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Premiato il miglior orto alpino di Valle Camonica, l’assessore Maugeri: “Ricchezza del territorio”

domenica, 25 ottobre 2020

Cimbergo – Premiati i migliori orti alpini, nel concorso promosso per il sesto anno consecutivo da Comunità Montana della Valle Camonica e Parco dell’Adamello. Il premio di “Miglior Orto Alpino di Valle Camonica” è stato assegnato ex-aequo a: Giacomo Mario Polonioli di Cimbergo; Alessandro Narcisi di Ponte di Legno; Livio Pasinetti di Saviore dell’Adamello; Antonio Surpi di Niardo e Francesco Pezzoni di Malegno. Inoltre ci sono state menzioni per orti innovativi o realizzati in ambienti particolari.

Massimo MaugeriAlla cerimonia, che si è tenuta a numero chiuso a Cimbergo (Brescia), rispettando i protocolli per l’emergenza Covid-19, erano presenti l’assessore al Parco dell’Adamello della Comunità Montana Valle Camonica, Massimo Maugeri, e Guido Calvi, responsabile del servizio Parco Adamello e tutela ambientale, che hanno sottolineato l’importanza di due iniziative: la prima è quella legata allo sfalcio dei prati in zone montane e la seconda è sugli orti alpini. L’emergenza coronavirus non ha fermato la tenacia di molti orticoltori nel ripartire anche a primavera avanzata e dalla valutazione del ruolo positivo svolto da questi piccoli appezzamenti anche in chiave di sostentamento delle comunità.

INTERVENTO MAUGERI - “Le narrazioni raccolte negli ultimi mesi – ha sottolineato l’assessore Massimo Maugeri (nella foto) - ci hanno confermato di essere sulla strada giusta: se nelle precedenti edizioni avevamo elogiato l’importanza dell’orto in termini di produzione di “cibo sano”, quest’anno esso ha assunto una vera e propria valenza “terapeutica” e ne sono nate alcune soluzioni ingegnose per fare fronte alle difficoltà del  periodo. In più casi, infatti, i partecipanti al concorso hanno sottolineato il ruolo chiave ricoperto dal proprio fazzoletto di terra nell’alleviare le tensioni del forzato lockdown”. “Questa premiazione – ha proseguito l’assessore Maugeri – è un’ulteriore occasione di rendere merito a tutti i cittadini che, nonostante il periodo di difficoltà, si impegnano comunque a valorizzare il loro appezzamento e con questo a generare un valore aggiunto per l’intera comunità. Ho ritrovato la Valle Camonica, con le sue molteplici ricchezze e i cambiamenti che la stanno trasformando: il bosco che avanza, l’ambrosia che arriva, mentre gli orti resistono, si rinnovano, nascono ex novo”.

Un grazie particolare - ha proseguito Guido Calvi – a quanti accettano la sfida, per nulla scontata, di curare un coltivo all’interno del territorio del Parco dell’Adamello”.

MIGLIOR ORTO ALPINO DELLA VALLE CAMONICA 2020

Orto - Valle Camonica credit Enzo Bona e Lara GiamporcaroPREMIATI - Anche quest’anno la modalità di premiazione prevede l’assegnazione di cinque premi ex-aequo ai seguenti vincitori: Giacomo Mario Polonioli di Cimbergo; Alessandro Narcisi di Ponte di Legno; Livio Pasinetti di Saviore dell’Adamello; Antonio Surpi di Niardo e Francesco Pezzoni Malegno

Gli altri protagonisti dell’edizione 2020: Luigi Plona di Corteno Golgi; Anna Goggi di Breno, Serena Gelfi di Ossimo; Monia Tiberti di Saviore dell’Adamello, Silvano Arrigoni di Piancogno, Cosmin Mateiasi di Pian Camuno; Giacomina Rinchetti di Cimbergo;  Angela Odelli di Lozio; Angelo Innocenzo Vangelisti di Berzo Inferiore; Matteo Romele di Bienno; Piera Fasanini di  Cimbergo e Roberto Pe di Incudine.

MOTIVAZIONI - Giacomo Mario Polonioli di Cimbergo: “Pazienza, lungo lavoro di dedizione, ordine e fantasia fanno di quest’orto un piccolo paradiso in cui trascorrere un tempo di riconciliazione con la durezza della Vita. Tante coltivazioni e molto lavoro per domare il bosco che incombe, rendono questo luogo un pezzo di paesaggio ritrovato, con la ripresa del muro a secco secondo  tradizione. Dolcezza, accoglienza e paziente sapienza sono le note di questo delizioso orto”.

