custodisce nelle fitte foreste di lecci delle prealpi francesi. In estate, lascia il padre e percorre più di duecento chilometri a piedi per condurre la mandria ai pascoli di montagna, fino alla valle dell'Ubaye, nelle Alpi dell’Alta Provenza. Lì, per lunghi mesi, lontano da tutto e da tutti, vive in un mondo fatto di rocce, dove si aggira un essere invisibile: il lupo.

«Ha vinto la montagna vera, antica e al contempo attualissima, la montagna “agra”, fatta di asprezza e isolamento», ha commentato il presidente del Trento Film Festival Mauro Leveghi. «Scelte di vita non facili, un tempo figlie della necessità, ora forse affrontate con maggiore consapevolezza e volontà, ma in qualche modo ancora più difficili da portare a termine, dovendo lottare contro nemici subdoli come le convenzioni sociali e gli stereotipi, potenti come gli effetti dei cambiamenti climatici, silenziosi e invisibili come il lupo».

Si aggiudica la Genziana d’oro Miglior film di alpinismo, popolazioni e vita di montagna - Premio del Club alpino italiano Le fils du chasseur di Juliette Riccaboni (Svizzera/2023/54'), un film che «presenta la commovente vicenda di un giovane svizzero di origini marocchine animato dal desiderio di rientrare in contatto con il padre. La sua ricerca incontra momenti di straordinaria verità sulla vita del padre e del suo vecchio amico Charlot, riconnettendo il pubblico a tutti coloro che, in un modo o nell’altro, vengono lasciati indietro nella società». Una menzione speciale è stata assegnata a Marmolada – Madre Roccia di Matteo Maggi e Cristiana Pecci (Italia/2024/76’).

La Genziana d’oro Miglior film di esplorazione o avventura - Premio “Città di Bolzano” è andata a The Great White Whale di Michael Dillon (Australia/2023/104') «per il coraggio, l'intraprendenza della troupe, il clima di cameratismo che traspare dai racconti dei protagonisti e l'uso sapiente degli archivi. The Great White Whale non è solo il primo tentativo riuscito di scalare la vetta del Big Ben. È anche il valore metaforico di un orizzonte lontano da percorrere collettivamente, facendo tesoro delle esperienze di chi ci ha preceduto nelle stesse sfide. Ci ricorda che non c'è niente di più rischioso del non fare nulla e che quello che rimpiangeremo quando saremo troppo stanchi e vecchi sono le possibilità non colte».
«La nuova avventura documentaria di Henna Taylor racconta la scalata del Dunn-Westboy Direct sul Longs Peak, portata a compimento da Madaleine Sorkin nel corso di un’intera giornata in parete. Una narrazione accorata, che tiene conto dei continui tentativi della Sorkin di raggiungere la vetta senza mai cadere. Per parafrasare Madaleine, Body of a Line "sembra una sinfonia che si muove nel nostro corpo"». Con questa motivazione la Genziana d’argento - Miglior contributo tecnico – artistico è stata assegnata a Body of a Line di Henna Taylor (Stati Uniti/2023/10').

La Genziana d’argento - Miglior cortometraggio è andata invece a Postcards from the Verge di Natalia Koniarz (Polonia/2023/40'): «la storia intima di due giovani filmaker viaggiatori. Durante la loro avventura attraverso le Ande incontrano molte difficoltà impreviste, dalla pandemia di Covid ai valichi di frontiera. In tempi incerti, la loro relazione raggiunge la maturazione nell’incontro con le difficoltà di vita che devono affrontare i residenti locali». Una menzione speciale è stata assegnata a Silent Panorama di Nicolas Piret (Belgio/2024/5').

Il Premio della Giuria è stato assegnato infine a Diciassette di Thomas Horat (Svizzera/2023/17'), con questa motivazione: «la storia degli uomini, delle donne e la memoria dei luoghi armoniosamente si combinano nelle parole di Antonietta. I suoi ricordi ci riportano al momento in cui in Italia è stata necessaria una scelta. Diciassette ci dice come la scelta dell'antifascismo di una giovane partigiana abbia consapevolmente contribuito alla libertà delle generazioni che seguirono».

