TRENTO - A Rovereto e a Trento il
presidente Claudio Soini e la
vicepresidente Mariachiara Franzoia alle celebrazioni in memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata
Il

Consiglio provinciale ha preso parte alle celebrazioni del Giorno del Ricordo, rinnovando il proprio impegno istituzionale nel custodire la memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo forzato delle popolazioni istriane, fiumane e dalmate. Una ricorrenza che invita alla riflessione collettiva su una delle pagine più dolorose e complesse della storia del Novecento, nel segno del rispetto, della verità storica e della responsabilità civile.
In mattinata, a Rovereto, il presidente del Consiglio provinciale Claudio Soini ha partecipato alla deposizione della corona presso la lapide in Largo delle Foibe e alla Santa Messa in suffragio delle vittime celebrata nella Chiesa di Santa Caterina.
"Il Giorno del Ricordo è un momento di riflessione profonda per l’intero Paese. È l’occasione per rendere omaggio alle vittime delle foibe e all’esodo forzato degli istriani, fiumani e dalmati, una tragedia che ha segnato migliaia di vite e lasciato un segno doloroso nella storia nazionale. A ottant’anni di distanza, quelle vicende restano vicine alla nostra coscienza civile.
In una pagina storica complessa, che non può essere piegata a letture semplicistiche o strumentali, è doveroso riconoscere alcuni punti fermi: la violenza ideologica e il nazionalismo esasperato produssero persecuzioni, uccisioni e sofferenze che colpirono persone innocenti, colpevoli soltanto della propria identità o del desiderio di libertà".
Il presidente Soini ha inoltre ricordato il ruolo di accoglienza svolto dal Trentino: "La nostra comunità seppe aprire le proprie porte a molti profughi giuliano-dalmati, offrendo loro sostegno e una possibilità di ricostruzione dopo la perdita della propria terra. Un legame umano e civile che ancora oggi unisce il Trentino e la comunità giuliano-dalmata nel segno della memoria e della solidarietà".
Nel pomeriggio, a Trento, la vicepresidente del Consiglio provinciale Mariachiara Franzoia ha rappresentato l’istituzione alla deposizione della corona in Largo Pigarelli e alla commemorazione civile ospitata a Palazzo Geremia, dove erano presenti anche i consiglieri Eleonora Angeli, Mirko Bisesti, Michele Malfer, Chiara Maule, Francesca Parolari e Francesco Valduga.
"Per troppo tempo su queste tragedie è calato il silenzio – ha sottolineato la vicepresidente Franzoia – Il Giorno del Ricordo rappresenta un atto di giustizia verso le vittime e gli esuli, che restituisce dignità a una memoria a lungo rimossa. Ricordare non significa alimentare divisioni, ma assumersi la responsabilità della verità storica e del rispetto dovuto a chi ha sofferto".
"La memoria – ha concluso – deve essere feconda: deve tradursi in impegno contro l’odio, l’intolleranza e ogni forma di violenza. Onorare il Giorno del Ricordo significa riaffermare i valori della pace, dei diritti umani e della convivenza, affinché simili tragedie non trovino mai più spazio nel nostro presente e nel nostro futuro".