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GEOParc Bletterbach, grande attrazione dell’estate: intervista al direttore Weber

martedì, 1 giugno 2021

Aldino – E’ di grande attrazione il GEOParc Bletterbach per famiglie. comitive che hanno iniziato a visitare il patrimonio Unesco, in un percorso che porta scoprire un periodo attorno ai 280 milioni di anni fa, con vari strati geologici e i fossili dell’epoca, che sono tuttora oggetto di studio di università italiane e straniere, del Muse di Trento e del Museo di Scienze Naturali dell’Alto Adige. Tre epoche – Permiano, Triassico e contemporaneo – sono ben visibili e oltre ai turisti ci sono studiosi che raggiungono Aldino (Bolzano) per effettuare ricerche.

La gola del Bletterbach si presenta come un libro aperto, nel quale scienziati, escursionisti appassionati alla geologia e famiglie con bambini interessati alla natura possono sfogliare più di 40 milioni di anni della storia della terra e oggi il GEOParc Bletterbach è un punto di riferimento a livello nazionale e internazionale: negli anni pre Covid si contavano 55mila visitatori, con 19 guide che accompagnavano i gruppi in un tour unico tra le montagne, nel mondo delle rocce e nella storia delle Dolomiti.

VIDEO

Il GEOParc Bletterbach è gestito da un Consiglio di amministrazione, presieduto da Peter Daldos, ed è diretto da Christian Weber (nel video).

Direttore, come parte la stagione estiva?
“Bene. C’è grande interesse, i turisti ma anche i residenti in terra trentina e altoatesina sono attratti da questa ricchezza naturale patrimonio Unesco. Un tour che può essere fatto singolarmente o anche con guide che porta a scoprire qualcosa di eccezionale, conseguenza della disgregazione e dell’erosione prodotta dagli agenti atmosferici. A partire dalla fine dell’ultima era glaciale, il Bletterbach è tornato a percorrere e scavare una incisione profonda 400 metri e lunga 8 chilometri, mettendo in luce strato dopo strato le formazioni rocciose e trasportando nella Valle dell’Adige miliardi di tonnellate di detriti. A differenza di altre zone delle alpi nel GEOPARC Bletterbach i vari strati geologici sono integri e visibili esattamente come erano stati depositati. La loro struttura ci dà informazioni importanti sul clima e le condizioni di vita sulla terra 250- 280 milioni di anni fa” (nella foto da sinistra Christian Weber e Maria Pichler).

Dove parte l’escursione?

“Il centro visitatori di Aldino è il punto di partenza, dove si inizia a conoscere la storia, poi si scende nella gola in un tour facile e chi intende può proseguire fino al Museo GEOPARC di Redagno dove scoprirà i fossili e la loro storia nel tempo. I visitatori sono italiani, trentini e altoatesini, ma anche lombardi, veneti ed emiliano, quindi gli stranieri, tedeschi, olandesi, svizzeri e austriaci. Diciamo che il nostro ambito è il turismo di prossimità e il viaggio nella gola Bletterbach e il focus sui fossili del museo di Redagno sono fondamentali per conoscere antiche ere geologiche. Abbiamo anche studiosi e ricercatori che ogni anno ci raggiungono per approfondire i loro studi sui fossili e corsi di formazione, anche da parte del personale dell’ESA, Agenzia Spaziale Europea”.

I gruppi come sono composti?
“In questo periodo vengono formati da un massimo di 15 persone, per i gruppi accompagnati dalle nostre guide (sono 19 e mediamente effettuano 520 visite guidate complessive ndr.). Partono dal centro visitatori e dopo aver prima descrizione teorica si percorrono i sentieri e si arriva alla gola, proseguendo nella scoperta dei fossili e dalla sua stratificazione dove sono ben identificabile le varie età. Di fatto è una lezione di geologia sul campo. Il centro visitatori si può raggiungere in auto o in bus, quest’ultimo servizio dal centro storico di Aldino al Centro Visitatori GEOParc Bletterbach fino al 16 giugno e dal 6 settembre al 31 ottobre circola ogni martedì, giovedì, domenica e festivi; giornaliero dal 17 giugno al 5 settembre e dà diritto a vantaggi sul biglietto d’ingresso al GEOParc Inoltre da quest’anno c’è anche una struttura a disposizione dei visitatori (Lahneralm ndr.) che intendono trattenersi dopo il tour nella gola Bletterbach. Grande attenzione e cura di ogni dettaglio per un turismo sempre più sostenibile” (nelle foto credit GEOParc la gola Bletterbach e il Corno Bianco).




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