ROVERETO (Trento) - È stato inaugurato, dal direttore generale dell’Azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino
Antonio Ferro, assieme al presidente della Provincia autonoma di Trento e all’assessore alla salute, il nuovo angiografo di Rovereto, acquistato con utilizzo di fondi Pnrr destinati al rinnovo delle grandi attrezzature.
L’apparecchiatura ha sostituito il precedente macchinario in dotazione all’Unità operativa dal 2007 e aggiornato nel 2012. L’installazione della nuova apparecchiatura è stata preceduta da un importante intervento di rinforzo strutturale e di rifacimento integrale della sala 1 del Laboratorio di emodinamica. I lavori, coordinati dal Dipartimento infrastrutture e realizzati con fondi Pnrr, iniziati il 26 giugno dello scorso anno e conclusi il 5 dicembre, hanno consentito l’adeguamento completo degli spazi che ospitano il nuovo angiografo, installato “a pavimento” in sostituzione del precedente modello a soffitto. Il primo intervento clinico con la nuova tecnologia è stato eseguito il 9 dicembre 2025. Prima di iniziare i lavori, è stata predisposta una piccola sala di backup per la cardiologia per minimizzare i disagi per i pazienti. L’investimento complessivo ha superato il milione di euro tra acquisizione della tecnologia (circa 500mila euro) e lavori (ulteriori 500 mila euro compresi costi di progettazione).

In apertura di incontro il direttore generale di Asuit ha sottolineato: «Prosegue il percorso di ammodernamento delle attrezzature in dotazione alle unità operative dell’Azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino. L’ultima attivazione in ordine di tempo è il nuovo angiografo digitale installato nella sala del Laboratorio di emodinamica di Rovereto. Si tratta di uno strumento all’avanguardia a disposizione dei professionisti della dell’Unità operativa di cardiologia, struttura che rappresenta un riferimento nel trattamento delle patologie cardiache, grazie all’elevata competenza del personale e alla forte integrazione multidisciplinare dell’équipe medica e delle professioni sanitarie».
L'assessore provinciale alla salute e politiche sociali ha messo in luce l'impegno dell'esecutivo, fin dalla scorsa legislatura, nel reperire risorse a servizio non solo sulle strutture della rete ospedaliera, ma anche sulla tecnologia. E' proprio questa a fare la differenza per i pazienti che sempre più devono poter contare su strumenti all'avanguardia per essere curati al meglio. E se le tecnologie sono importanti, la vera differenza la fanno le persone, i professionisti che ogni giorno garantiscono con impegno e dedizione un servizio essenziale ai cittadini. E in questo senso il Trentino è una realtà positiva, capace di offrire qualità e competenza.
Il presidente ha confermato la volontà della Giunta di continuare a investire nelle strutture sanitarie, nelle tecnologie e in una sanità sempre più moderna e vicina ai cittadini. Ha poi ricordato l'inaugurazione, avvenuta alcuni giorni fa, della Casa della Comunità di Rovereto, un passaggio importante per garantire un presidio della sanità territoriale.
Allo stesso tempo la Giunta sta ragionando su investimenti più rilevanti che riguardano l’ospedale: c’è un confronto aperto con il Comune, con risorse importanti in parte già stanziate. In questo ospedale opera una componente medica di grande valore e competenza, che rappresenta un punto di forza del territorio e che trova ogni giorno il riconoscimento e la soddisfazione dei cittadini.
Maurizio Del Greco, direttore dell’Unità operativa di cardiologia a indirizzo elettrofisiologia ha affermato: «Il nuovo angiografo risponde alle esigenze sempre più avanzate richieste per le moderne attività di cardiologia interventistica sia nel settore dell’emodinamica così come per quello dell’elettrofisiologia e dell’elettrostimolazione. Tra le sue caratteristiche principali vi è l’elevata qualità dell’imaging coronarico, resa possibile da sistemi di intelligenza artificiale, che permettono di ottenere immagini di altissimo livello riducendo al minimo la dose di radiazioni, caratteristica questa che tutela in modo significativo sia i pazienti sia gli operatori sanitari. La strumentazione consente fino a 50 profili di impostazione differenti, adattabili alle caratteristiche del singolo paziente (peso corporeo, conformazione toracica e altri parametri), ed è predisposta per applicazioni di realtà aumentata e ricostruzioni tridimensionali. In sintesi la nuova apparecchiatura angiografica consentirà un trattamento più efficace delle patologie cardiache con una minor esposizione radiologica».
Nell’Unità operativa di cardiologia di Rovereto ogni anno vengono ricoverati circa 2.000 pazienti e vengono svolte oltre 1.300 procedure di cardiologia interventistica. Le tachiaritmie vengono curate mediante ablazione transcatetere (circa 350 casi/anno), con utilizzo di radiofrequenza, crioablazione e, più recentemente, elettroporazione. Nel corso degli anni l’équipe ha sviluppato una consolidata esperienza con un approccio a “radiazioni zero”, elemento di particolare rilevanza per la salute di pazienti e operatori. Le forme bradiaritmiche vengono invece trattate attraverso impianti di device dedicati (circa 500 casi all’anno) in base alla patologia come pacemaker, defibrillatori impiantabili semplici e complessi, e loop recorder. Per i soggetti con scompenso cardiaco sono disponibili le più moderne e avanzate tecniche di pacing “fisiologico” (pacing del sistema di conduzione).
Gerardo Musuraca, responsabile del Laboratorio di emodinamica che ringraziando tutti coloro che hanno lavorato per arrivare a questo risultato in tempi brevissimi, tra cui l’Ingegneria clinica e il Dipartimento infrastrutture, ha sottolineato: «Nel Laboratorio di emodinamica sono effettuate procedure diagnostiche e interventistiche (circa 500 casi all’anno) con cateterismo cardiaco destro e sinistro, coronarografie diagnostiche e rivascolarizzazioni meccaniche mediante angioplastica coronarica percutanea. Grazie all’analisi quantitativa delle stenosi coronariche, il nuovo angiografo supporterà meglio il cardiologo nella scelta della strategia terapeutica più appropriata, personalizzata per ciascun paziente. Consentendo inoltre il trattamento delle arterie periferiche e delle cardiopatie strutturali, come la chiusura della pervietà del forame ovale e dei difetti interatriali».