PONTE DI LEGNO (Brescia) - Chiesa parrocchiale di
Ponte di Legno strapiena per il concerto del
gruppo Estundiantina Reale “
La Napolitaine”, radicato in Belgio, con componenti che provengono anche da altri Paesi (Danimarca, Giappone, Inghilterra, Norvegia).

Uno straordinario successo ha caratterizzato la serata in ricordo di
Papa San Paolo VI, nel 48esimo anniversario della morte. Il concerto di
mandolini della
Estudiantina Reale “La Napolitaine” ha riscosso prolungati applausi ad ogni esecuzione e un'autentica ovazione alla fine, bis compreso, nella chiesa parrocchiale della Santissima Trinità, a Ponte di Legno, gremita da un pubblico attento e partecipe.
Quello del 6 agosto è diventato un appuntamento tradizionale per Ponte di Legno per ricordare Paolo VI, che in gioventù frequentava la località turistica dell'Alta Valle Camonica, alla quale è poi rimasto legato così come la sua famiglia. E non a caso, anche questa volta, era presente al concerto il nipote del Papa bresciano, Fausto Montini.
La
serata ricordo, organizzata da
MirellaCultura, Pro loco e Biblioteca Civica, da qualche anno è entrata a far parte del programma della rassegna “Una montagna di cultura...la cultura in montagna”: in questa circostanza ha aperto la fase immediatamente successiva a
PontedilegnoPoesia, che è stato l'evento inaugurale.
Per un appuntamento tradizionale è stato scelto un concerto un po' fuori dagli schemi, almeno come strumenti: l'Estudiantina Reale “La Napolitaine”, radicata in Belgio e diretta fin dal 1999 da Ralf Leenen, si basa su mandolino, mandola, mandoloncello, con accompagnamento di chitarra e contrabbasso, con musicisti provenienti da ogni parte del mondo (Giappone, Inghilterra, Finlandia, Norvegia, Danimarca oltre naturalmente a Belgio nella formazione presente a Ponte).
Ma c'è anche un po' di Italia: “La Napolitaine” suona principalmente su strumenti costruiti dal liutaio romano Luigi Embergher (1856-1943) e dai suoi successori.
Il concerto, come si diceva, ha riscosso un grande successo anche per la scelta di alcuni brani classici: Serenade “Eine Kleine Nachtmusik” K 525 di Mozart; “Concerto in Sol maggiore” per mandolino e estudiantina di Hummel; “Valse Triste” da Kuolema op.44 di Sibelius e l'Overture dal “Barbiere di Siviglia” di Rossini come conclusione. Ma prima di Rossini è stato eseguito l'Intermezzo “Mormorio del mare” di Simone Salvetti: un omaggio ad un compositore della Val Camonica, nato a Breno nel 1870 e morto a Darfo nel 1932, e che aveva dedicato gran parte della sua attenzione proprio al mandolino.
Dopo questa serata musicale dedicata a Paolo VI e prima di addentrarsi nel festival “Musica ad un passo dal cielo” (11-16 agosto), “Una montagna di cultura...la cultura in montagna” cambia decisamente prospettiva con tre serate in rapida successione, nella sala Paradiso del Centro Congressi Mirella, sempre ad ingresso libero: sabato 8 agosto si parlerà di sport con Filippo Grassia, giornalista-scrittore, opinionista e autore-conduttore della moviola alla radio, in un incontro dal titolo un po' provocatorio “E se l'intelligenza artificiale arbitrasse?” con attenzione a VAR e altre evoluzione tecnologiche. Domenica 9 torna don Marco Pozza con una serata intitolata “Resisto dunque sono-Se una sera io, te, Zanardi e Ungaretti”. Infine lunedì 10, notte di San Lorenzo, sarà la volta di Mirko Serri, manager-scrittore, che prenderà spunto dal suo libro “Imparare ad adattarsi” per una serie di riflessioni osservando il futuro. Titolo in linea con la data scelta: “La cultura è una stella cadente?”.
“Una montagna di cultura...la cultura in montagna” è realizzata con il contributo di Regione Lombardia e Comune di Ponte di Legno e il supporto della Comunità Montana di Valle Camonica, Valle Camonica servizi Vendite, Cassa Rurale Val di Sole, Rotary Club Lovere Iseo Breno.