L'Agenda delle Valli

Trentino, Giorno del Ricordo: la scuola come presidio di verità

Inizio: 10/02/2026 dalle ore 12:00 - Fine: 10/02/2026 alle ore 13:00 IT

Nell’avvicinarsi del Giorno del Ricordo l’assessore provinciale all’istruzione Francesca Gerosa propone questa riflessione, che riportiamo qui di seguito. Il 10 febbraio è il giorno in cui l’Italia intera si ferma per riflettere su una delle pagine più dolorose e, per troppo tempo, strappate dal libro della nostra storia nazionale: la tragedia delle Foibe e l'esodo degli istriani, fiumani e dalmati. Come istituzioni e come educatori, abbiamo il dovere della memoria, ma ancor di più abbiamo bisogno del coraggio della verità. Il ricordo, da solo, rischia di sbiadire nella retorica se non si trasforma in insegnamento vivo. Per decenni, un silenzio colpevole ha avvolto la sorte di migliaia di italiani gettati nelle cavità carsiche e il dolore di chi ha dovuto abbandonare la propria casa, la propria terra e le proprie radici. Oggi che quel velo è stato finalmente squarciato, a noi spetta una missione ancora più grande: portare la verità tra i banchi di scuola, motivo per cui ho invitato tutte le scuole della Provincia a dedicare laboratori di riflessione e approfondimento che parlino direttamente alla sensibilità dei giovani. Nella foto: Francesca Gerosa [ Juliet Astafan_Archivio Ufficio Stampa PAT] Questa giornata non è solo una data commemorativa, ma una fondamentale occasione di crescita civica per i nostri giovani studenti. È cruciale che i ragazzi e le ragazze conoscano il dramma vissuto dai nostri connazionali: non solo la storia delle migliaia di vittime e delle centinaia di migliaia di esuli, che sono diventati cicatrici indelebili per la nostra storia nazionale, ma anche e soprattutto le lezioni di umanità, resilienza e consapevolezza storica che ne possiamo trarre. Consolidare e tramandare questa memoria è un atto che va oltre il semplice ricordo: è uno strumento attivo nella costruzione di una vera cultura della pace. In quest'ottica, costruire una memoria condivisa significa anche accettare le responsabilità e ripercorrere la storia affrontando con rispetto, approccio rigoroso e scientifico le vicende dolorose patite dalle popolazioni di queste terre. Questo approccio rigoroso è la chiave per formare una mentalità critica e matura nei nostri studenti, responsabilità di cui tutti noi dobbiamo farci carico. Mi rivolgo a voi, docenti: la scuola non deve avere paura della storia, anche quando questa è scomoda o dolorosa. È proprio nelle vostre aule che si formano le coscienze critiche dei cittadini di domani, ed è lì che dobbiamo portare la luce su questi eventi. Non esistono dolori giustificabili, non esistono martiri di serie A e di serie B. La storia d'Italia va raccontata tutta, nella sua interezza. E mi rivolgo a voi, ragazzi: vi guardiamo negli occhi per consegnarvi questo testimone. Conoscere quanto accaduto al confine orientale non serve a riaccendere antichi rancori, ma a garantire che l'odio non vinca mai più sull'identità di un popolo e sull'amore per la propria terra. Voi siete i custodi di questa eredità.

Ultimo aggiornamento: 09/02/2026 12:00:12