BRESCIA - Misure urgenti per garantire un
prezzo equo del latte e interventi strutturali capaci di
riequilibrare i rapporti di forza nella filiera e garantire
maggiore trasparenza nella formazione e nei controlli dei prezzi. La crisi del
comparto lattiero-caseario lombardo approda in Consiglio regionale con l’approvazione di
quattro mozioni: tre di maggioranza
, presentate da
Giovanni Malanchini (Lega),
Ivan Rota (Forza Italia)
Marcello Ventura (Fratelli d’Italia) e una di minoranza, proposta da
Marco Carra (PD).

Il documento presentato da
Giovanni Malanchini impegna Regione Lombardia a promuovere presso il Ministero dell’Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste l’apertura di un
tavolo nazionale che coinvolga tutta la filiera, inclusa la grande distribuzione,
per individuare misure di emergenza concrete per garantire i contratti del secondo trimestre e strumenti che garantiscano un
prezzo del latte equo e sostenibile, allineato ai costi di produzione delle aziende.
Tra le proposte anche interventi a livello europeo, nel Consiglio Agrifish, come
fondi di sostegno agli allevatori,
incentivi alla riduzione volontaria della produzione;
strumenti per stabilizzare il mercato; la
revisione delle norme che consentono che le cagliate lavorate (o industriali) arrivino in Italia per essere trasformate in mozzarelle, formaggi a pasta filata e altri prodotti; la
non attuazione del divieto di uso di fitofarmaci perché la loro eliminazione senza soluzioni concrete danneggerebbe la produzione agricola; la
sospensione immediata del meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM) per i fertilizzanti per evitare ulteriori rincari.
“
Con questa mozione abbiamo voluto accendere i riflettori sul crollo dei prezzi del latte alla stalla e sulle difficoltà crescenti degli allevatori che denunciano una situazione ormai critica: i prezzi riconosciuti agli allevatori risultano inferiori ai costi di produzione, mentre i prezzi al consumo restano sostanzialmente invariati. È, infatti, urgente intervenire subito per ristabilire condizioni di equità nel comparto lattiero-caseario e tutelare il reddito degli allevatori lombardi, che oggi lavorano spesso in perdita – sottolinea
Giovanni Malanchini –.
Servono trasparenza nei prezzi, revisione dei margini, accordi di filiera regionali che valorizzino il latte lombardo e un impegno concreto delle istituzioni, a partire dall’Europa, per evitare che questa crisi diventi strutturale e comprometta un settore strategico per il nostro territorio”.
La mozione con primo firmatario
Ivan Rota sottolinea come la crisi non riguardi solo il
reddito degli allevatori, ma coinvolga l’intero sistema produttivo, con possibili ricadute sulla
sicurezza alimentare, sulla
tenuta delle aree rurali e sulla
qualità delle produzioni. Tra le proposte avanzate figurano l’attivazione di un
tavolo regionale permanente con tutti gli attori coinvolti; il
rafforzamento dei controlli sulle pratiche commerciali sleali; l’introduzione di
strumenti di trasparenza economica; il
sostegno a politiche nazionali ed europee per tutelare il comparto, il
rafforzamento degli obblighi di tracciabilità̀ e di indicazione dell’origine del latte e dei prodotti lattiero-caseari; la promozione, in sede europea e nazionale, del
principio di reciprocità̀ effettiva negli standard sanitari, ambientali, sociali e produttivi applicabili ai prodotti lattiero caseari importati; l’attivazione, presso il Governo, di un
Osservatorio permanente nazionale sui costi di produzione del latte.
“
Di fronte a una evidente distorsione del mercato serve un cambio di passo – evidenzia
Barabara Mazzali (Forza Italia) che ha presentato la Mozione in Aula -.
È necessario intervenire con decisione sulle regole di formazione del prezzo per ristabilire condizioni eque lungo tutta la filiera e garantire un reddito dignitoso agli allevatori. La Lombardia non può permettersi di perdere un patrimonio produttivo e occupazionale così strategico: serve una strategia condivisa che punti su trasparenza, qualità e valorizzazione del latte italiano. L’obiettivo di questa mozione è duplice: affrontare l’emergenza e costruire le basi per una filiera più equa, competitiva e sostenibile nel lungo periodo”.
Il documento predentato da
Marcello Ventura (Fratelli d’Italia) chiede il
rafforzamento dei controlli sui prodotti in ingresso per garantire standard qualitativi e sanitari,
la promozione di politiche europee più efficaci a tutela del settore e
il
sostegno al monitoraggio dei prezzi attraverso l’Osservatorio Latte di SMEA (l’Alta Scuola di Management ed Economia Agro-alimentare dell’Università Cattolica del Sacro Cuore), “così da garantire che alla produzione sia riconosciuto il giusto valore di mercato – ha precisato
Marcello Ventura -.
“Il settore lattiero-caseario lombardo è il motore dell'agroalimentare nazionale e merita tutele concrete contro le oscillazioni dei prezzi – spiega -.
