DOBBIACO (Bolzano) - Tutto esaurito ai 37° Colloqui di Dobbiaco: circa 150 persone hanno partecipato sia alla serata di venerdì 25 settembre sia alla giornata di sabato 26 settembre al Centro culturale Grand Hotel Dobbiaco. Per due giorni si è discusso di ciò che il turismo ha portato all’Alto Adige, dei suoi limiti ecologici e sociali e di come conciliare qualità della vita, paesaggio e prospettive economiche. I Colloqui hanno così ripreso un dibattito con cui Hans Glauber aveva dato vita alla manifestazione nel 1985.
Foto @ Evelyn Widmann.
I MESSAGGI DELLA MANIFESTAZIONE
Ad aprire i lavori venerdì è stata la prima del documentario «Splendidi scenari (?)» di
Karin Duregger, che mostra alcuni aspetti curiosi e paradossali dell’overtourism sullo sfondo dei paesaggi più spettacolari dell’Alto Adige. Sono seguiti gli interventi di
Karin Duregger, della giornalista freelance Lisa Maria Gasser e dell’albergatore di San Candido Franz Ladinser. La discussione è stata moderata da Katia De Gennaro.
Sabato il co-coordinatore
David Hofmann è tornato al 1985 e alle richieste di un turismo più rispettoso del territorio formulate allora. Ai progressi nella tutela della natura e nel trasporto ferroviario si contrappone una pressione turistica che continua a crescere.
David Hofmann ha chiesto collaborazione e un confronto sincero sui limiti della crescita: le soluzioni trovate per il turismo potrebbero indicare nuove strade anche ad altri settori dell’economia. La co-coordinatrice
Jess Delves ha portato il punto di vista di chi vive in Alto Adige e, pur traendo pochi benefici diretti dal turismo, ne avverte le conseguenze sul mercato della casa e sui mezzi pubblici.
Jess Delves ha invitato a discutere le scelte politiche ed economiche alla base di questi sviluppi, mantenendo aperto il dialogo anche tra posizioni diverse.
La germanista
Ulrike Kindl si è chiesta se gli avvertimenti sull’overtourism possano innescare un cambiamento oppure se le tendenze previste finiranno per accentuarsi. La giornalista e autrice
Cristina Nadotti ha messo in discussione i consueti criteri con cui si misura il successo turistico: arrivi e pernottamenti, da soli, dicono poco sulla vita delle persone in un territorio.
Cristina Nadotti ha chiesto di valutare insieme gli effetti ecologici, sociali, economici e culturali del turismo e di coinvolgere la popolazione nelle decisioni strategiche. Occorre inoltre capire a chi arriva la ricchezza prodotta e quali conseguenze comportano il lavoro stagionale, i salari bassi e l’aumento dei costi abitativi.
Cristina Nadotti ha proposto di diversificare l’economia delle aree montane, rafforzare la collaborazione locale e pianificare con lungimiranza. Anche la mobilità deve cambiare: il trasporto pubblico dovrebbe rispondere anzitutto alle esigenze di chi abita sul territorio, mentre nuovi parcheggi nelle zone montane sensibili attirerebbero altro traffico automobilistico.
Una regione montana viva, ha sostenuto Cristina Nadotti, deve prima di tutto essere un buon luogo in cui abitare, per poter essere anche un buon luogo da visitare.
Nel pomeriggio Claudia Plaikner, presidente dell’Heimatpflegeverband Südtirol, Wolfgang Töchterle, direttore marketing di IDM Alto Adige, e Andrea Beggio, coordinatore per le nuove forme di lavoro atipico della CGIL, hanno portato prospettive ecologiche, economiche e sociali. Claudia Plaikner ha usato il termine «solastalgia» per descrivere il senso di perdita che le persone possono provare quando cambia l’ambiente a loro familiare. Se scompaiono i prati, le abitazioni diventano alloggi per le vacanze o il traffico condiziona la vita quotidiana, insieme al paesaggio si perde anche una parte del senso di appartenenza. Claudia Plaikner ha quindi chiesto quale livello di turismo sia compatibile con un Alto Adige in cui si possa vivere bene.
Con il principio «valore anziché quantità», Wolfgang Töchterle ha illustrato alcune proposte per orientare meglio lo sviluppo turistico. Tra queste figurano soggiorni più lunghi, una distribuzione più equilibrata degli ospiti nell’arco dell’anno, la gestione dei flussi nelle aree sensibili e un maggior numero di arrivi in treno. Andrea Beggio ha richiamato l’attenzione sulla distribuzione della ricchezza generata dal turismo. Le decisioni politiche dovrebbero considerare, oltre al valore aggiunto, anche i salari, la stagionalità del lavoro, i costi abitativi e la pressione sulle infrastrutture pubbliche.
Le diverse prospettive sono confluite in una discussione fishbowl con Stephanie Völser, direttrice di Eggental Tourismus, Thomas Aichner, coach per la gestione del marchio e la comunicazione presso Traverse Communication, e Werner Putzer, direttore dell’Hotel ADLER Carezza e membro di Mountain Wilderness Italia. Ha moderato Evi Keifl. Stephanie Völser ha mostrato come nell’Eggental agricoltura e turismo possano collaborare: nel progetto «Eggental Taste Local», le aziende agricole forniscono uova e ortaggi direttamente agli hotel e ai ristoranti della valle. Thomas Aichner ha sostenuto che le diverse posizioni debbano essere portate allo stesso tavolo, discusse apertamente e anche confrontate con franchezza, per arrivare a compromessi condivisi e praticabili.
Anche alcune persone del pubblico hanno preso posto nella fishbowl. Rosina Ruatti ha parlato della casa come diritto fondamentale e si è chiesta dove possano vivere le persone che lavorano nel turismo se i prezzi continuano ad aumentare. Hans Heiss ha chiesto di mettere le persone al centro delle politiche turistiche e di rafforzare la capacità di governo a livello locale. A suo avviso, la politica fatica a gestire il settore di fronte alle forti pressioni dei gruppi di interesse; serve con urgenza un progetto sostenibile.
I Colloqui di Dobbiaco aprono anche un nuovo capitolo sul piano organizzativo. L’archivio viene progressivamente digitalizzato e reso accessibile al pubblico, a partire dalle edizioni dedicate al turismo del 1985 e del 2015. Nuovi eventi satellite porteranno avanti durante l’anno le idee e i contatti nati al convegno. Le persone che partecipano ai Colloqui e quelle iscritte alla newsletter potranno votare tra i temi proposti dal comitato scientifico e contribuire così alla scelta dell’argomento dell’edizione successiva. Dal 2027 il convegno principale si terrà in primavera: i prossimi Colloqui di Dobbiaco sono in programma dal 21 al 23 maggio 2027.