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Frana Monte Saresano: botta e risposta tra Regione e Legambiente

sabato, 22 gennaio 2022

Tavernola Bergamasca – In un incontro tra amministratori locali e i consulenti incaricati da Regione Lombardia è stato fatto il punto oggi sulla situazione della frana del monte Saresano, nel comune di Tavernola Bergamasca (Bergamo).

Lo studio presentato ha consentito di analizzare la zona di rischio e dato l’opportunità di definire i primi interventi da adottare in questa fase attraverso l’ausilio di tiranti; gli uffici dell’assessorato all’Ambiente stanno valutando di sospendere in via precauzionale l’uso dell’esplosivo per le attività di cava. Si dovrà quindi valutare la prosecuzione delle attività minerarie con altri metodi da sottoporre a verifiche e monitoraggio.

Tra i fattori predisponenti e di possibile innesco dei fenomeni di instabilità figurano la condizione geologica e strutturale dell’area, la presenza di una paleofrana, l’evento sismico del febbraio 2021, l’attività di lavorazione della miniera, il possibile ruolo della circolazione carsica profonda ed eventi di ricarica meteorica (precipitazioni).

I PROSSIMI INTERVENTI – E’ atteso, innanzitutto, l’avvio della progettazione degli interventi di stabilizzazione, per i quali sono stati reperiti i primi finanziamenti necessari stanziati da Regione Lombardia, lo scorso 3 novembre, pari a 1,5 milioni di euro; i tempi di realizzazione prevedono di arrivare alla progettazione esecutiva entro il 30 novembre 2022, stimando di attuare in 12-18 mesi le opere di stabilizzazione.

“La direzione generale Territorio e Protezione civile – ha detto Foroni – si è da subito resa disponibile ad effettuare un coordinamento tecnico tra tutti gli enti coinvolti mettendo a disposizione risorse finanziarie come contributo alle Amministrazioni interessate per i necessari supporti tecnici. Gli studi non si sono mai fermati e continuano tuttora con attività di monitoraggio allo scopo di salvaguardare, in primis, l’incolumità degli abitanti. La situazione è, in ogni caso, sotto controllo”.

ASSESSORE FORONI – “Regione Lombardia – ha concluso Foroni – ha sempre fatto la propria parte attraverso lo stanziamento di ingenti risorse economiche per la gestione dell’emergenza, tra cui 1,5 milioni per la progettazione della messa in sicurezza del versante. Una volta pronto il progetto esecutivo, ci rapporteremo con lo Stato Centrale per ottenere un finanziamento idoneo per consentire la realizzazione delle opere per la messa in sicurezza. Non lasceremo soli i territori interessati. Siamo pronti, inoltre, a rafforzare il sistema di Protezione civile del Bresciano e della Bergamasca per implementare il presidio sul territorio su entrambe le sponde del Lago di Iseo. Nelle prossime settimane mi recherò, quindi, sia a Endine che a Sale Marasino per verificare gli interventi di potenziamento delle sedi di Protezione Civile”.

LE RISORSE REGIONALI STANZIATE FINORA – Tra le risorse regionali stanziate vi sono anche 100.000 euro destinati alle attività di monitoraggio e l’acquisto di strumentazioni; 50.000 euro destinati alle comunità montane dei Laghi bergamaschi e del Bresciano per l’aggiornamento dei piani d’emergenza, oltre a 250.000 euro per il potenziamento delle difese dalla caduta massi, 100.000 euro per la sistemazione della strada di collegamento per Parzanica e 15.000 euro per lo studio sugli effetti dell’eventuale onda di piena.

LA POSIZIONE DI LEGAMBIENTE BASSO SEBINO – Legambiente chiede lo stop alle mine sul monte Saresano. “L’attività del cementificio non può proseguire Sembra essere sempre più evidente, da quanto sarebbe emerso dagli studi dell’Università di Firenze, che le mine esplose per estrarre la materia prima per alimentare i cementificio dì Tavernola possono essere una delle concause della minacciata frana del Monte Saresano.

Ora bisogna prendere atto che l’attività del cementificio di Tavernola deve essere gradualmente chiusa. Se il recupero della marna è pericoloso per l’attività franosa del monte Saresano anche le emissioni in atmosfera delle polveri derivanti dalla combustione di carbone del forno sono da tempo causa di malattie polmonari. Inoltre sulla strada panoramica sp 469 la circolazione quotidiana di oltre 200 mezzi pesanti rende pericoloso il tratto costiero e poco attrattivo il turismo che pure potrebbe contare su un territorio molto competitivo per bellezza naturalistica e contenuti storici culturali. La Regione Lombardia che ha commissionato lo studio questa volta deve prendere atto della pericolosità delle attività della cementeria”, Dario Balotta, presidente Legambiente Basso Sebino.



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