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Temù: mozione sulla Sosvav, maggioranza spaccata in Comune

lunedì, 3 maggio 2021

Temù – Scontro all’interno della maggioranza che guida il Comune di Temù (Brescia). La mozione di cinque consiglieri comunali di maggioranza sulla società So.Sv.A.V. (Società dello Sviluppo per l’Alta Valle Camonica) Srl relativa al mancato versamento di ICI o IMU al Comune di Temù ha fatto emergere alcune divergenze nel gruppo di maggioranza di “Insieme per Temù“, con cinque consiglieri a favore, il sindaco e altri tre consiglieri contrari. La minoranza “Autonomia e cambiamento” ha lasciato libertà di voto.

IL TESTO DELLA MOZIONE

“Premesso che la So.Sv.A.V è una società pubblica di cui il nostro Comune fa parte in qualità di socio, e si occupa della gestione della rete di teleriscaldamento nei Comuni di Ponte di Legno e Temù;

Considerato che riteniamo di dover prendere posizione circa la vertenza in corso (e mediaticamente esplosa) tra il Comune e la società pubblica Sosvav, rivendicando la positività del rapporto concessorio per come si è sviluppato nella prassi degli ultimi nove anni, rilevando come la concessione originariamente si fondasse su un profilo formale allo stato embrionale certamente meritevole di revisione da verificare in progress, non prossimo non sottolineare l’utilità della gestione e, quindi, auspicare il proseguo anche per i prossimi anni;
Contestato che il profilo formale originario prevedeva il riconoscimento di un free a favore del Comune da anni non richiesto dallo stesso onde consentire la tenuta economico-finanziaria di un’operazione che, altrimenti, sarebbe saltata con detrimento per la gestione di un più ampio dispendio economico a carico dell’utenza e pena di disservizio io; si ritiene che tale partita non si debba consumare in Aule giudiziarie ma tramite una rapida e nonaria rinegoziazione degli accordi originari;
Si propone di abbassare le armi ed iniziare a ragionare sulle prospettive di lungo termine, fondate sulla piena soddisfazione del servizio per come oggi gestito e sulla piena consapevolezza che le speciali circostante che ricorrono logisticamente sul territorio comunale impongono l’esigenza di non potere ragionevolmente assumere finalità speculative dei confronti del soggetto pubblico gestore che, infatti, non assume il lucro quale primo obiettivo, di talché non convinti gli scriventi che il lucro debba, di converso, diventar io per il Comune socio. Si ritiene, in definitiva, che un eventuale recesso del servizio della società concessionaria porrebbe in grave crisi la gestione di un servizio assai delicato, non solo nel breve periodo, ma pure nel lungo, dato che il ricorso al mercato profit rischia di condurre il Comune a ben più consistenti esborsi rispetto a quello sostenuti con l’attuale gestione per come sviluppatasi in prassi.
Dato il debito si propone quindi che assai rapidamente si dia corso alla rinegoziazione del rapporto concessorio, previa perizia tecnica che dimostri l’attuale produttività dell’impianto con rifacimento al Comune di Temù, le eventuali criticità economiche di mantenimento del servizio con contestuale accantonamento di un fondo di garanzia a favore della Società comprensivo di tutte le bollette che, ad oggi, risultano impagate a Suo favore e che sarà da svincolare ove la perizia dimostri quella che si teme, ossia la gestione in perdita del servizio con riferimento a Temù (conta, al contrario, la rimuneratività del servizio con riferimento a Ponte di Legno).

Il tutto auspicandosi che, nelle more, la Società mantenga la scontistica generale ad oggi applicata, la gestione della rete secondo gli standard ad oggi seguiti e l’impegno all’estensione della rete, ove ritenga opportuna, in completa e insindacabile autonomia”, i consiglieri comunali Attilio Maroni, Alberto Cattaneo, Paolo Zanini, Andrea Lamorgesa e Daniela Longhi.



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