QUESTO SITO WEB UTILIZZA COOKIES. NEL CONTINUARE A NAVIGARE SUL SITO STAI ACCETTANDO L'UTILIZZO DEI COOKIES.
TI INVITIAMO A LEGGERE LA COOKIES POLICY.
X
Ad
Ad
Ad

Ad

Il premier Renzi fa tappa in Val di Non e visita le gallerie Tassullo a Mollaro. “Questo è un luogo straordinario”

martedì, 5 maggio 2015

Mollaro (An. Col.)  - Il premier Renzi in visita alle gallerie Tassullo a Mollaro. Dopo la tappa di Bolzano Matteo Renzi ha fatto tappa in Val di Non, nel cuore del Trentino.  ”Trovo sia un luogo straordinario, anche per l’idea che si possa recuperare il 50% di energia elettrica grazie ad un diverso modo di conservazione delle mele, mettendo insieme anche un settore così importante come il data center, che sappiamo quanto sia fondamentale per il futuro”. Queste le parole pronunciate dal presidente del Consiglio, Matteo Renzi, che nella tappa in Trentino ha visitato le Gallerie Tassullo a Mollaro in Val di Non, dove ha potuto vedere in azione il primo impianto al mondo per la conservazione delle mele in atmosfera controllata, realizzato all’interno di una montagna. “Se tutti i cittadini mettono il loro impegno, la fantasia e la tenacia, come ho visto qui in Val di Non, l’Italia riparte – ha detto ancora Renzi che è stato accolto dal presidente della provincia autonoma di Trento, Ugo Rossi,  e dal vicepresidente Alessandro OIlivi, oltre che dai presidenti del Consiglio provinciale, Bruno Dorigatti, e del Consiglio regionale, Chiava Avanzo, e Rossi: visita gallerie Tassullo con premier Renzi dagli assessori provinciali alle infrastrutture e ambiente, al turismo, alla coesione territoriale e allo sport e cultura.(Nella foto Renzi e Rossi e le autorità a Mollaro)

L’INTERVENTO DEL PREMIER

Renzi, munito di giubbotto e caschetto, ha visitato gli spazi di stoccaggio delle mele, posizionati sotto la montagna, mentre il presidente Ugo Rossi gli ha riferito della realizzazione di un enorme data center sotterraneo, che raggrupperà tutti i computer per archiviazione dei vari enti pubblici trentini, regalandogli poi due simboli: una mela e un pezzo di fibra ottica. “Un gesto simbolico molto bello – ha detto Renzi – in un momento in cui l’Italia riparte con l’Expo e non solo”.   Sostenibilità alimentare e ambientale, pilastro centrale di Expo 2015, e Agenda digitale, per portare il web ovunque in Italia e farne un “motore” dello sviluppo economico e sociale: questi due temi, di assoluta rilevanza sul piano nazionale ma anche internazionale, si trovano curiosamente coniugati in Trentino, per la precisione in valle di Non, nelle miniere create dal lavoro di scavo della Tassullo spa, un’azienda specializzata nella produzione di materiali per l’edilizia. Nelle gallerie sotterranee infatti, in collaborazione con il Consorzio Melinda è in corso da un lato un progetto unico a livello mondiale, che riguarda lo stoccaggio delle mele prodotte in valle, una delle principali ricchezze del Trentino; dall’altro la realizzazione di un enorme data center sotterraneo, in collaborazione con la Provincia autonoma di Trento, che raggrupperà tutti i computer per archiviazione dati dei vari enti pubblici provinciali, ma che una volta ultimato, ha l’ambizione di aprirsi ai privati e diventare anche uno dei maggiori centri informatici d’Europa. Obiettivi comuni dei due progetti: efficienza, risparmio energetico, risparmio di territorio. E’ proprio il carattere innovativo di queste proposte che ha spinto oggi il premier Matteo Renzi a visitare gli spazi ipogei della Tassullo, nell’ambito della sua giornata trascorsa in Trentino-Alto Adige.

