CASTELLANZA (Varese) - Lombardia, la sanità che innova: 50 progetti presentati per la Call di LIUC Business School. Due progetti - “La presa in carico del paziente con patologia reumatica in integrazione con il Terzo Settore” e “Fragili a 360°: il vaccino che va dal paziente” - sono stati presentati da Asst Valcamonica,
Sono 50 i progetti di 24 Asst e 5 Ats lombarde presentati alla Call “Best Practices Socio-Sanitarie in Regione Lombardia: misurare per innovare”, promossa da LIUC Business School tramite l’Osservatorio sulle Performance Organizzative Sanitarie e Socio-Sanitarie
Nel corso del convegno svoltosi ieri presso l’aula Bussolati della LIUC - Università Cattaneo (tra gli intervenuti – in collegamento - anche l’Assessore al Welfare di Regione Lombardia, Guido Bertolaso) sono stati presentati i progetti ideati dalle Direzioni Socio-Sanitarie delle ASST e delle ATS, suddivisi in tre aree: Prevenire, promuovere, generare salute-prendersi cura: fragilità, disabilità e percorsi centrati sulla persona/Integrare i modelli, riprogettare i processi.
Due progetti di Asst Valcamonica
Il primo: "La presa in carico del paziente con patologia reumatica in integrazione con il Terzo Settore". L’iniziativa si sviluppa su 4 azioni progettuali: la distribuzione dei farmaci biologici da parte delle Infermiere di Famiglia e di Comunità, su prescrizione dei Medici Reumatologi di Asst presso le 8 Case di Comunità. Tale organizzazione garantisce monitoraggio clinico continuo, miglioramento dell’appropriatezza terapeutica e uso razionale di farmaci ad elevato costo; tramite l’istituzione di agende Fast Track, viene messa a disposizione la possibilità di attivare direttamente consulti multidisciplinari e/o visite specialistiche in caso se ne rilevi la necessità clinica, anche in telemedicina e con il coinvolgimento dei Medici di Medicina generale; il percorso è integrato dalla presenza dell’Associazione Alomar, che ha sede presso la Casa di Comunità di Ossimo, dove svolge attività di informazione e propone percorsi di Attività Fisica Adattata promossi con Ats e Asst; presso la Casa di Comunità di Cedegolo è attivo un ambulatorio di Reumatologia, che prevede anche l’erogazione di infiltrazioni ecoguidate.
Il secondo: "Fragili a 360°: il vaccino che va dal paziente". Il modello capovolge la logica dell'offerta: non è il fragile a raggiungere il vaccino, è il sistema vaccinale a essere presente nei luoghi di cura che già frequenta. Si rivolge a over 65, diabetici, cardiopatici, BPCO, insufficienza renale, immunodepressi, oncologici, trapiantati.
Tre i setting: a domicilio (gli Infermieri di Famiglia e Comunità individuano il fragile con check-list dei bisogni vaccinali, raccolgono il consenso e attivano il contatto), nell'Ambulatorio Fragili (opera settimanalmente, con chiamata attiva delle coorti per fragilità), in Ospedale di Comunità (i cronici non acuti ricoverati sono segnalati dal Medico referente e dal Coordinatore e il Vax Team, recandosi in Ospedale di Comunità, vaccina al letto del paziente).
Progettualità innovativa
"Obiettivo della Call, giunta alla sua seconda edizione – spiega Emanuele Porazzi, Direttore dell’Osservatorio Performa della LIUC Business School – è promuovere progettualità innovative in grado di generare valore per il sistema sanitario e per il paziente, e con potenziale di esportabilità o generalizzabilità in altri contesti territoriali regionali".
Prevenzione e promozione della salute sono il focus del 30% dei progetti, seguite dall’integrazione dei modelli organizzativi e dalla riprogettazione dei processi socio-sanitari e assistenziali (rispettivamente 24 e 16% del totale dei progetti). Fragilità e disabilità e Patient-centered care con il 14 e il 10% si collocano nella fascia mediana, mentre sono ancora piuttosto basse le percentuali relative ai progetti incentrati su tecnologie digitali e Intelligenza Artificiale (4%) e sugli approcci data-driven a supporto della governance (2%). Aspetto fondamentale è poi la misurazione dell’impatto delle diverse iniziative, che diventa sempre di più parte della progettazione e strumento di governo, utile a orientare investimenti e decisioni. Collegare obiettivi, indicatori e risultati consente infatti di valutare insieme esiti clinici, esperienza assistenziale, accessibilità, conseguenze organizzative e risorse, rendendo espliciti gli eventuali compromessi.
“Dobbiamo cercare di esportare anche in altri settori, oltre a quello sanitario, un’analisi delle best practices come quella che l’Osservatorio Performa della LIUC Business School ha sviluppato in questa iniziativa – ha dichiarato l’Assessore al Welfare di Regione Lombardia, Guido Bertolaso - Il nostro sistema sanitario è stato in grado in questi anni di reggere a situazioni violentissime, con tagli e blocchi di assunzioni, soprattutto nel secondo decennio di questo millennio. Troppi cambiamenti a livello politico e la complessa gestione del COVID hanno portato a piegare le forze del nostro personale sanitario. La struttura regge, ma la situazione è sempre più complessa e sotto forte pressione. Il punto cruciale non è però l’aspetto meramente economico, ma la necessità di una riorganizzazione del sistema stesso e di una razionalizzazione delle risorse. Regione Lombardia è tra le regioni che possono contare su una maggiore solidità e continua a lavorare sull’eliminazione degli sprechi. La Call dell’Osservatorio Performa pone le basi per ragionare sui progetti in essere e prendere decisioni per il futuro".
Un tema, quello della sanità territoriale, a cui LIUC dedica non solo attività di ricerca come quella presentata oggi, ma anche grande attenzione anche nell’ambito dei corsi di laurea, con una specializzazione in Gestione Integrata delle Aziende e dei Servizi in Sanità per la laurea magistrale in Ingegneria Gestionale e, anche per gli studenti della laurea triennale, un corso specifico sul Design dei Servizi Territoriali.