RIVA DEL GARDA (Trento) -
Hospitality: turismo all’aria aperta oggi al centro di un
convegno a Riva del Garda. Nel 2025 l’occupazione media delle strutture
sale dal 56% al 63%, bene le prenotazioni per il 2026 Il Ciset: il margine operativo delle imprese trentine rivela grandi potenzialità di crescita

Le prime elaborazioni sui dati 2025 mostrano che in primavera-estate il tasso di occupazione media delle strutture in Trentino sale di oltre 7 punti percentuali rispetto al 2024. Nei campeggi dei laghi, da aprile a settembre la Germania rimane in testa fra i Paesi di provenienza dei turisti, con il 44,2% del totale, seguita a distanza dall’Italia, con il 25%, mentre cresce la Polonia, che passa dal 2,6% al 3%.
Ma la ‘classifica’ si inverte fra
Natale e Capodanno, se consideriamo tutti i campeggi e villaggi turistici del Trentino, con gli italiani che balzano in testa (75%) e i tedeschi che seguono a distanza (15% sul totale delle nazionalità di provenienza). Dai risultati emerge anche una crescita delle prenotazioni acquisite per il 2026, con l’occupazione media giornaliera dei capeggi e dei villaggi turistici che passa dal 27,9% al 29,7%. Sono i dati Faita Federcamping elaborati da Hbenchmark presentati ad Hospitality.
La
Federazione delle imprese del turismo all’aria aperta è presente al
Salone dell’Accoglienza di Riva del Garda con un proprio spazio e una serie di incontri sull’evoluzione del settore. Momento centrale è stato il convegno di oggi sulle sfide e le opportunità per l’ospitalità open air con relatori
Alberto Granzotto (nella foto sopra e in basso il talk all'inaugurazione), presidente di Faita Federcamping;
Fabio Poletti, presidente Faita Trentino;
Roberto Failoni, assessore al Turismo Provincia autonoma di Trento;
Valeria Minghetti del Ciset Ca’ Foscari;
Michele Andreaus dell’Università di Trento.
Il convegno prende spunto dalla ricerca condotta dal Ciset sui campeggi provinciali, per valutarne caratteristiche, modalità di gestione e organizzazione, livello di innovazione e capacità di investimento. Tra i principali elementi emersi, 8 imprese su 10 hanno puntato sulla riqualificazione digitale della struttura e 6 su 10 sul miglioramento dell’offerta ricettiva, ma l’eco-sostenibilità non è ancora al centro delle azioni degli operatori, così come gli investimenti per target di clientela (solo 3 imprese su 10).