«C’è un filo conduttore che lega le scelte della Giuria, un filo che si snoda nella narrazione psicologica dei protagonisti e nel loro rapporto con i luoghi: non solo fondali di scena, ma motori di percorsi intimi e complessi», ha detto la direttrice della rassegna, Luana Bisesti. «Scelte come sempre originali e non scontate, degna conclusione di un’edizione che ha premiato la capacità del Festival di rinnovarsi, rinvigorendo nella contemporaneità i suoi settantadue anni di storia».

«Sono doppiamente felice per l'assegnazione della Genziana d'oro Gran Premio “Città di Trento” a Un pasteur di Louis Hanquet, primo perché è un film importante che racconta la scelta radicale di un ragazzo salito con il suo gregge e i suoi cani in montagna, lontano da tutti ma senza mai essere veramente solo; secondo perché Hanquet è un esordiente alla regia» ha concluso Mauro Gervasini, responsabile del programma cinematografico. «I festival servono anche a questo. Rivelare talenti, scoprire i migliori autori di domani, è il massimo dell'aspirazione di chiunque organizzi una selezione».

PREMI UFFICIALI

La Giuria del 72. Trento Film Festival – composta da Kinga Baranowska (Polonia), Alex Bellini (Italia), Jinna Lee (Corea del Sud), Christophe Mercier (Francia), Paola Piacenza (Italia) - ha assegnato i seguenti premi ufficiali:

GRAN PREMIO “CITTÀ DI TRENTO” GENZIANA D’ORO MIGLIOR FILM
Un pasteur di Louis Hanquet (Francia/2024/71')

PREMIO DEL CLUB ALPINO ITALIANO GENZIANA D’ORO MIGLIOR FILM DI ALPINISMO, POPOLAZIONI E VITA DI MONTAGNA
Le fils du chasseur di Juliette Riccaboni (Svizzera/2023/54')

MENZIONE SPECIALE
Marmolada – Madre Roccia di Matteo Maggi, Cristiana Pecci (Italia/2024/76’)

PREMIO “CITTÀ DI BOLZANO” GENZIANA D’ORO MIGLIOR FILM DI ESPLORAZIONE O AVVENTURA
The Great White Whale di Michael Dillon (Australia/2023/104')

GENZIANA D’ARGENTO MIGLIOR CONTRIBUTO TECNICO-ARTISTICO
Body of a Line di Henna Taylor (Stati Uniti/2023/10')

GENZIANA D’ARGENTO MIGLIOR CORTOMETRAGGIO
Postcards from the Verge di Natalia Koniarz (Polonia/2023/40')

MENZIONE SPECIALE
Silent Panorama di Nicolas Piret (Belgio/2024/5')

PREMIO DELLA GIURIA
Diciassette di Thomas Horat (Svizzera/2023/17')

Motivazioni e sinossi
GRAN PREMIO “CITTÀ DI TRENTO”
GENZIANA D’ORO MIGLIOR FILM
Un pasteur di Louis Hanquet (Francia/2024/71')
MOTIVAZIONE – Il film offre l’ipnotizzante ritratto di un giovane uomo e della sua scelta esistenziale, capace di lasciarci tutti ammirati. Il regista cattura diversi momenti nella vita di Felix, circondato dai suoi animali, siano essi cani o pecore, di cui sa prendersi cura in maniera sensibile e attenta. Nella visione d’insieme che ci offre, Un pasteur ci richiama al rispetto e all’umiltà di fronte a una comunità composta da animali, uomini e natura che coesistono in armonia.

SINOSSI – Félix, un giovane pastore malinconico e riservato, conduce una vita sospesa, fuori dal tempo. Vive da solo e lavora con il padre per allevare il gregge di famiglia. Dall'autunno alla primavera si prende cura dei suoi animali, li nutre e li custodisce nelle fitte foreste di lecci delle prealpi francesi. In estate, lascia il padre e percorre più di duecento chilometri a piedi per condurre la mandria ai pascoli di montagna, fino alla valle dell'Ubaye, nelle Alpi dell’Alta Provenza. Lì, per lunghi mesi, lontano da tutto e da tutti, vive in un mondo fatto di rocce, inaccessibile, dove si aggira un essere invisibile: il lupo. Contro le convenzioni e la consuetudine del mondo contemporaneo, Félix ha scelto una professione che lo isola e lo tiene lontano dal mondo.

