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Legambiente contro ipotesi intrusione Uranio in Val Vedello e Val Seriana

Depositate le osservazioni per contesti montani protetti da Rete Natura 2000

PIATEDA (Sondrio) - Legambiente Lombardia, in collaborazione con i circoli di Legambiente del territorio orobico bergamasco e valtellinese, ha depositato le proprie osservazioni sulla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) per l’istanza presentata dalla società Futuro Energetico Italiano S.r.l. al Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, relativa al territorio della Val Vedello in comune di Piateda (Sondrio).

Le osservazioni dell’associazione ambientalista approfondiscono le contraddizioni contenute nell’istanza esplorativa, la seconda dopo quella sottoposta dalla stessa società per analoghe esplorazioni nel territorio del Comune di Valgoglio (Bergamo). Le due istanze, unitamente ad una terza, che sarebbe in arrivo per l’area di spartiacque tra Val Vedello e Val Seriana, sono relative all’ambito minerario orobico e, secondo Legambiente, dovrebbero essere valutate congiuntamente tra loro, evitando l’effetto ‘spezzatino’ sulle valutazioni ambientali, inteso a rendere accettabile un boccone francamente indigesto. Nella foto, la Val Vedello e il Pizzo del Salto nel 2016 (ph. Daniela Marina / Wikipedia CC BY-SA 4.0).

Il proponente (una società-veicolo controllata da un gruppo con sede nel Regno Unito) vorrebbe avviare cantieri esplorativi molto invasivi in giacimenti profondi dei quali si sa ormai tutto da oltre quarant’anni: le concentrazioni di uranio presenti nella tenace roccia metamorfica sono talmente basse (ca. 0,1% o inferiore, per quanto riguarda i livelli di ossido di uranio nella massa del minerale escavato) da rendere non competitivo lo sfruttamento del giacimento, perché il costo di estrazione, trasporto e lavorazione del minerale ne supererebbe il valore di mercato attuale. Non si giustificano, dunque, i severi impatti ambientali che i cantieri esplorativi determinerebbero a carico dei due parchi regionali orobici.

“Le nuove prospezioni richieste per l’uranio delle Orobie rischiano di non aggiungere nulla a quanto è ormai noto da decenni, ovvero che la spesa non vale l’impresa,” afferma Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia. “Rischiano invece di compromettere la stabilità ecologica, la reputazione e l’attrattività del territorio di alta montagna, di assoluto valore, compreso tra il lago di Scais e lo spartiacque della Val Seriana. La transizione energetica non si fa volgendosi al passato, ma cercando opportunità di sviluppo credibili e compatibili con la tutela di ambiente e salute. In ciò che appare come una insulsa ‘corsa all’uranio’, che pare spinta più da interessi speculativi di gruppi esteri piuttosto che da un credibile piano di investimenti, il buon senso sembra scarseggiare.”

Legambiente contesta anche come l’istanza di ricerca mineraria sia del tutto sprovvista di indicazioni e programmi sulla fattibilità di un eventuale processo di lavorazione dei milioni di tonnellate di rocce estratte, che dopo il trattamento per estrarre l’uranio dovrebbero trovare, presumibilmente in Val Seriana, un sito di discarica in cui venire stoccati in sicurezza. Le osservazioni riscontrano come sia estremamente improbabile che la nuova esplorazione prevista da Futuro Energetico Italiano Srl porti a individuare una riserva di minerale di uranio maggiore delle 1.830 t già identificate da AGIP Nucleare con gli ingenti investimenti pubblici del tempo, delle quali 1.397 t giudicate realmente estraibili.

Un supplemento di indagini minerarie negli stessi cunicoli scavati da AGIP Nucleare negli anni Ottanta del Novecento non potrà determinare nuove risorse di minerale d’uranio nella roccia presente.
La motivazione del proponente, prosegue Legambiente Lombardia nelle osservazioni, pare quella di opzionare un giacimento per conseguire, a costo zero, eventuali futuri – quanto teorici – diritti esclusivi di sfruttamento. Si tratterebbe quindi di un interesse privato che, quand’anche fosse legittimo, non giustifica i rischi e i danni ambientali di un cantiere ad alta quota.

