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Falco pescatore salvato a Dro, dopo le cure torna in libertà

L’esemplare era stato consegnato al Cras di Trento lo scorso 12 maggio

DRO (Trento) - Un falco pescatore rimasto intrappolato nelle reti di una pescicoltura a Dro è tornato a volare dopo essere stato recuperato, curato e assistito dal Centro recupero animali Selvatici (Cras) di Trento. L’esemplare era stato consegnato al Centro lo scorso 12 maggio, dopo essere stato recuperato dagli agenti della Stazione forestale di Riva del Garda. Prima della liberazione, nella giornata di ieri, l’animale è stato inanellato dal personale del Muse di Trento: il marcaggio, effettuato mediante l’applicazione di un anello metallico alla zampa, consentirà, in caso di futuri avvistamenti, di raccogliere informazioni preziose sui sui suoi spostamenti.
Per il suo rilascio è stato scelto il biotopo Foci dell’Avisio, uno dei punti di passaggio lungo le rotte migratorie, così da permettergli di riprendere il proprio viaggio (foto credit archivio Cras).

Al momento del ricovero, gli accertamenti veterinari avevano evidenziato una lesione all’ala sinistra che ha richiesto cure immediate. La degenza al Centro è durata poco più di una settimana, un periodo necessario per consentire al rapace di seguire una terapia mirata e recuperare pienamente le energie. Durante il periodo di osservazione e cura, il personale specializzato ha seguito costantemente l’animale, garantendogli anche un’alimentazione basata sul suo cibo principale: il pesce.

Il falco pescatore è un rapace diurno altamente specializzato nella pesca. Vive in prossimità di laghi, fiumi e coste marine e cattura le proprie prede tuffandosi in acqua e afferrandole con i potenti artigli. Si tratta inoltre di una specie che in Trentino può essere osservata soprattutto durante i periodi di migrazione stagionale.
Tra le sue caratteristiche più sorprendenti c’è la capacità di tuffarsi completamente in acqua durante la caccia: è uno dei pochi rapaci a possedere questa abilità e può raggiungere velocità fino a 80 chilometri orari nel momento in cui colpisce la superficie dell’acqua.
Ultimo aggiornamento: 20/05/2026 21:37

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