PREMIO DEL CLUB ALPINO ITALIANO
GENZIANA D’ORO MIGLIOR FILM DI ALPINISMO, POPOLAZIONI E VITA DI MONTAGNA
Le fils du chasseur di Juliette Riccaboni (Svizzera/2023/54')

MOTIVAZIONE – Le fils du chasseur presenta la commovente vicenda di un giovane svizzero di origini marocchine animato dal desiderio di rientrare in contatto con il padre. La sua ricerca incontra momenti di straordinaria verità sulla vita del padre e del suo vecchio amico Charlot, riconnettendo il pubblico a tutti coloro che, in un modo o nell’altro, vengono lasciati indietro nella società.

SINOSSI – Samir conosce a malapena suo padre, esperto di caccia sostenibile nelle valli. Nella speranza di avvicinarsi a lui, decide di accompagnare un cacciatore in una spedizione in montagna. La regista Juliette Riccaboni decide di raccontare la complessità di un rapporto fatto di distanze e contrasti. I pittoreschi paesaggi del Canton Vallese fanno da sfondo a questo difficile ricongiungimento, intriso di ironia e tenerezza.

MENZIONE SPECIALE
Marmolada – Madre Roccia di Matteo Maggi, Cristiana Pecci (Italia/2024/76’)

PREMIO “CITTÀ DI BOLZANO”
GENZIANA D’ORO MIGLIOR FILM DI ESPLORAZIONE O AVVENTURA
The Great White Whale di Michael Dillon (Australia/2023/104')

MOTIVAZIONE – Per il coraggio, l'intraprendenza della troupe, il clima di cameratismo che traspare dai racconti dei protagonisti e l'uso sapiente degli archivi. The Great White Whale non è solo il primo tentativo riuscito di scalare la vetta del Big Ben. È anche il valore metaforico di un orizzonte lontano da percorrere collettivamente, facendo tesoro delle esperienze di chi ci ha preceduto nelle stesse sfide. Ci ricorda che non c'è niente di più rischioso del non fare nulla e che quello che rimpiangeremo quando saremo troppo stanchi e vecchi sono le possibilità non colte.

SINOSSI – In mezzo all'Oceano Antartico, a metà strada tra l'Australia e l'Africa, un vulcano innevato, alto 2.745 metri, sorge dal mare come una Grande Balena Bianca. Per cinque volte la montagna ha tentato di uccidere il gruppo che per primo ha provato a scalarla. Eppure, ancora una volta levano l’ancora, navigando nelle acque più insidiose al mondo, questa volta con il leggendario Bill Tilman come capitano. Questa è la storia straordinaria di entrambe le spedizioni, raccontata da chi le ha vissute; uno di loro canta le gesta di questi impavidi avventurieri, per dare giustizia a questo viaggio epico.

GENZIANA D’ARGENTO MIGLIOR CONTRIBUTO TECNICO-ARTISTICO
Body of a Line di Henna Taylor (Stati Uniti/2023/10')

MOTIVAZIONE – La nuova avventura documentaria di Henna Taylor racconta la scalata del Dunn-Westboy Direct sul Longs Peak, portata a compimento da Madaleine Sorkin nel corso di un’intera giornata in parete. Una narrazione accorata, che tiene conto dei continui tentativi della Sorkin di raggiungere la vetta senza mai cadere. Per parafrasare Madaleine, Body of a Line "sembra una sinfonia che si muove nel nostro corpo".

SINOSSI – In questo documentario animato, Madaleine Sorkin intraprende un viaggio intimo e creativo per scalare la via su roccia sopra i 4000 metri più difficile del mondo: la Dunn-Westbay Direct sul Longs Peak (Neniisoteyou'u), in Colorado. Questo film, interamente girato in diretta, è un caleidoscopio di 7229 fotogrammi che unisce arte, musica e poesia. Un film di arrampicata unico nel suo genere.

GENZIANA D’ARGENTO MIGLIOR CORTOMETRAGGIO
Postcards from the Verge di Natalia Koniarz (Polonia/2023/40')

MOTIVAZIONE – La storia intima di due giovani filmaker viaggiatori. Durante la loro avventura attraverso le Ande incontrano molte difficoltà impreviste, dalla pandemia di Covid ai valichi di frontiera. In tempi incerti, la loro relazione raggiunge la maturazione nell’incontro con le difficoltà di vita che devono affrontare i residenti locali.

