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Dal Garda alla Valle Camonica, operatori turistici preoccupati per il futuro

domenica, 3 maggio 2020

Limone del Garda – Negli ultimi mesi della stagione invernale sono andate in fumo più di quattro milioni di presenze nelle località di villeggiatura montana della Lombardia e del Trentino Alto Adige e adesso si guarda con grande preoccupazione alla stagione estiva dei laghi (Garda e Iseo) e in montagna (Ponte di Legno, Tonale, Campiglio e Livigno ad esempio). Inoltre il turismo culturale e anche quello delle terme è bloccato.

pista paradiso tonale sci neve

Gli operatori turistici sono preoccupati per il forte calo della domanda negli alberghi, dall’intera filiera dalla ristorazione al commercio fino ai trasporti e ai musei.

Secondo le analisi delle associazioni di categorie nel 2020 in Lombardia al momento mancano 9 milioni di pernottamenti. I dati sono differenziati da una provincia all’altra, marzo, aprile e anche maggio le presenze di turisti sono state azzerate e gli operatori chiedono di poter riaprire, in sicurezza, da giugno. Il coronavirus rischia di penalizzare più di altri settori il turismo e alcuni operatori temono per il futuro. “Quest’estate – il commento degli albergatori lombardi – speriamo nel turismo locale, ma forse non sarà sufficiente per invertire la rotta”.



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