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Sovraffollamento dei treni e nuove regole, Filt del Trentino: “Norme solo per scaricare responsabilità, chi programma e chi controlla?”

giovedì, 3 settembre 2020

Trento – In vista della riapertura di scuole e sedi lavorative le istituzioni hanno deciso di proseguire su una linea di totale scarico di responsabilità, con regole distaccate dalla realtà di tutti i giorni e il cui rispetto ‘alla lettera’ è utopistico, al pari di quanto avvenuto in tutti questi mesi di ‘emergenza’. Cgil - TrentinoLo è ad esempio per quanto riguarda la gestione dei trasporti: chi controlla il raggiungimento della capienza dell’80% concordata tra Stato e regioni (non si sa bene in base a quale compromesso scientifico tra la salute e la necessità di ripartire)? E il tal caso cosa avverrà: alcuni passeggeri saranno lasciati a terra?

In Trentino anche i sindacati esprimono il proprio dissenso: “L’intesa trovata sulla capacità di carico del trasporto pubblico locale sull’80% di capienza massima per autobus e corriere vale anche per i treni. La mediazione trovata pare soddisfare anche il presidente Fugatti che vede accolta quella che era una richiesta di tutti o quasi i presidenti di Regione e che sarebbe tecnicamente sostenibile.

Se torniamo al mese di febbraio, in tempi pre Covid, tutti i treni regionali nelle fasce orarie 7.00 – 8-00 e 13.00 – 14.00 (da Ala a Trento, da Trento a Bolzano e da Borgo a Trento e viceversa) erano sovraffollati. Studenti e pendolari hanno viaggiato e, ahimè, viaggeranno gli uni sugli altri. Questa era la situazione quando era possibile riempire i treni al 100% della loro capienza, ora che il numero dei trasportati è fermo all’80%, cosa succederà?

Esiste il materiale rotabile per “allungare” i treni aggiungendo più carrozze? Superfluo aggiungere che sostituire le corse con mezzi supplementari su gomma nelle ore critiche è impensabile perché, senza il supporto dei privati, i mezzi non ci sono nemmeno per le tratte normali.

Visto che i posti seduti verranno tutti occupati, chi controllerà se il distanziamento in piedi garantisce un coefficiente di carico non superiore all’80%? Non certo il capotreno che è già occupato dalla verifica dei titoli di viaggio.

Fermo restando la responsabilità individuale degli utenti del servizio pubblico rispetto al distanziamento, se questo parametro fosse impossibile da rispettare si scaricherebbe ancora una volta sui lavoratori, in questo caso il capotreno, la responsabilità di far rispettare le norme, quindi di sopprimere il treno con le conseguenza che a scuola ed al lavoro, nel migliore dei casi, si arriverà in ritardo.

In definitiva quale programmazione si sono date Trenitalia e la PAT per garantire il trasporto dei pendolari, siano essi studenti o lavoratori, nelle fasce di punta? La scuola inizia tra pochi giorni e a queste domande sarebbe opportuno dare risposte“, il commento di Stefano Montani e Alberto Sicari della Filt Cgil del Trentino.



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