L’impianto per la conservazione delle mele in ambiente ipogeo è attivo da ottobre 2014. E’ il primo impianto al mondo per la conservazione delle mele in atmosfera controllata, realizzato all’interno di una montagna. Si trova a 275 metri sotto la sommità della montagna al cui interno si sviluppa ed a 800 metri di profondità dall’ingresso, all’interno di un giacimento di dolomia, una roccia sedimentaria che si è formata nel Giurassico, tra i 190 e i 130 milioni di anni fa, quando la Val di Non era caratterizzata da scogliere marine. Il progetto per la realizzazione e lo sviluppo dell’impianto ipogeo nasce per iniziativa di 13 cooperative di Consorzio Melinda ed il primo lotto, realizzato come impianto pilota, ha la capacità di contenere e conservare in atmosfera controllata 9.870 tonnellate di mele. L’assenza di materiali isolanti artificiali, l’eliminazione del consumo di acqua per il raffreddamento e l’eliminazione dell’inquinamento acustico, riducono in maniera significativa l’impronta ambientale dell’attività di frigoconservazione. La valorizzazione delle eccellenti qualità della dolomia come isolante naturale hanno consentito di evitare l’impiego di 850 tonnellate di isolante plastico riducendo in maniera significativa l’impronta ambientale dell’impianto. Nella costruzione delle strutture di stoccaggio tradizionali, per ogni 10 tonnellate di mele conservate, si utilizzano 1,9 metri cubi di materiale isolante plastico, la cui composizione chimica comporta significativi costi economici ed ambientali per lo smaltimento a fine vita. L’impianto ipogeo, grazie alle qualità coibentanti della roccia dolomitica asciutta, permette di conservare la frutta senza impiegare isolanti di sintesi. Questo aspetto porta ad un vantaggio ambientale considerevole, se si pensa che i pannelli isolanti tradizionali hanno una vita limitata e necessitano quindi di essere periodicamente sostituiti e smaltiti in discariche per rifiuti speciali, con conseguenti costi ambientali. Il nuovo impianto ipogeo di Melinda consente notevoli risparmi energetici rispetto ai magazzini tradizionali. Grazie alle proprietà termiche della roccia funziona con potenze frigorifere installate ridotte e impiega quantità di energia di gran lunga inferiori rispetto ai sistemi convenzionali, con un importante risparmio nella gestione. Si calcola che il consumo di energia elettrica sia inferiore del 60-70% rispetto alla soluzione fuori terra.

Il progetto del data center sotterraneo è nato nel 2012. Come le mele, anche i computer che archiviano da Rossi: visita gallerie Tassullo con premier Renziti necessitano infatti di molta energia per il loro raffreddamento. Da qui l’idea di creare in sotterraneo un centro-dati che sfrutti le particolari condizioni climatiche della galleria di Rio Maggiore, dove la Tassullo estrae la Dolomia. Il risparmio atteso, in termini di consumi energetici, rispetto al posizionamento dei data base in qualunque altro ambiente di superficie, è di circa il 70% (la potenza totale installata sarà di 10 MW). Ma ad essere ridotti, utilizzando un ambiente ipogeo, sono anche i costi di costruzione (da un – 10 a un – 30%) e quello di manutenzione (- 80% rispetto ad un impianto sopra terra). Infine, anche qui come per lo stoccaggio delle mele, abbiamo un risparmio di territorio, con i conseguenti vantaggi sul piano paesagistico: in pratica, anziché costruire capannoni dove sistemare i data centre, essi saranno “nascosti” nel sottosuolo, in condizioni ideali, per una estensione calcolata in circa 20.000 metri quadrati. La sicurezza dati sarà a livello tier 4, il massimo: non a caso i responsabili della Dct, società costituita per la realizzazione del progetto, sono andati a visitare i (pochi) altri esempi del genere in Europa, e fra questi il data centre di Wikileaks a Stoccolma. Una volta ultimato, il data center – collegato tramite la fibra ottica (già presente in Trentino) con la principale dorsale europea, Milano-Monaco-Francoforte – sarà aperto alle principali aziende mondiali del settore che volessero sfruttare i vantaggi dell’ipogeo, realizzando uno dei maggiori centri informatici d’Europa. L’opera costerà 50 milioni di euro e sarà realizzata in project financing; lo realizzeranno i privati, l’ente pubblico pagherà un canone di affitto per la parte utilizzata (si stima il 10% della potenza totale del sistema installato nel data center).


© Gazzetta delle Valli - Testata registrata in tribunale, direttore responsabile Alberto Panzeri - P. IVA 03457250136