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In Regione Lombardia discusse mozioni sulla sanità

Rispetto dell’obbligo di adesione al CUP unico regionale da parte delle strutture private accreditate

MILANO - La seduta pomeridiana del Consiglio regionale Lombardo è dedicata alla discussione di alcune mozioni, oltre alle mozioni sulla “crisi del latte”.

Monitoraggio delle Breast Unit e dell’applicazione dei PDTA oncologici in Regione Lombardia
Approvata la mozione presentata da Gigliola Spelzini (Lega), che impegna la Giunta ad attivare un monitoraggio puntuale e periodico delle attività delle Breast Unit afferenti alla rete oncologica lombarda, con particolare attenzione alla concreta applicazione dei PDTA (percorsi diagnostici terapeutici assistenziali) e a trasmettere alla Commissione consiliare competente una relazione contenente i risultati e le eventuali criticità emerse.

Gigliola Spelzini ha ricordato che le Breast Unit sono un modello di assistenza mirato alla diagnosi, cura e riabilitazione psicofisica delle donne affette da carcinoma mammario fondato sull’approccio multidisciplinare e sulla centralità della persona e che i PDTA rappresentano strumenti fondamentali per garantire uniformità di trattamento, equità di accesso e continuità assistenziale su tutto il territorio regionale.

Durante il suo intervento ha inoltre rimarcato il ruolo importantissimo dell’Intergruppo regionale attivo da tre legislature e che coinvolge una rappresentanza bipartisan di consiglieri regionali e un gruppo significativo di associazioni di pazienti.

Con questo documento – ha detto Spelzini – desideriamo garantire un costante raccordo tra la programmazione regionale e l’attività di controllo del Consiglio. Un monitoraggio puntuale e periodico è utile e necessario per garantire la migliore cura al paziente in termini di uniformità, equità e continuità assistenziale”.
Giulio Gallera (Forza Italia) ha elogiato gli sforzi dell’Intergruppo e ha ricordato che la Lombardia è stata la prima a introdurre le Breast Unit.

Parole di apprezzamento sono arrivate anche da Paola Pizzighini (M5Stelle) e Carlo Borghetti (PD).

Per la Presidente della Commissione Sanità Patrizia Baffi (FdI) “Ricerca, prevenzione e l’istituzione delle Breast Unit ci hanno fatto fare notevoli passi avanti.
Le verifiche e i controlli richiesti da questa mozione non possono che farci ottenere ulteriori risultati”.

A dichiarare il loro voto favorevole sono intervenuti anche Nicholas Gallizzi (Noi Moderati), Silvia Scurati (Lega), Anna Villa (FdI) e, per la Giunta, il Sottosegretario all'Autonomia Mauro Piazza.

Rispetto dell’obbligo di adesione al CUP unico regionale da parte delle strutture private accreditate
Prevedere che entro il 30 giugno 2026 tutte le strutture private accreditate a contratto formalizzino espressamente la propria adesione al CUP unico regionale e stabilire che tale adempimento costituisca requisito obbligatorio ed essenziale ai fini della permanenza nel sistema di accreditamento e per la prosecuzione del rapporto contrattuale con il Servizio sanitario regionale.

È stata respinta la mozione presentata da Carlo Borghetti (PD), che nel suo intervento ha ricordato una delibera del 2016 che stabilisce che tutte le attività ambulatoriali pubbliche e private debbano essere prenotabili tramite call center regionale, con accesso per i cittadini a tutte le agende sia per le prestazioni ambulatoriali sia per quelle chirurgiche, pena la decadenza del contratto per le strutture che non si adeguino.

A oggi, dopo quasi 10 anni – ha sottolineato il Consigliere - manca una piena adesione al Cup e c’è una certa resistenza delle strutture private. “Non siamo contrari alle strutture private – ha spiegato Borghetti - ma siamo a favore della parità dei diritti e del rispetto delle norme. Il CUP unico regionale costituisce un’infrastruttura strategica per garantire trasparenza nel governo delle liste di attesa e la piena adesione di tutte le strutture rappresenta una condizione essenziale per assicurare parità di trattamento tra i cittadini e di controllo pubblico sull’offerta sanitaria”.

C’è scarso interesse su questo tema e su quello del contenimento delle attese” ha detto Gianmario Fragomeli (PD), che ha sottolineato che “solo il 4,4% delle prestazioni sono quelle che i cittadini hanno potuto prenotare nelle strutture private tramite il nuovo sistema regionale”.

Per Nicola Di Marco (M5Stelle) “la situazione è scandalosa e introduce un sistema di selezione sociale. Non è possibile che nella regione dell’eccellenza si aspettino 10 anni per mettere a punto il CUP”.

Per Giulio Gallera (Forza Italia) sbaglia l’opposizione a trattare il privato come “la parte cattiva”: il privato svolge un ruolo fondamentale – ha sottolineato - e non sarebbe sostituibile. Nel dibattito sono intervenuti anche Onorio Rosati (AVS), Lisa Noja (Italia Viva), Michela Palestra (Patto Civico), Pierfrancesco Majorino (PD) e, per la Giunta, il Sottosegretario all'Autonomia Mauro Piazza.
Ultimo aggiornamento: 14/04/2026 20:53:22

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