Alessandro Narcisi di Ponte di Legno: “Un orto frutto di questo tempo di confinamento, che ha però riportato alle radici nuove generazioni. Questo orto è un piccolo garbato luogo in cui giovanile entusiasmo e sapiente collaborazione vicinale si fondono. Il risultato è un tassello nel paesaggio in cui si coglie un nuovo sforzo di ridare vita a tradizioni orticole, con l’energia
fresca della giovinezza che ritrova il passato prezioso degli avi e che come una tessera mancante e restaurata di un mosaico, completa l’armonia del luogo nel suo complesso”.

Livio Pasinetti di Saviore dell’Adamello: “Impervio, baluardo tra lacerti di bosco che avanzano, quest’orto è ancora una
volta esempio di cura, lavoro sapiente e instancabile nel pieno rispetto della naturalità. Abbondanza e bellezza lo caratterizzano, insieme alla splendida e incontenibile vitalità di chi lo coltiva”.

Antonio Surpi di Niardo: “Questo “orto sopraelevato” è la dimostrazione che nulla e nessuno possono fermare un camuno convinto. Non avendo attorno a casa il terreno per fare un classico orto domestico, ex novo e ingegnosamente il nostro orticoltore e inventore ha creato vasche sopra elevate e aiuole rialzate, con gusto e senso dell’ordine compositivo, insieme a tante accortezze tecniche. Nelle costrizioni del “lockdown” il nostro falegname orticoltore ha immaginato e realizzato un orto sopraelevato, di piacevole armonia e ricco di floridi prodotti … anche comodi da cogliere! Innovativo e geniale, nonché familiare, dato il coinvolgimento di tutta la famiglia confinata, ma operosissima!”.

Francesco Pezzoni di Malegno: “Dolce e pieno di amore, questo orto ci accoglie ancora una volta all’ombra di pergolati d’uva e ricordi, segno di una storia familiare e collettiva di persone semplici e tenacemente legate alla terra che stanca, ma consola, come un abbraccio pieno di tepore”.

Menzione d’onore alla partecipazione Luigi Plona di Corteno Golgi: “Quest’orto, vincitore della prima edizione, dovrebbe vincere ogni anno! Noi lo conosciamo e lo abbiamo a cuore, come magnifico esempio di valore della partecipazione. Chi lo coltiva, oltre a farlo sempre in maniera accurata ed egregia, ha profondamente colto lo spirito di questo concorso: fare comunità. Creare una rete stabile di partecipanti che, con il loro lavoro appassionato e di altissima qualità, danno valore al “fare l’orto”. Tradizione meravigliosa per corpo, spirito e paesaggio!”.

Menzione Speciale Orto in Villa - Anna Goggi di Breno: “Nel momento in cui si apre il cancello di questo luogo inizia la magia. Orto e giardino creano nel cuore dell’abitato di Breno un Paradeisos. Si resta stupiti e ammirati dall’armonia che le piante evocano e che il piccolo angolo di orto esalta, con tanti piccoli dettagli, come la casa per le api selvatiche costruita  appositamente per questi preziosi ospiti. Tra mura antichissime si respira un’aria fresca e piena di sussurri verdi”.

Menzione Speciale Orto delle erbe sapienti e buone - Serena Gelfi di Ossimo Superiore: “Un orto gradinato che  racchiude, oltre a tante coltivazioni “classiche”, erbe selvatiche e preziose per le loro proprietà, come la portulaca o erba porcellana ricchissima di omega 3, da aggiungere cruda alle insalate o con cui fare il pesto. O come l’Iperico detta Erba di San Giovanni da cui produrre oleoliti lenitivi”.

Menzione speciale Orto - Monia Tiberti di Saviore dell’Adamello: “Orto ai piedi del Torrente Poia a nella frazione Valle di Saviore dell’Adamello. Piccolo spazio recintato nei pressi dell’abitazione della conduttrice, caratterizzato dall’abbinamento di
fiori e ortaggi e dalla massimizzazione dell’utilità. Traspare la forza di volontà di coltivare un orto non solo produttivo ma
anche bello”.

Menzione Speciale Orto mediterraneo - Silvano Arrigoni di Piancogno: “Orto plurimenzionato e vincitore della scorsa
edizione, si presenta ancora come uno dei migliori orti della Valle. Sempre più ricco e curato questo brano di paesaggio stratiforme, coi suoi terrazzi ricamati di piante e frutti si riconferma uno degli orti più preziosi. Il lavoro di chi lo coltiva, anche qui, è tanto importante quanto maggiore è l’avanzata del bosco in tutta la Valle: diventando così testimonianza di un fare camuno testardo e amorevole, grondante alla fine di frutti e prodotti sani e deliziosi. La fedeltà alla partecipazione al concorso sempre entusiasta ne aumenta il valore per la creazione di una comunità virtuale di ortisti e artisti!”.



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