L’associazione chiede quindi al MASE di considerare l’opzione “zero”, confermando come non necessario né strategico il cantiere di ricerca nel cuore della montagna, visto che non potrebbe che confermare conoscenze disponibili in modo già dettagliato.

Camillo Mario Pessina nominato consulente da Reveille
Reveille, società attiva nell’esplorazione e nello sviluppo di progetti per l’uranio, con particolare focus sui principali giacimenti italiani, annuncia la nomina di Camillo Mario Pessina come consulente strategico per i progetti di esplorazione di Val Vedello (Sondrio) e Novazza (Bergamo). Le richieste per entrambi i permessi di esplorazione stanno attualmente seguendo l’iter di Valutazione di impatto ambientale (VIA).

Il dottor Pessina ha ricoperto il ruolo di responsabile della geologia del progetto uranifero di Val Vedello per AGIP e AGIP Nucleare negli anni '70 e ’80 pianificando i tracciati esplorativi e valutativi in sottosuolo e partecipando in prima persona alle attività di ricerca geomineraria condotte in passato nelle Orobie valtellinesi e bergamasche. La sua esperienza sarà preziosa per riesaminare i dati storici e valutare il potenziale geologico del sito attraverso le moderne tecnologie di esplorazione, anche in relazione a Novazza e al più ampio distretto uranifero delle Orobie.

Camillo Mario Pessina, consulente strategico geologico di Reveille, ha commentato: «Tornare a Val Vedello dopo quarant’anni ha per me un profondo significato professionale e personale. Sono lieto di mettere a disposizione di Reveille la mia esperienza per approfondire la conoscenza geologica del sito e riesaminare le informazioni storiche alla luce delle metodologie oggi disponibili. Le nuove attività esplorative possono contribuire a chiarire il reale potenziale del giacimento, rimasto solo parzialmente definito a seguito della sospensione dei lavori nel 1983, e a costruire una base di conoscenze aggiornata, documentata e verificabile.

Desidero, in particolare, contribuire affinché le comunità locali e la popolazione siano informate in modo chiaro, su tutte le nuove attività di ricerca mineraria, sui risultati e sulle problematiche che potranno emergere. Ritengo essenziale condividere non soltanto le conoscenze acquisite, ma anche le incertezze e gli aspetti che richiedono ulteriori approfondimenti, favorendo un confronto aperto con il territorio. È un lavoro che deve fondarsi sul rigore scientifico, sulla trasparenza e sull’ascolto, nel rispetto dell’ambiente, delle istituzioni e delle comunità locali».

Ippolito Ingo Cattaneo, Executive Director di Reveille, ha commentato: «Il dottor Pessina è, sotto molti aspetti, il padre del progetto Val Vedello. La sua conoscenza diretta del sito e delle attività storiche è per noi preziosa. Ritiene da tempo che alcune aree di interesse geologico già individuate meritino ulteriori approfondimenti: la campagna ci consentirà di verificarle con tecnologie e metodi moderni e di valutare se la mineralizzazione possa estendersi oltre le zone storicamente esplorate. L’attività sarà condotta nel rispetto delle prescrizioni ambientali e con l’obiettivo di ridurne al minimo l’impatto. Vogliamo raccogliere dati aggiornati e verificabili, anche sulle condizioni ambientali del sito, creando per la prima volta in epoca moderna un quadro di riferimento fondato su rilievi sul campo. Questi dati potranno contribuire a un confronto con le comunità locali basato su informazioni concrete. Reveille è una società a guida italiana, sostenuta da azionisti italiani con partecipazioni rilevanti, impegnata a definire il potenziale di giacimenti di grande valore strategico per l’Italia».
Ultimo aggiornamento: 04/11/2026 00:26

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