SINOSSI – Una giovane coppia polacca compie un lungo viaggio in bicicletta attraverso le Ande. Tra tempeste di fulmini, freddo intenso e l’incredibile impegno fisico, la difficoltà dell’impresa è evidente. Nonostante la crescente tensione tra i due, il viaggio diventa anche un modo per conoscersi meglio. Con riprese mozzafiato del deserto montano che si estende a perdita d’occhio, il film è una storia, visivamente straordinaria, di crescita e di consolidamento di una relazione nel bel mezzo di una crisi.

MENZIONE SPECIALE
Silent Panorama di Nicolas Piret (Belgio/2024/5')
PREMIO DELLA GIURIA
Diciassette di Thomas Horat (Svizzera/2023/17')
MOTIVAZIONE – La storia degli uomini, delle donne e la memoria dei luoghi armoniosamente si combinano nelle parole di Antonietta. I suoi ricordi ci riportano al momento in cui in Italia è stata necessaria una scelta. Diciassette ci dice come la scelta dell'antifascismo di una giovane partigiana abbia consapevolmente contribuito alla libertà delle generazioni che seguirono.

SINOSSI – Cibo, medicine, armi e munizioni. Durante la guerra, la giovane Antonietta trasportava tutto questo di notte in un pesante zaino per consegnarlo alla sua brigata partigiana in montagna, correndo grandi rischi. Antonietta decide finalmente di rompere il silenzio sulla sua attività di staffetta perché teme che i suoi ricordi della Resistenza possano morire con lei.

PALMARES RICONOSCIMENTI SPECIALI
Premio Amelia de Eccher – per Donne di Cinema e di Montagna
In memoria di Amelia de Eccher, per le donne, da entrambi i lati della cinepresa.
La giuria composta da Elena Goatelli, Ingrid Runggaldier e Linda Cottino ha attribuito il premio al film Postcards from the Verge di Natalia Koniarz (Polonia/2023/40')

MOTIVAZIONE – Dietro l'apparenza di una semplice avventura in bicicletta prende forma con delicatezza la storia di un ragazzo che fugge dal dolore del divorzio dei genitori in un viaggio nel remoto, sia paesaggistico che emotivo, insieme a quello che spera sarà l'amore della sua vita. Bellissima fotografia e grande capacità narrativa di una regista che con semplicità ed equilibrio ci coinvolge e ci trasporta in una poetica avventura alla ricerca del sé.

Premio Antropocene MUSE
Istituito dal MUSE - Museo delle Scienze. Il premio viene assegnato all'opera che meglio racconta il rapporto tra l'umanità e il resto del mondo naturale nell'epoca dell'Antropocene.
La giuria composta da Stefano Zecchi, Massimo Bernardi, Davide Dalpiaz, Alice Labor, Fabio Pupin e Luca Scoz ha deciso di attribuire il premio al film Death of a mountain di Nuno Escudeiro (Portogallo, Francia/2023/37')

MOTIVAZIONE – Mescolando filmati d'epoca e di attualità si crea una narrazione tra realtà e metafora che mostra il disincanto verso la montagna da parte della protagonista.
Da idilliaco luogo dei ricordi d'infanzia, la montagna diventa terra di confine e di conflitto, dove i problemi apparentemente lontani della globalità diventano drammaticamente vicini e tangibili, coinvolgendo inevitabilmente gli abitanti di questi luoghi.

