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Tonalestate, chiusa la rassegna all’insegna del dialogo

mercoledì, 7 agosto 2013

Passo Tonale- Si è concluso l’happening del “Tonalestate” che si svolge da dodici anni tra Ponte di Legno, Passo del Tonale e Vermiglio. Il nome si deve alla località e al ritrovarsi di una compagnia di giovani, docenti universitari e famiglie che arriva su queste Alpi per una breve vacanza estiva. Arrivano da Europa, America centrale, Messico, Giappone per affrontare ogni anno un argomento con il quale tutti ci misuriamo a confronto con l’attualità. Nel corso degli anni si è parlato di globalizzazione, di pace, di denaro, di tecnica, del problema del male, di politica, di fraternità e di multiculturalità, di evoluzione e di genocidi. Quest’anno si è affrontata la comunicazione nei suoi diversi linguaggi, nel mutare dei suoi codici, nella prospettiva di nuovi segni.9443103148_29e6a313d2_b

Con un titolo molto provocatorio- “Imbroglio”- si è voluto centrare il cuore vero del tema:” le parole che normalmente pronunciamo e che normalmente ascoltiamo non sono chiare, non sono autentiche, non sono vere e non sono vitali: cariche di ambiguità e di inganno, grazie alla loro arte di manipolare, creano confusione e, pertanto, dolore, in chi le ascolta con cuore libero”. In questo modo Maria Paola Azzali, presidente dell’Associazione Tonalestate, ha sintetizzato giornate molto ricche di contributi che possono essere approfonditi sul sito : www.tonalestate.com.

Si sono potute conoscere direttamente dai protagonisti le “notizie” più autentiche e meno diffuse a riguardo dei tentativi di dialogo interreligioso, di progressi scientifici, delle sfide e delle inquietudini di nuovi assetti geopolitici e di molto ancora. Si è parlato del compito educativo e si è rimasti in silenzio commosso difronte alle storie delle madri che hanno vissuto violenze inaudite in Francia come in Rwanda, in Pakistan come in Nigeria. Si è presa visione dei filmati di Giorgio Fornoni, collaboratore di Report, che documentano con immagini e interviste il disastro ambientale e umanitario ai quattro angoli del mondo. Si è ascoltata, in bel video portato dal “giardiniere di Tibhirine”, la testimonianza dell’ultimo monaco ancora vivente che abitava il monastero degli “Uomini di Dio”.

Di fronte a queste realtà, il linguaggio vorrebbe morire, ma restano le immagini raccolte da qualcuno che ne ha avuto pietà e il grido di chi ha avuto il coraggio di farle conoscere al mondo e a noi. Chiudendo i lavori, un coro di ragazzi giapponesi ha intonato un loro canto tradizionale, augurio di un Paese dove si possa, tutti, andare al fondo della verità del vivere, parlando linguaggi diversi, anche personali, ma nella prospettiva di avere il medesimo lessico nell’impegno di costruire la nuova umanità.

Tanto pubblico, tante domande poste durante gli incontri e tante portate ai relatori che si sono trattenuti oltre quanto era stato loro richiesto. Serate di grande festa, molto partecipate, con un concerto pianistico dei ragazzi rumeni del maestro Trofin, con Annie e Francis Brolly e i loro canti irlandesi, e i canti popolari del coro Rondinella. Tonalestate, con le sue storie, le sue voci e riflessioni, con la richiesta di collaborare, ha condotto oltre l’imbroglio perché ha prospettato la possibilità di farsi costruttori di un tempo nuovo. Con gruppi, centri culturali, scuole, associazioni e fondazioni, molte delle quali presenti con proprie mostre grafiche e fotografiche, esploderà senza dubbio la creatività imprevedibile e inconfondibile di chi sa dire di no alla mentalità dominante e dire di sì all’altro.


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