L'approvazione di oggi impegna la Regione a monitorare il rispetto degli accordi sul prezzo alla stalla e a intensificare la vigilanza sui prodotti che arrivano dall'estero. Questo provvedimento risponde alle richieste del territorio, puntando su controlli rigorosi e su un'equa distribuzione del valore lungo tutta la filiera, puntando su qualità, trasparenza e sostenibilità".
La mozione sottolinea l’importanza dell’accordo recentemente raggiunto al tavolo del latte sul prezzo alla stalla, considerato un passo avanti verso una maggiore stabilità del comparto e richiama il ruolo delle istituzioni nazionali ed europee, evidenziando le misure già adottate per sostenere la filiera, tra cui strumenti straordinari come la riserva di crisi. Tuttavia, permangono squilibri nella distribuzione del valore lungo la filiera, con il rischio di penalizzare proprio gli operatori più esposti.
L’Aula ha approvato anche la mozione presentata da Marco Carra (PD) con cui si chiedeva l’istituzione a livello europeo di una Organizzazione Comune di Mercato (OCM) per stabilizzare il mercato del latte con l’obiettivo di costruire un sistema più equilibrato, competitivo e sostenibile per il futuro del comparto lattiero-caseario lombardo.
Tra le richieste alla Giunta regionale figuravano, inoltre, l’attivazione di misure di sostegno economico, il rafforzamento della trasparenza nella formazione dei prezzi, il coinvolgimento della grande distribuzione e la promozione di accordi di filiera.
“Di fronte alla crisi del comparto lattiero-caseario è necessaria una unità forte del Consiglio regionale – ha sottolineato Marco Carra -. Dobbiamo lavorare insieme per uscire da soluzioni di emergenza e dare una prospettiva alla crisi del settore: la richiesta di una OCM, come già accaduto in altri settori, è la risposta a questa necessità”.
Il comparto lattiero-caseario lombardo è uno dei settori chiave dell’economia agroalimentare. La regione, che da sola rappresenta oltre il 40% della produzione nazionale di latte, si trova oggi a fronteggiare una fase di forte instabilità, segnata dal crollo dei prezzi riconosciuti agli allevatori e da una crescente pressione competitiva.
All'ultima convocazione del Tavolo del latte le associazioni della filiera lattiero-casearia nazionale hanno rinnovato l’intesa sul prezzo del latte alla stalla per i mesi di aprile, maggio e giugno 2026, concordando un prezzo di 47 centesimi di euro, inferiore ai 54-52 centesimi di euro previsti nel trimestre precedente.
Ancora più marcato il calo del latte spot (il latte crudo sfuso, venduto a un prezzo che segue le regole della domanda e dell’offerta giorno per giorno), precipitato sotto i 21 centesimi al litro a marzo, oltre il 50% in meno rispetto all’anno precedente.
A pesare sul settore sono diversi fattori: la sovrapproduzione europea, il calo della domanda interna e l’aumento delle importazioni di latte estero a basso costo. Condizioni che, insieme alla volatilità del mercato spot, stanno mettendo in difficoltà un numero crescente di imprese, molte delle quali operano ormai in perdita.
Nel corso del dibattito in Aula sono intervenuti i Consiglieri regionali Nicolas Gallizzi (Noi Moderati), che ha affermato come “oggi il prezzo del latte ha raggiunto punte minime che non coprono neppure i costi medi di produzione, mentre i prezzi al consumo restano stabili o aumentano, provocando una grave asimmetria Difendere il settore agricolo significa difendere la sovranità alimentare del Paese, il presidio del territorio e migliaia di posti di lavoro”; Michela Palestra (Patto Civico) ha sostenuto che “le mozioni contengono soprattutto misure emergenziali, mentre di fronte alla complessità della crisi del comparto serve un approccio scientifico e strutturale”; Paola Pollini (Movimento 5 Stelle) che ha sottolineato che “le proposte protezioniste sono inefficaci perché non incidono sulle cause reali della crisi del comparto e sono incompatibili con il quadro normativo europeo. Il nodo del problema è la sovraproduzione: servono strumenti per incentivare gli allevatori a ridurre i volumi”; Matteo Piloni (PD) ha lanciato un appello al Consiglio regionale per dare “un messaggio unitario al settore lattiero caseario. Abbiamo il dovere di avanzare proposte concrete perché posizioni diverse, soprattutto in Europa, non aiutano il settore agricolo”; Ivan Rota (Forza Italia) ha sottolineato la necessità di non affrontare la crisi del settore agricolo lombardo “con misure di emergenza, ma con interventi strutturali capaci di riequilibrare i rapporti di forza nella filiera e garantire maggiore trasparenza nella formazione dei prezzi”.
L’Assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste Alessandro Beduschi ha definito il settore lattiero caseario lombardo “identitario e strategico per la nostra Regione. Pur non potendo vincolare per legge il prezzo del latte ai costi di produzione, queste mozioni avanzano proposte concrete per rispondere alla crisi del comparto e sostenere gli agricoltori”.