Premio CinemAMoRE
Premio istituito dai tre Concorsi cinematografici di levatura internazionale (RAM Film Festival, Trento Film Festival e Religion Today Film Festival) destinato alla miglior opera della sezione Orizzonti Vicini: sezione non competitiva riservata ai film realizzati da autori nati o attivi in Trentino Alto-Adige, o prodotti da case di produzione o soggetti con sede in regione, o che hanno per oggetto luoghi, protagonisti e temi della regione.
La giuria composta da Andrea Morghen, Claudia Beretta e Michele Bellio ha deciso di assegnare il premio a Bambini di Frontiera di Manu Gerosa (Italia/2024/54')

MOTIVAZIONE – Protagonista muto del docufilm è l’istituto De Gasperi sul M.te Bondone, peculiare collegio per “orfani temporanei", che dal 1957 al 1996 ha ospitato i figli dei lavoratori italiani emigrati in Germania. Interviste e materiali d’archivio compongono, con la sensibilità propria del regista, un racconto di frontiera in cui si stratificano i diversi vissuti. Le voci dei bambini di allora, oggi donne e uomini, riportano in vita quel luogo ormai abbandonato che per un po’ hanno chiamato casa.

La giuria del premio ha deciso inoltre di assegnare una menzione speciale al film Stanze di Simona Palmieri (Italia/2024/20')
MOTIVAZIONE – Dimostrando già notevole capacità nel costruire e gestire la narrazione, la giovane regista, coadiuvata da un’equipe al femminile di grande sensibilità, delinea un racconto di marginalità che si trasforma in una sentita elegia della memoria e del prendersi cura. In filigrana la riflessione sul diritto all'abitare, descritta con uno stile originale che sfrutta sapientemente i ritmi del montaggio.

Premio Cinema per i Diritti Umani
Il premio è un'iniziativa congiunta della Fondazione Campana dei Caduti e Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani allo scopo di valorizzare l'opera che maggiormente sappia comunicare i valori fondanti le due istituzioni e sensibilizzare il pubblico sulle tematiche dei diritti umani, della pace, della sostenibilità e della conoscenza e il confronto dei popoli e delle culture.
La giuria composta da Marco Marsilli, Katia Malatesta, Morena Berti e Riccardo Santoni ha deciso di assegnare il premio al film Mrs. Iran's Husband di Marjan Khosravi Baledi (Iran/2023/27')

MOTIVAZIONE – Per la capacità di affrontare con durezza, ma con onestà e correttezza, il tema della discriminazione di genere, in una società con tratti ancora patriarcali, restituendo la complessità di una realtà che troppo spesso viene semplificata dai nostri media. Per l'intelligenza nell'affrontare con sensibilità il cambiamento culturale in atto in Iran, attraverso il linguaggio e la scenografia. Per il senso di speranza che trasmette evidenziando le differenze di atteggiamento che caratterizzano le due donne appartenenti a generazioni diverse.

Premio Città di Imola
Il Premio Città di Imola si propone di valorizzare l'opera cinematografica o documentaristica che maggiormente si è contraddistinta tra i candidati per qualità artistiche e tecniche nonchè per l'esaltazione dei valori fondanti del Cai, l'originalità del tema trattato e/o della storia narrata.
La giura composta da Tamara Lunger, Mauro Bartoli, Carlo Machirelli, Nicoletta Favaron e Giuseppe Favini ha attribuito il premio a Marmolada - Madre Roccia di Matteo Maggi, Cristiana Pecci (Italia/2024/76')

MOTIVAZIONE – È lo sguardo travolgente sulle vertiginose placche della parete sud della Marmolada ad ospitare la conquista di “Madre Roccia”, una via per lungo tempo irrisolta, unica e inaccessibile. Quattro forti alpinisti e quattro le generazioni a confronto, perfetta combinazione di tecnica, intuito, fantasia, talento e ironia. Oltre al puro e avvincente senso di avventura verticale, la pellicola evidenzia poi le gravi fragilità del nostro patrimonio naturale a causa dell’inesorabile cambiamento climatico, anche grazie alla testimonianza dai rifugisti della Val Ombretta, fondamentale presidio e memoria storica della Regina delle Dolomiti.

Premio Dolomiti Patrimonio Mondiale
Istituito dalla Fondazione Dolomiti UNESCO e dalla SAT Società Alpinisti Tridentini al miglior film che documenti la consapevolezza delle comunità rispetto agli eccezionali valori universali riconosciuti da UNESCO e la capacità di una conservazione attiva del territorio.
La giuria costituita da Mauro Pascolini, Maria Carla Failo e Massimiliano Corradini ha deciso di assegnare il premio al film Contadini di Confine / Grenzbauern di Michele Trentini (Italia/2024/72')

MOTIVAZIONE – Il filmato ripropone il tema della “resistenza” sulle terre alte, in questo caso basata su un allevamento portato avanti con sistemi tradizionali e una meccanizzazione ancora “a misura d’uomo”, che, grazie anche alla ricchezza del pascolo di montagna, consentono la produzione di un formaggio di pregio come il “Trentingrana”. Apprezzabile la scelta delle interviste fatte quasi sempre alla coppia. Da sottolineare infine il tema del confine che esiste politicamente, ma non nel sentire delle persone.

