Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione anche di "terze parti" per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookies. Se vuoi saperne di più o negare il consenso clicca qui.
X
Ad

Ad
Ad

Ad


Trento: droga in case ITEA, la Provincia chiede lo sfratto

martedì, 18 agosto 2020

Trento – Droga in case ITEA, dopo il vertice in Provincia inizia l’iter di procedura per lo sfratto. La legge è del 2015 e parla chiaro. All’articolo 9 (L.p. 15/2015) si dice che se l’alloggio pubblico viene usato per compiere attività illecite scatta la revoca. E’ la fattispecie in cui incorrono i recenti fatti di cronaca che sono stati analizzati durante un incontro che si è svolto questa mattina in Provincia, presente il presidente con – in videocollegamento – l’assessore alla salute e politiche sociali, dirigenti della Provincia e di ITEA, rappresentata anche da un consigliere, ed il colonnello Mario Palumbo, comandante della Guardia di Finanza che ha effettuato ieri le operazioni antidroga.

Da parte del Presidente della Provincia ed assessori è stato rinnovato il ringraziamento ai finanzieri che, assieme alle altre forze dell’ordine costituiscono una indispensabile risposta al fenomeno contro il quale l’esecutivo provinciale dichiara tolleranza zero. Di qui la necessità di applicare con solerzia e decisione le regole. L’iter – per il quale è stata raccomandata massima velocità – prevede una sequenza di notifiche che dalla Guardia di finanza passa per ITEA ed arriva al Comune di Trento chiamato ad adottare la revoca del provvedimento di assegnazione dell’alloggio pubblico. Serve dunque questo atto per consentire poi ad ITEA di attuare lo sfratto coinvolgendo un ufficiale giudiziario.

drTerminata la riunione, l’assessore provinciale si è quindi sentita con la collega del Comune di Trento. Ogni anno, per farsi un’idea della situazione sfratti, ne vengono eseguiti una ventina, numero che comprende però molti casi di morosità. Più rari quelli legati a condanne penali, che però esistono – hanno confermato i tecnici ITEA – e sui quali incombe ora anche la nuova normativa che interviene più severamente sui requisiti di accesso all’alloggio pubblico e per il mantenimento del beneficio.



© Gazzetta delle Valli - Testata registrata in tribunale, direttore responsabile Alberto Panzeri - P. IVA 03457250136