TRENTO - Le
imprese femminili attive in provincia di Trento al 31 dicembre scorso sono
8.692, il 18,6% del totale delle imprese nel nostro territorio, un dato in linea con quello registrato negli anni precedenti e in crescita di 41 unità rispetto al 2024.

A livello regionale, i dati delle due province risultano omogenei: in provincia di Bolzano, le imprese femminili attive rappresentano il 18,9% del totale. Questa tendenza è in linea con quella delle altre regioni del Nord, come il Veneto (20,8%) e la Lombardia (19,9%), e riflette una caratteristica strutturale del tessuto economico settentrionale, dove l’incidenza di imprese femminili è generalmente inferiore rispetto al Centro (24,1%) e al Sud Italia (24,2%).
Le imprese guidate da donne si concentrano soprattutto nel
settore dell’agricoltura con 1.872 posizioni attive (21,5% delle imprese femminili attive), seguito dal commercio con 1.530 (17,6%) e da “altri settori” (17,4%) con 1.512 (per lo più saloni di parrucchiere e centri estetici). Sono invece meno presenti nel settore dell’edilizia (231 unità, 2,7%) e nel manifatturiero dove si registrano 438 imprese attive (5,0%) per lo più impegnate nel comparto del tessile (articoli di maglieria) e alimentare.
Prendendo in esame l’andamento dei settori
si osserva che è il
commercio a registrare la maggiore flessione: rispetto al 2024 si contano infatti 72 imprese in meno, un dato che conferma la tendenza strutturale al calo degli ultimi anni e che interessa anche la componente non femminile delle imprese. Rispetto a 10 anni fa il commercio perde 374 imprese gestite da donne (-19,6%), per lo più negozi specializzati nella vendita al dettaglio di abbigliamento, calzature e alimentari.
Diverso l’andamento del settore dei servizi alle imprese, che in dieci anni ha registrato una crescita rilevante (+414 unità), da ricondurre alla maggiore dinamicità delle “attività professionali, scientifiche e tecniche” e delle “attività immobiliari”, comparti a prevalente partecipazione maschile, in cui le donne stanno progressivamente ampliando il proprio impegno.
Tra le caratteristiche del sistema imprenditoriale femminile emerge una significativa presenza di imprese giovanili e straniere. L’11,6% delle imprese femminili, infatti, è guidato da under 35 (1.006 imprese in valore assoluto), a fronte del 9,7% registrato sullo stock delle 46.826 imprese attive sul territorio provinciale. Le imprese straniere sono, invece, l’11,4% del totale delle imprese guidate da donne (994 unità) rispetto al 9,0% del totale complessivo.
Le imprese individuali rappresentano la forma giuridica più diffusa, con una quota del 66,3%. Crescono in modo significativo le società di capitali guidate da donne, aumentate del 49,2% rispetto al 2015 e oggi pari a 1.766 unità.
Nelle imprese femminili trovano impiego 27.585 addetti, di cui oltre il 30% nel settore turismo-ristorazione; seguono, con un certo distacco e la medesima percentuale, il commercio e la sanità (13,5%).
“L’analisi del tessuto imprenditoriale trentino – commenta Andrea De Zordo, Presidente della Camera di Commercio di Trento – conferma la centralità del ruolo delle donne nell’economia locale e l’aumento delle società di capitali tra le forme giuridiche adottate, che oggi rappresentano oltre un quarto delle imprese femminili in Trentino, sono un segnale che evidenzia un’evoluzione strutturale crescente verso forme organizzative più solide, competitive e in grado di confrontarsi anche con i mercati esteri”.
“I dati elaborati dall’Ufficio studi e ricerche della Camera di Commercio di Trento – sottolinea Helga Caldonazzi, Coordinatrice del Comitato per la promozione dell’imprenditoria femminile di Trento – sono positivi, ma se vogliamo promuovere in modo efficace l’imprenditoria femminile e fare in modo che sempre più donne decidano di mettersi in proprio e fare impresa, è fondamentale creare un ambiente che consenta loro di sviluppare appieno il proprio potenziale imprenditoriale. Le imprenditrici sollecitano infatti una maggiore attenzione alla conciliazione tra impegno professionale e vita familiare, che richiede politiche di supporto sempre più mirate e efficaci”.