La giuria del premio ha deciso inoltre di assegnare una menzione speciale al film Bergfahrt di Dominique Margot (Svizzera/2023/97')
MOTIVAZIONE – Interessante chiave di lettura della montagna attraverso una serie di attori (alpinista, pastore, geologo, poeta…) che propongono un loro individuale approccio alla montagna e al domani dell’ambiente montano a fronte dei cambiamenti in corso, in particolare quello climatico, ma anche quello antropico.

Premio EUSALP. Quello che mi tiene qui
La strategia macroregionale EUSALP mira a mantenere i territori alpini regioni attraenti, innovative, competitive e sostenibili nel cuore d’Europa. L’attenzione è concentrata sulla crescita economica e l'innovazione, la mobilità e la connettività, così come l’inclusione, la protezione ambientale e l'energia. Anche le politiche del lavoro nell’area alpina volte a contrastare l’abbandono di queste zone da parte dei giovani sono temi cari alla Macroregione alpina. Il premio EUSALP è da attribuirsi, conformemente a quanto disposto dal Regolamento Iscrizione Film 2023, al soggetto che avrà saputo cogliere, con maggiore aderenza, lo spirito che supporta la Macroregione alpina, ovvero le tematiche quali la sostenibilità, l’inclusione, con particolare riferimento alle regioni che favoriscono la scelta del contesto alpino quale luogo di lavoro e di
vita.
La giuria composta da Simone Marchiori, Mauro Casotto, Barbara Centis, Luca Ferrario e Ileana Olivo ha attribuito il premio al film Velovelodico di Alessandro Anderloni (Italia/2024/70’)

MOTIVAZIONE – Per la capacità, attraverso un'innovativa costruzione del film, di saper valorizzare gli aspetti pregnanti e positivi del vivere in montagna e dello stare in comunità anche grazie all'importanza delle iniziative culturali e della collaborazione intergenerazionale. Velo Veronese diventa simbolo di tutte le comunità di montagna, soprattutto quelle fuori dai circuiti del turismo di massa, che, in epoca post-covid, possono diventare oggetti di interesse per qualità della vita e opportunità di chi cerca rifugio dal caos della città. Il film, secondo la giuria, ha il pregio di far rivivere, senza nostalgia, l'infanzia di chi è nato nei piccoli paesi alpini e, per chi invece è nato in città, di farne percepire con piacere e una punta di invidia la genuinità.

La giuria riconosce anche una menzione speciale a Contadini di Confine / Grenzbauern di Michele Trentini (Italia/2024/72')
MOTIVAZIONE – Per aver focalizzato l'attenzione su una delle attività tipiche della montagna che, ancora oggi, rappresenta un elemento fondamentale per la cura e la valorizzazione delle Alpi. Il film, inoltre, evidenzia come le politiche della montagna debbano avere una regia globale in grado di superare i confini così come da secoli fanno i pastori.

Premio Green Film
Istituito nel 2021 dall'Agenzia provinciale per la protezione dell'ambiente e dalla Trentino Film Commission, che dal 2016 collaborano nel progetto "Green Film" assegnando un marchio di qualità ambientale alle produzioni audiovisive che dimostrano di ridurre il loro impatto ambientale (www.green.film), il riconoscimento premia il film che esprima in maniera più efficace i valori e le pratiche della protezione e della sostenibilità ambientale, con particolare attenzione all'ambiente montano e ai cambiamenti climatici.
La giuria composta da Marco Niro, Lavinia Laiti e Linnea Marzagora ha attribuito il premio al film The Ice Builders di Francesco Clerici, Tommaso Barbaro (Italia/2024/15' )

MOTIVAZIONE – Raccontato in modo efficace e coinvolgente, sensibilizza su una particolare strategia di adattamento climatico dal basso, basata sulla conoscenza locale di una comunità montana che ha pienamente compreso la necessità di cambiare paradigma per aver vissuto le conseguenze della crisi climatica sulla propria pelle.

