MILANO - Regione Lombardia sostiene la candidatura della Valle Camonica a Capitale della Cultura: sono state presentate, discusse e approvate due mozioni bipartisan: una a firma
Diego Invernici (FdI) e l’altra di
Massimo Vizzardi (Misto). Entrambi i documenti, che condividono obiettivi e ambizioni, chiedono in sostanza di attivare forme di collaborazione istituzionale con la Comunità Montana della Valle Camonica, i Comuni e la Provincia di Brescia e di sostenere e promuovere iniziative regionali in occasione del cinquantesimo anniversario del Sito Unesco.

Nelle incisioni rupestri è scritto il futuro della Valcamonica: con l’approvazione della mozione a firma del consigliere regionale di Fratelli d'Italia
Diego Invernici, l'Aula mette il sigillo sulla corsa della Valle a Capitale Italiana della Cultura 2029. Un passaggio decisivo che trasforma il giubileo del riconoscimento Unesco in un laboratorio di innovazione territoriale pronto a fare scuola in tutta Italia. Per la Giunta è intervenuta
Francesca Caruso, assessore alla Cultura, che ha elogiato la condivisione dell’aula al progetto e ha ribadito il pieno sostegno di Regione Lombardia, che da tempo sta investendo per la valorizzazione e la promozione del territorio camuno.
"O
ggi la Lombardia sceglie di investire su un modello di coesione territoriale senza precedenti", dichiara con soddisfazione
Invernici. "
Quaranta comuni che si presentano come un corpo unico rappresentano la prova che l'identità culturale è il vero collante delle nostre montagne. Questa non è solo una celebrazione del primo sito Unesco d'Italia nel suo cinquantesimo anniversario, ma una vittoria politica che riconosce alla Valle la maturità istituzionale necessaria per parlare all'intero Paese".
La mozione approvata si distingue per una solidità amministrativa che va oltre la promozione turistica. Il testo blinda la candidatura all'interno della Strategia Nazionale per le Aree Interne (Snai) e del riordino delle autonomie montane, richiamando esplicitamente il Codice dei Beni culturali e le convenzioni internazionali.
"
Abbiamo definito un percorso legislativo certo", prosegue Invernici.
"Puntiamo a un cambio di paradigma economico: vogliamo trasformare il patrimonio millenario in occupazione reale per i giovani, attraverso la digitalizzazione dei beni culturali e un’accoglienza evoluta capace di destagionalizzare i flussi. La Valle Camonica non è una periferia da assistere, ma un polo identitario che la Regione riconosce oggi come progetto strategico prioritario".
Con il voto del Consiglio, il percorso verso il 2029 subisce un'accelerazione decisiva. La mozione impegna formalmente la Giunta a sostenere la candidatura presso il Ministero della Cultura e a valorizzare la Riserva della
Biosfera Unesco Valle Camonica – Alto Sebino.
Una sinergia collaudata tra Comuni, Comunità Montana, Provincia e Regione che garantisce alla Valle dei Segni il giusto rilievo nazionale attraverso strumenti legislativi e politici concreti.
L’Assessore regionale all'Ambiente e Clima, Giorgio Maione, ha commentato con favore l'approvazione del documento: "Il Consiglio Regionale della Lombardia ha approvato all’unanimità la mozione che impegna ufficialmente la Giunta a sostenere la candidatura della Valcamonica a Capitale Italiana della Cultura per l’anno 2029".
“Il sostegno espresso dal Consiglio regionale della Lombardia rappresenta un segnale chiaro e importante per la candidatura della Valle Camonica a Capitale Italiana della Cultura nel cinquantesimo anniversario del primo sito UNESCO italiano. È un riconoscimento al valore di un territorio di montagna che da sempre vive di cultura: dalle incisioni rupestri alle testimonianze romane, dai borghi ai cicli pittorici del Romanino che hanno segnato in modo indelebile l’identità della valle.
La scelta di sostenere una capitale diffusa valorizza un modello che mette al centro comunità, paesaggi e patrimoni diversi, unendo in un’unica visione i quaranta comuni della valle. È un incoraggiamento a proseguire un percorso che trasforma la storia millenaria della Valle Camonica in una piattaforma contemporanea di cultura, innovazione e coesione territoriale.”
Il via libera del Consiglio regionale alla mozione che sostiene la candidatura della Valle Camonica a Capitale italiana della Cultura 2029 è "un passaggio importante per il futuro del territorio”. Lo dichiarano i consiglieri regionali della Lega Floriano Massardi e Davide Caparini.
“La candidatura rappresenta un’opportunità concreta per valorizzare il patrimonio culturale e ambientale della Valle, trasformandolo in leva di sviluppo economico, turistico e occupazionale”. “La mozione impegna Regione Lombardia a sostenere questo percorso e a rafforzare il coordinamento tra enti locali e istituzioni”.
“Una sfida strategica – concludono – per rendere la cultura motore di crescita e dare nuove opportunità a tutto il territorio bresciano”.
Il Vice Presidente del Consiglio Emilio Del Bono (PD) ha dato pieno sostegno ai documenti, sottolineando come esperienze precedenti di candidature abbiano lasciato in eredità rapporti solidi tra le comunità e modelli organizzativi utili per rimanere attrattivi. “La proposta della Valle Camonica – ha detto - presenta notevoli punti di forza: ha ospitato il primo sito Unesco e il suo emblema, la rosa camuna, rappresenta il simbolo della nostra Regione”.
Per Claudia Carzeri (Forza Italia) “è una richiesta prestigiosa. La Valle Camonica è una terra ricca di arte e di storia. Le sue tradizioni culturali sono innumerevoli. Soffre il rischio dello spopolamento e ha bisogno di promuoversi e per far questo sono necessari gli investimenti che una candidatura di questo genere può mettere in moto”.
La consigliera regionale Paola Pollini (M5s Lombardia) ha dichiarato: "La richiesta bipartisan di sostegno alla candidatura della Valcamonica a Capitale Italiana della Cultura 2029, non può che trovarci d’accordo. Come Movimento Cinque Stelle abbiamo votato a favore della proposta, sostenendola. Lavoreremo per tenere alta l’attenzione affinché anche ai lavoratori dei musei e a tutti coloro che saranno impiegati nel garantire lo svolgimento delle iniziative, con l’organizzazione e l’efficienza che contraddistingue il nostro territorio, siano garantite retribuzioni eque e condizioni di lavoro dignitose".