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“Trentino, dove passano e nascono i campioni”, in mostra le foto di Remo Mosna

L'archivio personale del fotografo trentino esposte a Palazzo Trentini fino al 25 ottobre

TRENTO - In mostra a palazzo Trentini le foto di Remo Mosna nei suoi 80 anni "Da Hinault a Pogacar come non li avete ancora visti in bicicletta".
C’è Jacques Anquetil che passa da Levico con il Giro rosa del 1966. C’è un Ivan Basso versione 1993 tra i protagonisti della Coppa d’Oro giovanile. C’è Gianni Bugno che nel 1980 va a prendersi, ancora campione acerbo, la stessa Coppa a Borgo Valsugana (e poi rieccolo invece già campione affermato). Poi Felice Gimondi, Marco Pantani, Laurent Fignon (ricordate il fortissimo biondino con gli occhiali rotondi?). E Simoni, Valverde, Colbrelli, anche un Tadej Pogacar prima ragazzino sconosciuto alla Coppa d’Oro 2014, poi campionissimo ripreso sull’Alpe d’Huez durante il Tour di quest’anno. Naturalmente non può mancare Checco Moser e c'è pure un omaggio video al fratello più vecchio, Aldo. E' una mostra tutta da godere, quella inaugurata oggi pomeriggio, una sorta di appendice del grande Festival dello Sport di Trento e intitolata “Trentino, dove passano e nascono i campioni”.

Per l’edizione che annuncerà anche l’edizione trentina 2031 del mondiale dei mondiali delle due ruote, si tratta indubbiamente di una bella sorpresa, che viene appunto dalle proposte espositive di palazzo Trentini, sede del Consiglio provinciale. Si tratta di un omaggio agli 80 anni di ferro e all’archivio personale di Remo Mosna, visto che 60 anni di ciclismo vengono raccontati proprio attraverso l’obiettivo del decano dei fotografi trentini, già ciclista da ragazzo e poi dal 1969 fotoreporter con il flash privilegiato per la disciplina più amata.

La rassegna – aperta poi fino al 25 ottobre – espone dunque gli scatti del fotografo aldenese, che nel corso della sua lunga carriera ha seguito Giro d’Italia, Tour de France, Campionati del mondo e numerose competizioni nazionali e internazionali, collaborando anche con testate come La Gazzetta dello Sport e l’Adige.

La mostra – ha spiegato oggi il curatore, Alessandro de Bertolini della Fondazione Museo storico del Trentino - non propone soltanto una galleria di grandi protagonisti, ma anche i paesaggi, il pubblico, l’attesa e tutto ciò che vive intorno alla corsa. Il percorso di visita è articolato in tre sezioni: “Il Trentino e i teatri di gara”; “Il Trentino e i grandi campioni”; “Bernard Hinault”, quest’ultima con una decina di scatti tutti riferiti all’inimitabile carriera del grande transalpino classe 1954 (5 Tour, 3 Giri, 2 Vuelta, 1 campionato del mondo, 1 Parigi-Roubaix...), non a caso ospite da domani a Trento per il Festival dello Sport.

Nel suo complesso la mostra intreccia memoria, territorio e volti, restituendo l'immagine di un Trentino che è stato insieme luogo di passaggio, terreno di sfida e terra capace di far nascere grandi campioni. Nello sguardo di Mosna la fotografia sportiva supera così la dimensione della cronaca per diventare racconto e memoria collettiva. Ecco, questo è il punto: lo sport è una disciplina storiografica al pari delle altre ed è un fenomeno che si riverbera fuori dai campi da gioco. Ricordo che se c'è via Mantova a Trento è perché i velocipedisti irredentisti di inizio secolo vollero omaggiare gli amici lombardi giunti in comitiva fin nel capoluogo'.
Alessio Periotto (Designfabrik) firma lo studio grafico e il progetto di allestimento e Lorenzo Pevarello della Cineteca della Fondazione Museo storico del Trentino ha curato i contenuti della videoinstallazione. Il coordinamento è di Chiara Bertolini, capo di Gabinetto del Consiglio provinciale.

A tagliare idealmente il nastro oggi è stato il presidente Claudio Soini: "Domani inizia il Festival dello sport e noi ci pregiamo anche quest'anno di proporre una preapertura, un preambolo. Grazie per lo splendido lavoro che è stato fatto dentro il ciclopico archivio fotografico di Mosna, recuperando un lavoro che affonda gli inizi in un'altra epoca della professione. In mostra vedrete il Trentino, il suo territorio, i campioni in erba e poi nel momento della gloria. Penso alle famiglie e alle società ciclistiche che rendono possibile il grande movimento di questo sport anche in Trentino. Un applauso poi per Mosna e per il suo splendido compleanno, che rimanda al 1946, anno d'incredibile importanza anche per le istituzioni e la democrazia italiana".

Ha quindi portato un saluto il presidente del Museo storico in Trento, Luigi Blanco: "Grazie al presidente Soini per le tante proposte espositive che stanno animando la sede consiliare. Abbiamo realizzato tre mostre in una e fatto luce su un movimento sportivo popolare, assolutamente degno come evento sociale dell'attenzione della nostra istituzione scientifica".

A rappresentare il Festival dello Sport è arrivato l'ad di Trentino Marketing, Maurizio Rossini: 'E' una bella tradizione ormai partire da qui, da palazzo Trentini. Apriamo una nona edizione che porta in città 200 campioni e che domani servirà anche a lanciare l'organizzazione nel 2031 del mondiale dei mondiali in Trentino, quando ospiteremo le gare in 20 specialità delle due ruote per 20 giorni. Bella la sezione della mostra su Hinault, cercheremo di portarlo qui ad ammirare le foto che lo ritraggono in grandi momenti'.

Per la Federazione ciclistica italiana a palazzo Trentini era presente Renato Beber, presidente del comitato provinciale: "Grazie per questa proposta, perfetto pendant del Festival dello Sport, cui noi partecipiamo per quattro giorni con un camp promozionale in piazza Dante. Un saluto anche a Giorgia Nervo, campionessa italiana allieve che vedo qui nel pubblico'.

L’autore di questa antologia a due ruote, Remo Mosna, ha naturalmente apprezzato questo omaggio ai suoi splendidi 80 anni e raccontato la sua vita di fotografo-operaio, delle peripezie anche logistiche per seguire le corse e poi rientrare al lavoro in Trentino. All'inaugurazione, cui ha preso parte anche il consigliere provinciale Francesco Valduga, hanno parlato brevemente anche Paolo Appoloni (presidente della Fci di Bolzano), Paola Mora, presidente del Coni trentino ('auguri a Remo e ricordo che in quel suo 1946, di luglio, rinacque anche il Giro d'Italia dopo la guerra') e il campione Gilberto Simoni ('Sarebbe bello pescare nel grande archivio Mosna un percorso attraverso tutti i ciclisti trentini che lui certamente ha immortalato').

“Trentino, dove passano e nascono i campioni” apre a Palazzo Trentini, in via Manci 27 a Trento, dal 30 settembre al 25 ottobre, tutti i giorni dalle 10 alle 18. Ingresso libero
Ultimo aggiornamento: 30/09/2026 21:00

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