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Mercoledì 4 novembre 2026
Agricoltori, stop alle agevolazioni commerciali in Paesi con violazioni diritti
Stop alle agevolazioni commerciali per i prodotti importati da Paesi dove vengono violati i diritti fondamentali dei lavoratori, a partire dal riso proveniente da Myanmar e Cambogia, dove vengono usate anche sostanze vietate nella Ue che mettono a rischio la salute dei cittadini e i redditi degli agricoltori. È la richiesta contenuta in una lettera aperta sottoscritta da Coldiretti e Filiera Italia insieme a Effat, la Federazione europea dei sindacati dell'alimentazione, dell'agricoltura e del turismo, Farm Europe, Eat Europe e l'organizzazione agricola spagnola Asaja, in occasione del 25esimo anniversario dell'iniziativa europea Everything But Arms (EBA), che garantisce l'accesso preferenziale al mercato comunitario ai Paesi meno sviluppati.
Un'alleanza tra agricoltori e lavoratori europei per affermare il principio fondamentale che il commercio internazionale deve favorire lo sviluppo e combattere la povertà, non trasformarsi in uno strumento che premia lo sfruttamento del lavoro, anche minorile, e alimenta una concorrenza sleale ai danni delle imprese agricole europee, sottoposte a standard sociali, sanitari e ambientali sempre più rigorosi.
Emblematico, secondo Coldiretti, Filiera Italia e gli altri firmatari, il caso del riso proveniente da Myanmar e Cambogia, Paesi nei quali sono state documentate gravi violazioni dei diritti umani e che continuano a beneficiare di condizioni commerciali privilegiate per esportare nell'Unione europea. Una contraddizione, si legge, aggravata dalla mancanza di trasparenza sull'origine del prodotto per i consumatori.
Gli arrivi di riso cambogiano in Italia sono aumentati in quantità del 16% nei primi sette mesi del 2026, mentre quelli dal Myanmar sono cresciuti del 15% nello stesso periodo, rispetto a gennaio-luglio 2025, secondo l’analisi Coldiretti su dati Istat.
Le organizzazioni firmatarie chiedono alla Commissione europea di utilizzare pienamente gli strumenti previsti (Regolamento UE 2026/1395 applicabile dal 1 gennaio 2027) che consente di sospendere temporaneamente le preferenze tariffarie in presenza di gravi e sistematiche violazioni delle convenzioni internazionali e nei casi previsti di ricorso al lavoro minorile o forzato. L'Europa deve avviare tempestivamente le verifiche e, quando ricorrono le condizioni stabilite dalla normativa, attivare le procedure di sospensione delle agevolazioni, senza ulteriori rinvii.
A questo strumento si aggiunge il Regolamento europeo sul lavoro forzato per il quale è necessario preparare fin da subito un'efficace attuazione.
Non è accettabile che agli agricoltori italiani ed europei, sottolineano Coldiretti e Filiera Italia, vengano imposti obblighi sempre più stringenti mentre si garantiscono vantaggi commerciali a prodotti provenienti da Paesi nei quali non sono rispettati i diritti fondamentali dei lavoratori. La reciprocità delle regole deve diventare un requisito imprescindibile degli scambi commerciali, tanto più quando sono in gioco la dignità delle persone e i diritti umani come ribadito anche durante la mobilitazione di ieri a Bruxelles per protestare contro l'eliminazione della condizionalità sociale dalla prossima Pac.
La battaglia contro lo sfruttamento del lavoro, che Coldiretti porta avanti da anni anche in Italia attraverso il sostegno alla legislazione contro il caporalato e alla condizionalità sociale della Pac, deve valere anche alle frontiere europee. Non si può combattere lo sfruttamento all'interno dell'Unione e contemporaneamente rischiare di favorirlo attraverso le importazioni.
Per Coldiretti e le altre organizzazioni firmatarie, i 25 anni dell'iniziativa Everything But Arms devono segnare una svolta e il commercio deve creare opportunità, non premiare lo sfruttamento, garantendo il rispetto dei diritti umani, la dignità del lavoro e una concorrenza equa per le imprese agricole.
Ultimo aggiornamento:
04/11/2026 15:05