Una menzione speciale viene inoltre riservata al documentario Bergfahrt di Dominique Margot (Svizzera/2023/97')
MOTIVAZIONE – Uno sguardo a 360 gradi sulla montagna, su cosa è, cosa significa, come la stiamo trasformando e modificando. Un approccio olistico basato su sguardi diversi, scientifici, artistici, filosofici, esistenziali. Immagini suggestive, talvolta sorprendenti, per scoprire che la montagna vive. E dunque può anche morire.

Premio Mario Bello
Un film che rispecchi i valori e gli ideali del CAI e che rappresenti l'alpinismo nei suoi molteplici aspetti di avventura umana, culturale, tecnica, di rispetto dell'ambiente e di valorizzazione e promozione delle popolazioni che vivono nelle terre alte e delle loro culture e tradizioni. Istituito dal Centro di Cinematografia e Cineteca del CAI.
La giuria composta da Monica Brenga, Giovanni Pivetti e Angelo Schena ha deciso di attribuire il premio al film The Great White Whale di Michael Dillon (Australia/2023/104' )

MOTIVAZIONE – Chi non vorrebbe essere in una storia di un bardo? Chi non vorrebbe avere dei compagni che anche nelle tempeste degli elementi sanno essere solidali con ancora in tasca un sorriso? Chi non vorrebbe essere narrato in un film dove avventura, amicizia, desiderio di conoscenza si intrecciano con sapienza e anche leggerezza?

Premio Museo etnografico trentino San Michele
Il Premio Museo etnografico trentino San Michele è assegnato all'opera cinematografica iscritta al Trento Film Festival che con rigore documentario etno-antropologico meglio sappia rappresentare gli usi e i costumi delle genti di montagna.
La giuria composta da Ezio Amistadi, Luca Faoro e Armando Tomasi ha attribuito il premio a Velovelodico di Alessandro Anderloni (Italia/2024/70')

MOTIVAZIONE – “Inutile cercare, il tuo paese resta quello dell’infanzia”: questo l’emblematico esergo di Velovelodico, fil rouge che soggiace ai vissuti sapientemente narrati attraverso un dialogo profondo, intimo tra Anderloni e tredici voci che si intrecciano tessendo un velo. Velo che, sottile, accarezza le emozioni, le speranze, le esperienze forgiate dalla vita in montagna che si confronta tra passato, presente e futuro.

Premio RAI Trento
Al miglior documentario di attualità. Istituito dalla Sede Rai di Trento.
La giuria composta da Sergio Pezzola, Walter Perinelli e Stefano Uccia ha deciso di assegnare il riconoscimento al documentario Il Ritorno del Lupo di Niccolò Barca, Tommaso Merighi (Italia/2023/23')

MOTIVAZIONE – Nel documentario si raccontano con immagini originali e interviste, le vicende ambientali e sociologiche legate alla ricomparsa dei lupi sulle Alpi da dove erano scomparsi da quasi un secolo. Non tutti sono contenti e fra questi in particolare, quanti vivono e lavorano sui monti. Il racconto si avvale di un linguaggio semplice, immediato per descrivere un animale affascinante e la precaria convivenza con l’uomo in un ambiente sempre più antropizzato dove pascolano animali domestici. La vicenda si svolge per capitoli e si conclude con l’augurio che venga trovato il giusto equilibrio fra l’uomo e questo suo grande antagonista.

Premio Ritter – Emozioni in Montagna
Istituito da Ritter Sport nel 2023, il Premio vuole celebrare “l’emozione e la gioia di vivere la montagna, immersi nella natura. Il Premio viene assegnato all’opera che meglio sappia trasmettere questi sentimenti che solo l’ambiente montano sa regalare, unendo avventura, scoperta e spirito di condivisione”.
La giuria formata da composta da Fabio Pasini, Marika Ciaccia, Ludovica Basso - clorophilla, Marzia Bortolameotti, Silvia e Davide, Elena Marinoni e una rappresentanza del team Ritter Sport Italia ha assegnato il premio al film Keep it Burning di Guillaume Broust (Spagna, Pakistan/2024/32')

