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Trento, Giornata dell’Unità nazionale e delle Forze armate in ricordo dei quattro militari morti in Bosnia

Onorificenze a Alberto Brolese, Fernando Guarino, Carmelo Ossana e Ettore Salfati (cavalieri) e Mario Matteotti (ufficiale)

TRENTO - In una piazza Santa Maria Maggiore gremita di gente e con rappresentanze di tutti i comparti delle Forze armate, della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza si è tenuta stamattina la solenne cerimonia per la Giornata dell’Unità nazionale e delle Forze armate.

Dopo un emozionante alzabandiera - accompagnato dall’Inno nazionale eseguito dal coro della polizia locale - è stato il tempo dei saluti istituzionali da parte del colonnello Marco Tempera (comandante del Comando militare dell’Esercito “Trentino Alto Adige”, ente territoriale creato nel 2025), della commissaria del Governo per la Provincia di Trento Isabella Fusiello, del sindaco di Trento Franco Ianeselli e del vicepresidente della Provincia autonoma di Trento Achille Spinelli.

Tutti hanno ricordato i sergenti Simone Ruggia e Claudio Marchesi, il tenente medico Franco Adriano Zecchillo e la sergente Laura Procacci, laureanda in medicina, che solo pochi giorni fa hanno perso la vita in un incidente in Bosnia, dove erano impegnati nell'ambito dell'operazione Eufor Althea.

Nel suo discorso il sindaco ha ricordato l’anniversario che ha dato origine alla festa: “Il 4 novembre 1918, esattamente 108 anni fa, entra in vigore l’armistizio che pone fine alle ostilità tra l’Italia e l’Impero austro-ungarico.
La memoria di quei fatti continua a interrogarci e a ricordarci le nostre responsabilità nei confronti del futuro. Mostrandoci le conseguenze funeste del nazionalismo, le tragedie di allora concorrono ancora oggi, per contrasto, a definire la nostra idea di patria e di unità nazionale. Noi oggi sappiamo che un Paese è unito quando le persone che lo abitano riconoscono di appartenere a una comunità di destino; quando i diritti di ciascuno sono una responsabilità di tutti; quando la libertà degli altri non limita la mia, ma contribuisce a renderla possibile. L’unità nazionale, dunque, non coincide con l’uniformità: una democrazia vive proprio perché al suo interno convivono idee e sensibilità diverse”. Da questo principio origina anche l’Autonomia del Trentino, che “non è dunque una negazione dell’unità nazionale, né un privilegio da contrapporre agli altri territori, ma la valorizzazione delle specificità e della tradizione di autogoverno della nostra comunità”.

È seguita poi la consegna delle onorificenze al merito della Repubblica italiana e da parte della commissaria Fusiello. Assieme al sindaco di Trento ha consegnato la benemerenza ai seguenti insigniti residenti in città: Alberto Brolese, Fernando Guarino, Carmelo Ossana e Ettore Salfati (cavalieri), Mario Matteotti (ufficiale). A seguire sono state consegnate le onorificenze ai residenti negli altri comuni della provincia, accompagnati dai loro sindaci, e le medaglie d’onore alle famiglie degli ex internati militari.

Oggi per tutta la giornata, in piazza Duomo, le Forze armate espongono mezzi e materiali in dotazione.
Ultimo aggiornamento: 04/11/2026 14:49

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