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Scuola dell’infanzia, consegnata in Consiglio provinciale una nuova petizione

"Restituire identità e dignità alle insegnanti"

TRENTO - È stata consegnata oggi al presidente del Consiglio provinciale, Claudio Soini, una nuova petizione promossa da insegnanti della scuola dell’infanzia sul tema della riforma del sistema educativo integrato 0-6 anni e dell’organizzazione della scuola materna provinciale.

A rappresentare il gruppo promotore erano presenti Michela Lupi, referente della raccolta firme, insieme a Raffaella Fiorio e Roberta Casagrande. Le firme raccolte sono state 3.638.

Durante l’incontro, il presidente Soini ha spiegato l’iter che seguirà ora la petizione: una prima fase di istruttoria da parte del servizio legislativo del Consiglio provinciale, quindi l’assegnazione alla V Commissione competente, che potrà valutare eventuali audizioni delle promotrici e dei soggetti interessati.

Nel corso dell’incontro, Michela Lupi ha ricordato anche la mobilitazione degli ultimi anni sul tema della scuola dell’infanzia, ringraziando il presidente del Consiglio per aver consentito alle insegnanti di assistere alla seduta nella quale era stato discusso il disegno di legge di iniziativa popolare n.
41/XVII — relativo alla modifica dell’articolo 5 della legge provinciale sulle scuole dell’infanzia del 1977 — respinto dall’aula il 16 aprile scorso.

Lupi ha inoltre ripercorso le tappe della protesta: dalla petizione del 2023 contro il ddl Masè, sottoscritta da oltre 8 mila cittadini, alla successiva contrarietà al disegno di legge che ha allungato al mese di luglio l’apertura delle scuole, fino alla proposta di iniziativa popolare per il ripristino del calendario scolastico su dieci mesi.

“Abbiamo fatto questa petizione quasi invitate dall’assessore Gerosa, perché aveva detto che ormai non c’era più molto malcontento”, ha spiegato. “Come categoria abbiamo dimostrato senso civico e partecipazione che andrebbero, se non riconosciuti, almeno rispettati”, ha aggiunto la referente della petizione. “Vorremmo portare le nostre rimostranze anche a livello nazionale ed europeo. Riteniamo che la competenza primaria dovrebbe garantire qualcosa in più e non in meno ai propri dipendenti”.

Secondo le promotrici, la scuola dell’infanzia deve essere riconosciuta come “primo gradino del sistema scolastico” e non assimilata al segmento 0-3 anni: “Siamo a tutti gli effetti un corpo docente”.

Nel documento consegnato oggi, le insegnanti chiedono sostanzialmente la predisposizione di un nuovo disegno di legge “con punti definiti e formulazioni esplicite”.

La petizione insiste inoltre sulla necessità di un coordinamento pedagogico più chiaro ed efficace, con il coinvolgimento diretto delle insegnanti, sulla tutela degli aspetti organizzativi legati a orari, turni e calendario scolastico e su percorsi formativi qualificanti, svolti nel rispetto dell’autonomia professionale del personale docente. Le promotrici chiedono anche maggiore trasparenza e partecipazione ai tavoli tecnici e ai processi decisionali che riguardano la scuola dell’infanzia.

Nel testo della petizione viene inoltre ribadito il sostegno a un sistema integrato “0-10 anni”, nel quale però la scuola dell’infanzia, definita “l’anello di congiunzione” tra il nido 0-3 e il secondo segmento scolastico 6-10, mantenga un ruolo educativo autonomo e riconosciuto.

Il presidente Soini, dal canto suo, ha ricordato che il suo ruolo istituzionale non prevede valutazioni nel merito della petizione, limitandosi a garantire il corretto svolgimento dell’iter previsto dal regolamento consiliare.
Ultimo aggiornamento: 20/05/2026 21:31

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