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Banda larga e internet: l’impatto sulla crescita delle aziende trentine

venerdì, 17 ottobre 2014

Trento – La banda larga e, più in generale internet, hanno davvero un effetto benefico sullo sviluppo economico delle imprese sul territorio. La conferma arriva dalla ricerca condotta dall’Istituto per la ricerca valutativa sulle politiche pubbliche della Fondazione Bruno Kessler che analizza, per la prima volta in modo dettagliato, l’impatto della diffusione di internet ad alta velocità sulle prestazioni economiche delle imprese trentine.pejo lago palu

In particolare, l’analisi ha preso come oggetto di studio l’estensione a tutto il territorio provinciale dell’ADSL2+ (20 Megabit): un intervento unico per capillarità, svolto da Trentino Network tra il 2011 e il 2013. Finora in Italia e anche a livello internazionale non ci sono stati molti rapporti che dimostrino l’impatto della banda larga sulle imprese. Di qui il valore di questo studio. Secondo la ricerca, l’impatto della banda larga ha maggiore effetto in imprese guidate da imprenditori con elevata istruzione: in queste imprese, un mese di broadband fra il 2010 e 2012 si traduce in un aumento del volume d’affari del 4,7%, mentre su 15 mesi la crescita è del 19%. “Con il progetto banda larga – ha sottolineato il vicepresidente Alessandro Olivi, intervenendo alla presentazione della ricerca – intendiamo costruire un Trentino intelligente e smart. Internet veloce favorirà la crescita delle aree strategiche: meccatronica, agroalimentare, turismo e industria del risparmio energetico”.

Dopo anni di dibattito sui possibili vantaggi della digitalizzazione di infrastrutture e servizi a favore di un territorio, la prima conferma arriva dalla ricerca condotta dalla Fondazione Bruno Kessler (Istituto per la ricerca valutativa sulle politiche pubbliche). In collaborazione con Trentino Sviluppo, società di sistema della Provincia autonoma di Trento a cui è affidata la digitalizzazione del territorio, i ricercatori di Fbk hanno portato a termine lo studio “sull’impatto della diffusione di interne ad alta velocità sulle performance economiche delle imprese trentine”.

I dati raccolti confermano – in sintesi – la relazione diretta tra internet veloce e la crescita delle aziende, con un distinguo: a crescere e a beneficiare di questa innovazione sono le aziende guidate da imprenditori con elevata istruzione. Negli altri casi, il beneficio è nullo o quasi. Come dire: l’innovazione, soprattutto quella tecnologica, non è un processo automatico, al contrario va guidata e portata dentro l’azienda con cognizione di causa.

Alla presentazione ha preso parte anche il vicepresidente e l’assessore provinciale allo sviluppo economico e al lavoro, Alessandro Olivi, che ha insistito sul processo di innovazione del Trentino portato avanti dalla Provincia autonoma di Trento: “Il progetto di costruzione della rete orizzontale e diffusa della banda larga è un progetto che mira a costruire un Trentino intelligente e competitivo. Lavoriamo ad un Trentino smart, non solo sul versante delle imprese, dove è evidente l’impatto che le tecnologie abilitanti producono a favore della crescita e del tasso di innovazione, ma anche per quanto riguarda la competitività di sistema che coinvolge la pubblica amministrazione, i servizi alla persona e soprattutto realizza un rapporto di reale sussidiarietà tra i vari territori”.

Nel suo intervento Olivi ha difeso la scelta strategica della Provincia di diffondere sul territorio Internet veloce: “La banda larga rappresenta una infrastruttura orizzontale attraverso cui noi intendiamo offrire alle imprese una connessione tra loro, tra i centri di ricerca, tra le imprese e la pubblica amministrazione, tra le imprese e i propri clienti, in grado di elevarne la qualità e la crescita del capitale umano. Attraverso la banda larga noi intendiamo soprattutto promuovere una nuova imprenditorialità investendo sui giovani e facendo si che la diffusione orizzontale della rete favorisca alcune aggregazioni competitive verticali che corrispondono nel piano di sviluppo della Provincia alle aree di maggiore tasso di crescita. Noi abbiamo individuato queste aree nella meccatronica, agroalimentare, turismo e nella industria del risparmio energetico”.

Banda larga e ruolo dei territori
Il ruolo della banda larga per lo sviluppo socio economico dei territori ed, in particolare, “il ruolo delle regioni e Provincie Autonome e le azioni da intraprendere su scala nazionale” è stato il tema della tavola rotonda che si è tenuta a margine della presentazione della ricerca di Fbk.