MOTIVAZIONE – Questo film sa mettere in scena la passione e lo spirito di avventura che guida Edu Marin, aiutato dal fratello Alex e dal padre Novato, nell’ascesa in libera dell’Eternal Flame, sullo sperone sud della “Nameless tower” in Pakistan. Una storia dove le difficoltà alpinistiche e le condizioni meteorologiche poco favorevoli mettono in luce un rapporto familiare basato sulla fiducia, il rispetto e l’amore. Emozionante ed avvincente anche per le affascinanti inquadrature in una delle catene montuose più spettacolari al mondo.

Premio Solidarietà Banca per il Trentino - Alto Adige
Istituito dalla Banca per il Trentino - Alto Adige all'opera che meglio sappia interpretare le situazioni di povertà, ingiustizia, emarginazione ed isolamento sociale che, nella solidarietà e nell'aiuto reciproco, possano trovare il loro riscatto, come avvenne alle origini del movimento cooperativo nelle vallate e nelle montagne del Trentino.
La giuria composta da Ermanno Villotti, Michele Goller e Andrea Schir ha deciso di assegnare il premio al film The Ice Builders di Francesco Clerici, Tommaso Barbaro (Italia/2024/15' )

MOTIVAZIONE – L'impegno degli abitanti del territorio dello Zanskar, assoggettati ai ghiacciai che forniscono loro acqua per coltivazioni ed allevamento, affrontano il cambiamento climatico e le esternalità negative della ricorrente siccità unendo le forze per costruire, con ingegno e paziente solidarietà, piccoli ghiacciai artificiali ad elimentare le falde acquifere, manifestando concretamente che cose ed esistenze sono interdipendenti e collegate.

Premio Studenti Università di Trento, Bolzano e Innsbruck
Istituito dalle Università di Trento, Bolzano e Innsbruck. Ad un’opera di particolare valore culturale realizzata da un autore di età inferiore ai 33 anni. Incentivazioni a giovani registi.
La giuria composta da Giovanni De Fazio, Matilde Calabri, Erika Luraschi (UniTn), Tino-Roberto Bros, Daniel Walcher, Matilde Baldassari (UniBz), Andreas Steuxner, Sasa Tomincic, Lena Westreicher (UniInnsbruck) ha deciso di assegnare il premio a Wheels On The Bus di Surya Shahi (Nepal/2022/15')

MOTIVAZIONE – Per la narrazione chiara e entusiasmante di tematiche delicate con cui il regista è riuscito a far immergere lo spettatore all’interno della storia. La giuria ha voluto premiare la sensibilità e la cura dell’immagine. La scelta delle inquadrature, del suono e del montaggio hanno contribuito a delineare una storia con personaggi dotati di spessore narrativo mantenendo un equilibrio tra profondità e leggerezza.

Una menzione speciale viene inoltre riservata a Piblokto di Anastasia Shubina, Timofey Glinin (Stati Uniti, Federazione Russa / 2023 / 38')
MOTIVAZIONE – Ha colpito la trasparenza delle immagini che non hanno lasciato modo di nascondersi dietro alla finzione, e la sospensione di giudizio di stampo verista/realista che confronta gli/le spettator* con crudi momenti di quotidianità.

Premio T4Future
Premio istituito nel 2022; la giuria è composta da studenti degli Istituti secondari di secondo grado del trentino per valutare le opere della sezione cinematografica T4Future.
La giuria formata da Viola Emilia Chiodelli, Sharoon John, Angelica Arcese, Tommaso Ferrari e Adele Lombardo ha assegnato il premio a Things Unheard Of di Ramazan Kiliç (Turchia/2023/15')

MOTIVAZIONE – È un film caratterizzato da un’estetica curata, bilanciata e piacevole per lo spettatore; La trama testimonia una cultura che ci è lontana, nonostante ciò veniamo immersi emotivamente in essa, il tutto con grande scorrevolezza e ottimo ritmo. Ci ha colpito l’utilizzo originale dell’elemento della TV, che da semplice oggetto di scena diventa strumento per trasmettere un messaggio molto profondo.
Ultimo aggiornamento: 04/05/2024 13:09:38
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