SELVA DI VAL GARDENA (Bolzano) - Si è conclusa, dopo oltre 45 anni di servizio, la carriera del Luogotenente Carica Speciale
Vincenzo Casanova, entrato nell’Arma dei Carabinieri il 31 luglio 1980 e divenuto, nel tempo, una delle figure istituzionali più riconoscibili della Val Gardena.

Il 2 novembre 1992 ha assunto la guida della Stazione Carabinieri di Selva di Val Gardena, mantenendola ininterrottamente per oltre tre decenni. Una continuità che ha trasformato l’incarico in un presidio iconico e stabile, fino a rendere Casanova il “Comandante” nell’immaginario collettivo, identificato da generazioni di residenti e operatori come il volto stesso dell’Arma sul territorio.
La sua funzione ha travalicato il perimetro formale del ruolo: non soltanto responsabile del reparto, ma figura di garanzia, riferimento naturale nei momenti ordinari come nelle fasi più complesse.
Un punto fermo per cittadini e istituzioni locali, capace di interpretare le esigenze di una comunità ad alta vocazione turistica con equilibrio, pragmatismo e conoscenza profonda del contesto.
Nel servizio svolto in Italia ha operato costantemente sia sul fronte preventivo sia su quello investigativo, accompagnando nel tempo l’evoluzione del territorio e assicurando una presenza istituzionale credibile e costante.
Accanto all’attività svolta in patria, Casanova ha preso parte a missioni internazionali in Bosnia, Kosovo e Afghanistan, nell’ambito di operazioni NATO, ONU ed EUFOR. In tali scenari ha ricoperto incarichi di comando e addestramento, contribuendo alla formazione delle forze di polizia locali e operando in contesti multinazionali ad elevata complessità.
Il suo percorso è stato riconosciuto da numerose onorificenze e ricompense, tra cui la Croce d’Oro per anzianità di servizio, la Medaglia Mauriziana, il titolo di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, oltre a encomi ed elogi per attività operative di particolare rilievo.
Con il suo congedo si chiude una fase storica per Selva di Val Gardena. Non soltanto il termine di una carriera, ma la conclusione di una presenza che per oltre trent’anni ha incarnato continuità, affidabilità e autorevolezza dello Stato nella vita quotidiana della comunità.