BRESCIA -
Confagricoltura Brescia esprime forte preoccupazione per i livelli estremamente bassi dei laghi bresciani, in particolare del
Sebino, in vista dell’avvio della stagione irrigua. Una situazione che, se non affrontata da subito, rischia di compromettere la disponibilità di acqua per l’agricoltura già nelle prime settimane.

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Ci troviamo a segnalare una situazione che vorremmo evitare – dichiara il presidente di Confagricoltura Brescia
Giovanni Garbelli –
. Il lago d’Iseo era stato lasciato, a fine stagione irrigua, a circa 50 centimetri, ora il livello idrometrico è intorno ai 7,3 centimetri, uno dei valori più bassi registrati negli ultimi anni. In pratica il lago è vuoto”.
In particolare sul Sebino, negli ultimi mesi sono state rilasciate quantità d’acqua superiori a quelle in ingresso, determinando un progressivo svuotamento dell’invaso proprio nel periodo in cui, storicamente, si dovrebbero accumulare le riserve per affrontare la stagione agricola. “
Crediamo che il lago debba essere restituiti agli usi agricoli almeno allo stesso livello in cui lo avevamo lasciato – prosegue Garbelli –.
Invece oggi ci ritroviamo con un bacino scarico.
È una situazione che genera grande preoccupazione, soprattutto perché negli ultimi cinque anni almeno una stagione ci ha già costretto a irrigazioni di emergenza già ad aprile. È a rischio anche la sicurezza e la balneabilità”.
Il timore è che l’acqua non sia sufficiente a garantire i fabbisogni delle colture. La gestione entrerà formalmente nella competenza agricola dall’uno aprile, mentre le prime necessità di irrigazione si registrano ormai stabilmente da maggio. «Non possiamo pensare d’iniziare la stagione con il lago a pochi centimetri – sottolinea Garbelli –. Il livello massimo del Sebino è fissato a 120 centimetri e a maggio dovremmo essere intorno almeno a cento per garantire un’ottimale distribuzione nei canali. Oggi siamo lontanissimi”.
La richiesta di Confagricoltura è di ridurre immediatamente i deflussi e riportare il più velocemente possibile il livello del lago almeno tra i 50-70 centimetri, così da costruire una riserva minima in vista della stagione agricola. Anche per questo, il presidente Garbelli ha già interessato del problema sia l’assessore all’Agricoltura Alessandro Beduschi sia quello all’Ambiente Giorgio Maione: “I laghi naturali sono i nostri principali bacini di accumulo: se partiamo con gli invasi vuoti diventa impossibile garantire l’acqua ai campi. Chiediamo un monitoraggio costante della situazione non solo sul lago d’Iseo, ma anche sugli altri bacini bresciani, auspicando che il tavolo regionale sulla gestione idrica, atteso a fine mese, possa individuare soluzioni rapide per ristabilire condizioni di sicurezza sia per l’agricoltura sia per l’equilibrio complessivo dei laghi”.