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Ripresi i lavori sulla Statale 39 per Aprica, i sindaci: “Urgente la riqualificazione della strada”

lunedì, 9 novembre 2020

Edolo – Sono ripresi stamani i lavori per la sistemazione del tratto di statale 39 per Aprica dove venerdì si è abbattuta una frana. L’impresa Piantoni sta effettuando le opere di rimozione dei massi caduti, il disgaggio della parete rocciosa e la messa in sicurezza del tratto di statale 39 all’altezza di Cortenedolo. Anas ha previsto la riapertura della statale 39 per venerdì 13 novembre.

Edolo - lavori - statale 39 - ApricaIntanto i sindaci sollecitano gli enti preposti (Provincia, Regione e Ministero alle Infrastrutture) e Anas a sbloccare i progetti di riqualificazione della statale 39 da Edolo (Brescia) a Tresenda (Sondrio).

“Credo non sia più rinviabile un serio intervento di messa in sicurezza di questa strada che ricordo essere l’unico vero collegamento tra le Province di Sondrio e Brescia – sostiene il sindaco di Aprica, Dario Corvi -. Grazie al lavoro di questi anni siamo riusciti a portare la questione all’attenzione, con l’individuazione della riqualificazione complessiva, tra Tresenda ed Edolo, calcolata in 25 milioni di euro, tra le “opere di contesto” in prospettiva olimpica. E’ un passo avanti, ma manca ancora il finanziamento”.

“Corteno ha già presentato i progetti in stato avanzato – spiega il sindaco di Corteno Colgi, Ilario Sabbadini -. L’impegno da parte degli enti superiori è quello che sia finanziata sulla legge delle Olimpiadi 2026″.

Il sindaco di Edolo, Luca Masneri, chiede un fronte comune per la riqualificazione della statale 39: “E’ stata inserita nel piano delle Olimpiadi Invernali, ma non è stata finanziata – afferma Masneri – quindi i sindaci e tutte le istituzioni della Valle Camonica e Valtellina devono essere compatte nel chiedere con forza l’intervento sulla strada per Aprica”.

“Con i residenti e i turisti dobbiamo essere chiari e non illuderli su progetti che, non essendo finanziati attendono eventuali economie da altri interventi per essere attuati, quindi rischiano di essere rimandati nel tempo e questa rappresenterebbe un danno per il nostro territorio”, conclude Masneri.



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