Alla crescente domanda di connettività da parte di imprese e privati si contrappone, soprattutto in Italia, una difficoltà da parte dei Governi di rispondere con investimenti infrastrutturali. Disponibilità finanziarie a parte, Antonio Nicita, commissario AGCom, ha sottolineato l’importanza della ricerca condotta da Fbk e Trentino Network: “Ad oggi, anche in campo internazionale, non ci sono ricerche sull’impatto della banda larga sull’economia. Tutti noi ne abbiamo percezione ma nessuno è riuscito a misurare l’effetto sulle imprese e sul tessuto economico sociale”.

“La pubblica amministrazione – ha spiegato Sergio Bettotti, dirigente generale della Provincia autonoma di Trento – ha bisogno di connettività, ma soprattutto il tessuto economico. Nel turismo il 90 per cento delle prenotazioni avvengono online e per un alberga diventa essenziale disporre di internet veloce e stabile”.

Dal Governo, per bocca di Antonello Giacomelli, sottosegretario Mise con delega alle Tlc, arriva la conferma che “entro ottobre l’Italia presenterà a Bruxelles il pianto per la banda ultra larga: “Faremo convergere i piani regionali, sotto guida di Palazzo Chigi. Il tema non è settoriale ma riguarda tutti”. Quanto alle risorse, il sottosegretario avverte: “Dobbiamo dirci la verità, sappiamo che ad oggi è difficile ipotizzare un impegno non inferiore ai 7-8 miliardi per raggiungere gli obiettivi europei 2020, questo a prescindere che dal sistema di banda larga”.

La ricerca.
La disponibilità di infrastrutture internet ad alta velocità rappresenta una delle leve in grado di favorire lo sviluppo economico dei paesi. Diversi studi hanno evidenziato l’impatto positivo della diffusione di tali tecnologie: ad una penetrazione del 10% nei tassi di copertura del segnale viene associata una crescita del 0,9-1,5% del PIL (Czernich et al., 2011). Nonostante tale manifesta rilevanza, recenti dati della Commissione Europea dimostrano che la percentuale di famiglie Italiane cui è reso a disposizione un servizio di connettività fino a 30 Mbps è del 21% a fronte di una media europea del 62% (Digital Agenda Scoreboard, 2014).

Gli operatori privati non sono sempre nelle condizioni di garantire la copertura del segnale in tutte le zone, data la limitata profittabilità degli investimenti necessari. In tali circostanze può essere particolarmente auspicabile l’intervento pubblico per limitare gli effetti del fallimento del mercato. E’ questo il caso della Provincia Autonoma di Trento la quale, a seguito di un bando pubblico del 2010, ha attribuito ad un provider privato il compito di garantire il segnale a fronte della partecipazione alla spesa necessaria (circa 8 milioni di euro). A partire dal giugno 2011, progressivamente nel tempo, in tutti i comuni trentini è stato reso disponibile il servizio di connettività ad internet a 20 Mbps. L’impegno trentino per la riduzione del digital divide rappresenta una delle poche esperienze in tal senso nel panorama italiano.

Nonostante non fosse stato previsto un disegno valutativo per la misura in esame, le modalità di attuazione dello stesso consentono di valutarne in maniera rigorosa gli effetti sulla crescita dell’economia locale. Lo studio prende spunto dal fatto che le infrastrutture per la broadband sono state installate nei comuni trentini in momenti successivi nel tempo. La diversa tempistica di attivazione non è da attribuire a specificità locali: questo fattore permette di stimare l’effetto causale della diffusione della banda larga confrontando performance di imprese residenti in comuni attivati con precedenza rispetto ad altri.

I risultati della ricerca.
Questa ricerca è tra i primi studi empirici ad analizzare l’effetto causale della banda larga a livello microeconomico, e il primo studio ad esaminare l’effetto sulla produttività delle microimprese. Inoltre, lo studio utilizza una base dati unica costituita dall’indagine sulle Microimprese del Trentino (PMT) in combinazione con dati amministrativi.

I risultati dello studio dimostrano che l’impatto della diffusione della banda larga in Trentino sulla crescita dell’economia locale è positivo. Le imprese operanti in territori dove il segnale di internet veloce è stato attivato prima rispetto ad altri, mostrano un tasso di crescita maggiore a parità di altre condizioni. L’impatto dell’intervento è fortemente eterogeno e varia in funzione delle caratteristiche del titolare dell’impresa. Per l’esattezza esso è fortemente positivo per le aziende guidate da imprenditori con elevata istruzione, è nullo nel caso delle rimanenti imprese. Per le prime è, per esempio, stimato che un mese di disponibilità di broadband fra il 2010 e il 2012 si traduce in un aumento del volume d’affari del 4,7%. Con circa 15 mesi di disponibilità il volume d’affari cresce del 19%. Essendo l’economia locale in larga parte formata da microimprese, il presente studio dimostra la rilevanza della politica pubblica. Allo stesso tempo, la ricerca suggerisce l’esistenza di un considerevole skill-bias nell’impatto dei cambiamenti tecnologici.


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